• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Mission impossible

Nelle sue memorie Kissinger ricorda che quando causa l’embargo petrolifero della guerra del Kippur, il prezzo del barile scattò da tre ad undici dollari, lo scià offerse gratis le sue riserve agli Stati Uniti d’America. Nixon gentilmente rifiutò. Kissinger non si dilunga sulle ragioni, l’America non voleva essere troppo dipendente dall’Iran, ma è plausibile ritenere che l’amministrazione fosse comunque in grado di fronteggiare l’aumento del prezzo, cosa che in effetti seppe fare brillantemente. Nella prima grande crisi petrolifera del capitalismo, in realtà l’occidente aveva poco da temere.

di Riccardo Bruno | 6 Maggio 2026

Nelle sue memorie Kissinger ricorda che quando causa l’embargo petrolifero della guerra del Kippur, il prezzo del barile scattò da tre ad undici dollari, lo scià offerse gratis le sue riserve agli Stati Uniti d’America. Nixon gentilmente rifiutò. Kissinger non si dilunga sulle ragioni, l’America non voleva essere troppo dipendente dall’Iran, ma è plausibile ritenere che l’amministrazione fosse comunque in grado di fronteggiare l’aumento del prezzo, cosa che in effetti seppe fare brillantemente.

Nella prima grande crisi petrolifera del capitalismo, in realtà l’occidente aveva poco da temere. L’Egitto voleva dimostrare che essere alleato dell’Unione sovietica non consentiva nessun vantaggio politico militare, e l’America si sarebbe trovata mediatrice di un conflitto economico fra due suoi alleati, i sauditi e gli iraniani, dove gli iraniani erano il suo punto di forza. I sauditi avevano sostenuto, per quanto con flemma, la guerra ad Israele, probabilmente ingolositi dalla mossa da fare sul petrolio che aumentò sproporzionatamente la ricchezza del regno.

Rispetto ad allora la situazione di oggi è completamente rovesciata. I paesi arabi, sebbene con intensità diverse, sono dalla parte di Israele e l’America, mentre l’Iran è il loro principale nemico, sicuramente per motivi politico religiosi, ma anche a causa della competizione petrolifera. L’Iran non è più un partner, è un concorrente. E quando Trump dice che bisogna impedirgli l’arma nucleare, dice una verità , ma non tutta. L’America non puà permettersi di avere un nemico di quel peso capace di destabilizzare l’intera regione, perché la politica di Teheran lacera il Libano, colpisce Israele, minaccia i sauditi e attacca direttamente gli emirati. Cioè mette in crisi tutto l’interesse americano dell’area ed offre uno sbocco alla Cina ed alla Russia, i veri avversari degli Stati Uniti d’America.

Tra l’altro il problema di Hormutz è ingigantito, perché facendo un giro più lungo il petrolio iraniano può passare dal mar Caspio, risalire il Volga che è navigabile ed arrivare a chi vuole. Per cui la guerra in corso non è per il nucleare, non è per il petrolio, è per la supremazia mondiale, in cui l’America si gioca tutto, tanto da arrivare ad attaccare il papa e la sua professione di pace.

Se questo quadro è corretto, come si possa credere che il sottosegretario di Stato Rubio possa trovare una qualche mediazione utile con l’Europa e la santa sede, è un mistero della fede. Il papa non può rinunziare al suo crede e l’Europa si è già pronunciata interamente, o cambia radicalmente la sua posizione, abbandona Sanchez ed il papa per stringersi al re d’Inghilterra che comprende meglio del suo governo il punto di vista americana, oppure slitta verso la neutralità. Addio Nato, come inevitabile. Perché mai l’America dovrebbe essere alleata di Stati così recalcitranti, quando ha gli arabi e, presto persino Calenda se ne accorgerà, ha l’Ucraina, cioè la principale potenza militare dell’area che ha iniziato a bombardare Mosca.

Il ministro Crosetto, come anche Merx del resto sembra disperato. L’idea che i marines americani lascino l’Italia non sembra riuscire ad accettarla. Con chi la difende l’Italia? Con un esercito dove un uomo di punta era Vannacci? Si rassegni. A meno che l’Italia e i paesi che si chiedono se possono permettersi di perdere gli aiuti americani, i polacchi sono cattolicissimi e straordinariamente muti, non abbandonino il papa.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti