Eccolo Fico, non l’albero dell’omonimo frutto e nemmeno la parola che si usa come complimento, che va tanto tra i giovani.
Fico è la Fabbrica Italiana Contadina che apre in settimana a Bologna, dal 15 per il pubblico, idea di Oscar Farinetti Eataly che a Bologna e in tutta Italia ha incontrato e fatto fidanzare una marea di aziende per fare appunto FICO Eataly World, il centro agro alimentare più grande del mondo. E ci sono riusciti.
Ci sono tante aziende e tanti gruppi che ci hanno creduto e hanno fatto contratti lunghi molti anni, in stagioni in cui nessuno si mette lì a sottoscrivere accordi per più di tre o cinque anni.
Invece qui si punta dritto alle due grande risorse di questo Paese: il bello della natura e il buono del cibo super. Una combinazione che fa dell’Italia uno dei marchi più ricercati al mondo.
Così a Bologna ci hanno fatto la cittadella delle eccellenze e dove una volta c’era il Centro agroalimentare, dove nel 1997 Papa Giovanni Paolo Secondo aveva chiuso il Congresso Eucaristico e dove Bob Dylan aveva suonato per lui, il Papa, è diventata la città del buono e del bello, della natura e della biodiversità.
Una specie di Expo nazionale ma più caldo e accogliente, più largo e più omogeneo. Una scommessa interessante. Dal prosciutto al cioccolato, dal formaggio alle piante d’acqua, dal frantoio al mulino, dalle patate al gelato, dalle capre ai libri. Tutto, o quasi.
Architettura legno e verde ovunque, alberi della vita che ricordano quello dell’Expo ma più stilizzati. Ci hanno messo cinque anni e c’era molta attesa: 10 ettari, 500 animali, dai maialini agli asini, 45 punti di ristorazione, fondazione con 4 università e aree didattiche e pedagogiche.
Nella giostra della terra si spiegherà il ruolo dell’agricoltura. Arriverà il ministro Martina per presentare anche il suo libro sulla democrazia dell’alimentazione. Insomma, dal grano alla pasta e dal latte al formaggio, qui si spiegherà tutto e si vivrà la produzione genuina. Il segreto è la partecipazione. Il potenziale c’è.
Speriamo si accompagni un bel piano di servizi nei trasporti e nella raggiungibilità. Per ora possiamo dire che le strade-viali che portano dalla tangenziale a Fico non sembrano sufficienti per accogliere e smaltire i potenziali milioni di visitatori. Ne prevedono 6 milioni l’anno. Si vedrà.
L’uscita autostrada A 14 Fiera forse potrà anche essere adatta, ma quando si esce verso la Fabbrica i viali con due corsie di marcia, semafori e incroci a raso non appaiono proprio adatti.
Bisognerà ovviamente anche potenziare i parcheggi e pensare che tutti potranno e dovranno essere comodi per arrivare all’ingresso senza dover immaginare di fare chilometri a piedi sotto il sole o sotto la pioggia.
Bella l’idea di offrire biciclette per girare green e anche fare moto. Ci sarà da garantire sicurezza e illuminazione acconcia visto che molto si punterà sulla sera e sull’inizio della notte per fare di questo parco del bello e del buono anche un richiamo glamour anche sotto le stelle. Ci saranno navette. E quando un treno?
Per ora c’è il trenino per vedere le stalle e le mucche, tipo quello di Miramare per i turisti della sera in riva al mare. Ma ovviamene non basterà. Ci sarà bisogno di trasporto e collegamento integrati.
Ah, attenzione alle mini-rastrelliere per parcheggiare dentro le biciclette. Bisognerà isolarle o ben segnalarle altrimenti il rischioscapuzzo, ovvero ruzzolone , è assicurato. Bisognerà evitarlo il ruzzolone anche se potrà essere Fico.
Fabrizio Binacchi

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