Michele Barnabé era il fattore della tenuta della Centonara, storico militante socialista allora iscritto al PSIUP, esponente di spicco del CLN, referente locale del ravennate Benigno Zaccagnini, nonché fratello di mio nonno Paolo.
Fu ucciso all’interno della Camera del Lavoro nelle prime settimane del 1946 con un colpo d’arma da fuoco al capo da compagni di lotta stalinisti che non condividevano il suo proposito di rendere pubblico il bilancio del CLN. Il medico legale fu chiamato poco dopo ma, forse temendo ritorsioni, scrisse nel referto trattarsi di “ morte per dissanguamento”.
Michele, secondo le sue disposizioni, ebbe un funerale civile con centinaia di bandiere rosse convenute da tutta la Romagna e le bande che eseguivano gli inni “ Bandiera rossa” e l’Internazionale”. La vedova e le 3 figlie non ebbero alcuna pensione ma solo alcune carte che testimoniavano l’importanza della sua attività politica. Uno degli autori fu condannato al carcere dal tribunale perché non venne ritenuta credibile l’ipotesi della difesa di un colpo partito accidentalmente da un’arma caduta al suolo, visto il percorso del proiettile perfettamente orizzontale dalla bocca alla nuca.
Dopo pochi mesi ci fu una amnistia per cui il condannato fu scarcerato ed emigrò in Germania ove restò per tutta la vita e rientrò in patria solo in tarda età per morire nel paese natale. Io fui medico al reparto di odontoiatria dell’Ospedale per gli Infermi di Faenza (prima come assistente poi con l’incarico di aiuto) dal 1973 al 1977 ed ebbi fra i miei pazienti sia Maria, una delle figlie di Michele, sia Oddo Diversi, storico castellano. Entrambi mi narrarono di quella vicenda. Ulteriori notizie sono reperibili su internet nel diario del notaio Antonio Bosi e nei volumetti di Diversi “ Cronache castellane” ed.1972 e “ Dall’ultima trincea tedesca sul Senio-Castelbolognese 1944” ed 1981, entrambe edite da Grafiche Galeati.
A oltre 70 anni da quei tragici avvenimenti sarebbe stato giusto che la comunità castellana intitolasse a Michele un luogo pubblico, a solo parziale e postuma riparazione dell’accaduto e per onorare in lui un martire della lotta per la Giustizia sociale e la Libertà. La mia proposta è stata però del tutto ignorata e passata sotto silenzio.
Mario Barnabè (ps-pse giornalino)

Lascia un commento