“Il virus si nutre del corpo dell’uomo. Se non lo trova muore”. Esordisce in modo determinato ma equilibrato e dolce, come suo costume, l’assessore Gallera, che abbiamo imparato a conoscere, a mio avviso una delle eccellenze politiche del momento. Dunque divisi fisicamente ma uniti nella mente e nel cuore.
“Noi siamo l’incudine e il virus il martello. Fra poco, se seguiamo le regole di contenimento noi diventeremo il martello e lui l’incudine “. Parole preziose di un epidemiologo. E, anche se in speranza e senza certezza assoluta, deve dirlo. Perchè la depressione, unita a una situazione obiettivamente drammatica, porterebbe, almeno per alcuni più deboli e fragili, nell’orrido.
Un plauso per i governatori di buon senso dal Veneto alla Sicilia dalle Alpi a Capo Passero.
Ascolto Musumeci dalla Sicilia. Ascolto e vedo un sindaco siciliano che si incaxxa contro i cittadini che si annoiano in casa e vogliono andare a correre, o che fanno il barbecue di gruppo o che escono ogni giorno per fare la spesa che, secondo lui si fa ogni dieci giorni. E ha ragione. Se si esce da soli a correre dopo un po’ non si è più soli.
Il Governatore con forza ma con grande buon senso sostiene, insieme a tanti altri ormai, che in condizioni straordinarie si agisce in modo straordinario. E ciascuno per quanto può deve fare la propria parte. Le istituzioni e i cittadini. Allude naturalmente alla burocrazia che va superata in emergenza. Senza aver paura di far sorgere una dittatura. Se necessario occorre anche mettere in campo l’esercito, e qualcuno o lo auspica o lo sta già attuando. Dato che gli italiani, non tutti fortunatamente, sono duri come le pigne. Hai voglia a gridare che la pandemia si blocca solo con l’isolamento per far rimanere solo il virus.
Ma, questi, non sentono i tg con i bollettini di guerra. Non hanno negli occhi le terapie intensive e le rianimazioni con gli operatori sanitari distrutti dalla stanchezza. Non vedono le bare riportate indietro dai mezzi militari perchè nel cimitero non c’è posto e non ce la fanno a “smaltire” le salme. Orrore, si, perché orrore è. La stupidità di alcuni non può inficiare il sacrificio di tanti che stanno alle regole. Uscire senza motivo e senza precauzioni è come andare in giro a sparare a casaccio. Pene severissime, dunque, e auspicabili.
Si sta parlando di libertà personale. Sento esperti, alcuni giornalisti, politici e e altri che esprimono concetti molto saggi. A mio avviso. Difficile trovare la giusta misura, ma in emergenza, quando si parla davvero di vita o di morte come in una guerra, metaforica ma mica tanto, occorre anche fare scelte over. Naturalmente con le dovute necessarie accortezze per non urtare la corte costituzionale. Ma questo spetta ai politici.
Oggi la libertà personale non c’è più. Solo momentaneamente e per poco tempo ovviamente. Meno possibile, si spera. Non c’è perchè siamo in emergenza sanitaria. Proprio come in una dittatura, della quale non dobbiamo avere paura. Perchè passeggera. Del resto , come si suol dire e come è, la scienza non è democratica. E ognuno di noi potrebbe essere portatore sano asintomatico e inconsapevolmente contagiare altri. Dunque non per imposizione ma per libera scelta consapevole facciamo nostro l’#restiamoacasa e stiamo divisi il più possibile. Cerchiamo di trovare una nostra dimensione per non deprimerci troppo. Leggere scrivere giocare smartphone e PC, fare qualunque cosa ma farlo in casa. Rinunciare a una passeggiata per un po’ di tempo non può essere un sacrificio così grande, quando il gioco vale la candela. O speriamo che la valga. Perché purtroppo certezze non ce ne sono. Neppure temporali. Fingiamo di essere ammalati, magari di polmonite o di una patologia di lungadegenza, quando occorre almeno un mese o più per uscirne. E guardiamo il bicchiere mezzo pieno. NON STIAMO MALE, NON SIAMO AMMALATI . Anzi stiamo bene in salute, se stiamo in casa.
E poi volgiamo la mente verso chi invece sta male davvero ed è attaccato a un tubo, a un respiratore. E non può stare in casa ma in un ospedale. E a chi fa i salti mortali, con orari indescrivibili, per curarlo e accudirlo. E poi, scusate, diciamoci quanto siamo fortunati dato che non è toccato a noi. Per ora. Stare a casa significa anche evitare di ritrovarsi in quella situazione.
Perfino Sgarbi c’è arrivato, eppure prima si è ribellato. Ma da persona intelligente qual è ha accettato queste misure restrittive , appunto, della LIBERTA’.
BASTA DUNQUE CON LE PICCHE PER LE CORSETTE. FATE GINNASTICA .MA IN CASA .
Per evitare anche di finire davvero in quarantena coatta se non attaccati a un respiratore. O far finire altri, dato che stiamo sulla stessa barca. Ingolfando le terapie intensive e le rianimazioni.
VITA TUA VITA MEA.
Siamo tutti un’arma potenzialmente carica e potremmo sparare, senza volere su chiunque come chiunque potrebbe farlo con noi.
“Il virus si nutre del corpo dell’uomo. Se non lo trova muore”. Esordisce in modo determinato ma equilibrato e dolce, come suo costume, l’assessore Gallera, che abbiamo imparato a conoscere, a mio avviso una delle eccellenze politiche del momento. A seguito di valutazioni ormai scientificamente provate. Dunque divisi fisicamente ma uniti nella mente e nel cuore.
Perdonatemi ma dovevo dirlo, anche me stessa, insieme a tutti voi. Un mio parere, naturalmente.
Magari riparliamone fra un mese. Speriamo, di cuore, di meno.
Alla fine anche i negazionisti conclamati, anche l’extracomunitario del nord è tornato sui propri passi e e ora tutta l’Europa ci sta seguendo. Saremo finalmente noi lo spirito guida del nostro vecchio decadente continente? Orgoglio italiano.
Carla Ceretelli

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