Ci sono giornate durante le quali il caso propone stridenti confronti.
Sto leggendo una riedizione del libro “Autobiografia di tutti” in cui Gertrude Stein fa rivivere una magnifica epoca popolata da Picasso, Matisse, Dalì, Apollinaire,Braque, Dashiell Hammet, Thornton Wilder e ne descrive grandezze e debolezze con disincanto e ironia.
Nel pomeriggio vado in visita di Villa Salviati a Firenze sulla via Bolognese, e
un’appassionata signora francese ci conduce tra i corridoi dell’archivio dell’Unione europea, che ci dice lungo otto chilometri, e dalle pareti ci guardano Altiero Spinelli e Pertini, Schuman Adenauer La Pira e Ernesto Rossi, tanto per citarne alcuni tra i tanti le cui firme su documenti o preziosa corrispondenza ci fanno rivivere una faticosa opera di costruzione sociale e politica, che oggi appare in fase di disgregazione.
Non sapevo che tanta storia europea fosse contenuta sulle colline fiorentine per concessione degli altri Paesi europei. Può darsi che sia mia colpevole disattenzione,
o forse i media sono così presi dalle scialbe dichiarazioni degli attuali improbabili protagonisti politici e culturali che giudicano del tutto insignificante questa miniera storica.
Gianfranco Micali

Lascia un commento