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Milano, sciopero farsa

Ancora una giornata di disagi per pendolari, studenti, lavoratori e famiglie. Venerdì 12 dicembre la Cgil ha proclamato uno sciopero generale che coinvolge l’intero arco della giornata lavorativa, interessando settori strategici come trasporti, scuola e sanità, sia nel pubblico sia nel privato. Un’iniziativa che, come spesso accade, finisce per colpire soprattutto i cittadini, senza produrre risultati concreti sul piano delle rivendicazioni. A Milano l’impatto si è fatto sentire fin dalle prime ore del mattino. Dopo le 8.45, Atm ha sospeso il servizio sulla linea gialla M3, riaperta solo dopo le 15. A restare operative per tutta la giornata sono state invece le linee M1, M2, M4 e M5. Disagi anche in superficie, dove alcune linee di tram e autobus sono state deviate a causa di una manifestazione in centro città.

di Luca Rampazzo | 13 Dicembre 2025

Ancora una giornata di disagi per pendolari, studenti, lavoratori e famiglie. Venerdì 12 dicembre la Cgil ha proclamato uno sciopero generale che coinvolge l’intero arco della giornata lavorativa, interessando settori strategici come trasporti, scuola e sanità, sia nel pubblico sia nel privato. Un’iniziativa che, come spesso accade, finisce per colpire soprattutto i cittadini, senza produrre risultati concreti sul piano delle rivendicazioni.

A Milano l’impatto si è fatto sentire fin dalle prime ore del mattino. Dopo le 8.45, Atm ha sospeso il servizio sulla linea gialla M3, riaperta solo dopo le 15. A restare operative per tutta la giornata sono state invece le linee M1, M2, M4 e M5. Disagi anche in superficie, dove alcune linee di tram e autobus sono state deviate a causa di una manifestazione in centro città.

Sul fronte ferroviario, la situazione non è migliore. Trenord ha comunicato che fino alla mezzanotte di oggi si registreranno ripercussioni sulla circolazione dei treni regionali, suburbani e dei collegamenti aeroportuali, inclusi Malpensa Express e la linea S50 Malpensa Aeroporto–Bellinzona. Ritardi, variazioni di percorso e cancellazioni sono possibili su gran parte della rete.

Particolarmente critica la situazione sulle linee che circolano sulla rete Ferrovienord: dai collegamenti da Milano Cadorna verso Novara Nord, Varese Nord, Como Lago e Asso, fino alle linee suburbane S1, S2, S3, S4, S9, S12 e S13, senza dimenticare la Brescia–Iseo–Edolo e i collegamenti con Malpensa.

A tutto questo si aggiunge il rischio di ulteriori disservizi tra le 21 di venerdì e la mezzanotte di sabato 13 dicembre, per il possibile proseguimento dello sciopero da parte del personale del gestore dell’infrastruttura.

Nella fascia oraria di garanzia, tra le 18 e le 21, circolano solo i treni inseriti nell’elenco delle corse garantite, consultabile sul sito di Trenord. Per i collegamenti aeroportuali cancellati sono previsti autobus sostitutivi diretti, senza fermate intermedie, tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto e tra Stabio e Malpensa.

Il quadro che emerge è quello ormai noto: uno sciopero che crea caos e incertezza, scaricando i costi sociali sui cittadini e sui lavoratori che nulla hanno a che fare con le vertenze sindacali. Una protesta che appare sempre più rituale e autoreferenziale, incapace di incidere davvero sulle scelte politiche o economiche, ma perfettamente efficace nel paralizzare la quotidianità di una metropoli come Milano. Una “sciopero farsa”, appunto, che lascia dietro di sé solo disagi e frustrazione.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

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