Tutto tace ormai da molti giorni. Nessuno spiffero arriva da Arcore. Si va ad interpretazioni. Ma i colonnelli azzurri marciano separati in casa. Ognuno propone la sua ricetta. Toti schierato con Zaia e Maroni ha avanzato una proposta di riforma istituzionale. Brunetta sbraita e attacca come un toro infuriato, Paolo Romani media e gioca la carta del pontiere, ma si dichiara scontento. Stefano Parisi critica i dirigenti di Forza Italia, ma sembra molto solo nella sua battaglia. L’ azienda con Confalonieri sceglie Renzi ed il Si al referendum. Ma Silvio Berlusconi se ne sta in disparte. E’ lui che ha ancora i voti ed è lui che deciderà il da farsi solo negli ultimi giorni. Guarda i sondaggi e non è convinto. Troppe incertezze ancora. Troppe variabili. Il Cavaliere è prudente. Sa benissimo che dopo l’esito referendario tutto non sarà più come prima. Lui vuole esserci ancora sia che vinca il No o prevalga il Si. Sa benissimo che comunque vada la sua sempre più assottigliata truppa di onorevoli o senatori potrebbe essere determinante. Poi c’è da chiudere la vendita del Milan e il futuro della sua azienda. Il viaggio in America è servito anche a questo. Nesssuna fretta è la parola d’ordine. Ma nel frattempo il centrodestra è fuori dai giochi. Assente. Molti suoi ex fedelissimi che hanno dato vita a Forza Italia come Pera ed Urbani hanno scelto per il Si. Il partito ex di plastica può deflagare. O cambiare pelle. Sono ottantanni, ma tutto dipende ancora da lui. Poi si vedrà. La prateria degli elettori di centrodestra è assai estesa, ma vuota. In politica prima o poi qualcuno i vuoti li riempie.
Il mistero Berlusconi e il futuro di Forza Italia
E’ lui che ha ancora i voti ed è lui che deciderà il da farsi solo negli ultimi giorni. Guarda i sondaggi e non è convinto. Troppe incertezze ancora. Troppe variabili. Il Cavaliere è prudente. Sa benissimo che dopo l’esito referendario tutto non sarà più come prima.
Roberto Caputo

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