L’Ottocento era il Secolo nevrosico, come recita il titolo del libretto divertente ed istruttivo di Paolo Mantegazza, antropologo (1931 -1910) e aggiungeva all’interno del testo: moralmente ipocrita, intellettualmente scettico. In considerazione che non visse che piccola parte del XX Secolo, quello delle due guerre mondiali ed il XXI iniziato nel peggiore dei modi siamo in molti ad avere necessità di psicoanalisi… se fossimo onesti con noi stessi.
Un altro Paolo nella lettera ai Filippesi (4,8) raccomandava: <<…fratelli, tutto quello che è vero, tutto quello che è nobile, tutto quello che è giusto. Tutto quello che è puro, tutto quello che è amabile, tutto quello che da buona fama, se vi è qualche virtù , se vi è qualche lode, a queste cose pensate…>> . Siamo quindi d’accordo nel ritenere la psicoanalisi un metodo di cura che ha aiutato molti e fra essi Bergoglio come da Sua dichiarazione, pertanto possiamo enumerare fra le amabili e giuste anche la dottrina inventata da Freud per la Chiesa cattolica da oggi in poi. Non è sempre stato così. La Chiesa, o meglio la gran parte di essa, non ha mai visto di buon occhio questa branca del sapere per molti motivi. Proviamo ad enumerarne alcuni. La psicanalisi si occupa della “psiche” che non è l’anima…però le due entità a volte si sfiorano, si sovrappongono, si confondono. Comunque il medico della psiche, ascolta, domanda, indirizza senza sembrare di farlo; il sacerdote ascolta, domanda, indirizza verso un Altro e un altrove… Uno è il medico della mente, l’altro dell’anima; c’è poco da fare a volte sono irrimediabilmente in concorrenza. Pertanto la Chiesa cattolica si è sempre posta scetticamente verso tale branca del sapere; era un altra Via, Verità (anche per il marxismo era esecrabile aiuto alle degenerate classi borghesi). Questo non toglie che nel tempo vi siano stati psicoanalisti che hanno tentato una mediazione o modus vivendifra psicoanalisi e religione. Lo stesso Freud, ateo, ha affrontato il problema in Totem e Tabù. Nella stessa Chiesa cattolica si fece conoscere per i suoi studi in materia padre Agostino Gemelli, al secolo Edoardo Gemelli (1878 – 1959), colui che considerò malato Padre Pio e suscitò la contrarietà del Santo Uffizio contro il Frate, ma anche fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ove è tuttora funzionante la facoltà di Psicologia.
Comunque le incursioni della psicoanalisi nella religione e nel sacro sono sempre state la norma. Perciò, nella sua ambizione di avvicinare tale nucleo profondo, di addentrarsi in questo territorio interdetto, inaccessibile ed inavvicinabile, la psicoanalisi compie un’operazione che, se da un lato può essere giudicata “blasfema” dalle istituzioni religiose, dall’altro mira (senza che in ciò si debba necessariamente vedere una sorta di nuova “rivelazione”!) a produrre una “ri-significazione” dei contenuti religiosi divenuti scialbi, contribuendo così indirettamente ad una rigenerazione e ritualizzazione del loro senso assopito. ….Il “dogma religioso”, infatti, imbriglia e neutralizza il sacro proprio fornendo letture definitive di un determinato testo e del mondo in generale (le “verità rivelate”), non più suscettibili di essere riconsiderate e discusse. << Prendere alla lettera i testi sacri (come avviene nei fondamentalismi religiosi) vuol dire proporre una lettura definitiva e assoluta di quel testo stabilendo che una e una soltanto è l’interpretazione possibile ed autentica (idolatria dell’interpretazione (Levi della Torre) >>.
Contro questa forma di “dogmatismo interpretativo” è andata sviluppandosi dentro e fuori il mondo psicoanalitico, spesso in contrasto con le posizioni teologiche ufficiali, tutta una corrente di studi esegetici che hanno fatto oggetto di interpretazione psicoanalitica molti dei miti e delle vicende narrate nel Vecchio e nel Nuovo Testamento. …Eppure, mano a mano che si procede su questa strada si è spesso colti dal profondo timore di perdere una qualche sorta di “integrità” e di andare incontro ad una sorta di distruzione irreversibile. Freud stesso dovette percepire acutamente sentimenti analoghi quando sostenne che <<…l’abbraccio tra la psicoanalisi e la religione avrebbe condotto alla rovina entrambe >>. Oggi siamo tutti più maturi per considerare la psicoanalisi un valido aiuto nel nostro secolo “nevrosico” come gli antibiotici e non ci meravigliamo se un sacerdote, un vescovo o cardinale ne approfitti. Molto meglio chi cerca di chiarire qualche dubbio di quelle persone irrimediabilmente sempre certe di se stessi.
Gugliemo Adilardi

Ma Freud non era quello che attribuiva un inconscio perfino ai feti che non potevano ancora aver sviluppato una coscienza? Vedendo complessi erotici perfino a queste creature che certamente non avevano ancora la consapevole nozione del sesso. Non per niente, non sono in pochi i moderni scienziati che ormai guardano non con sospetto ma con forte scetticismo nei confronti della “scienza” di Freud.
Quanto a Bergoglio, sì, credo che abbia bisogno di aggrapparsi a questa scienza perché mi pare che sia un po’ troppo confuso e preso dalle sue manie anticapitaliste, ambientaliste ed economiste: tutte materie che credo siano un po’ estranee alla sfera dell’anima…