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Mentre Napolitano tesse, Bersani disfa

di Redazione Pensalibero.it | 4 Aprile 2013

Le tensioni nel PD paralizzano il quadro politico

Mentre il Presidente   Napolitano tesse la tela per rimediare al fallimento del tentativo di Bersani   di trovare una maggioranza in Parlamento (ossessionato dalla formula PD +   M5S), il segretario del PD la disfa.
Mentre Napolitano si adopera per   giungere ad un’intesa per il nuovo governo, Bersani pone pregiudiziali e   pensa (non dice chi è, ma dice che ci pensa) al nuovo Quirinale.
Siamo all’analfabetismo politico, e   alla maleducazione istituzionale.

bersaniMentre il Presidente della Repubblica avvia la road-map del lavoro dei due gruppi ristretti, (chiarendo, a seguito delle forti agitazioni che hanno seguito il suo annuncio sabato scorso, la fisionomia effettiva dell’iniziativa e la sua durata di otto-dieci giorni per sgomberare il campo sia dagli equivoci che dalle strumentalizzazioni), Bersani nelle stesse ore si sovrappone con una conferenza stampa.
A che serve? A complicare le cose ulteriormente:  ripropone prima di tutto la solita piattaforma, ma pone veti su chi possa condividerla: “Si parte dagli otto punti”, ma “no a governissimi col PdL”. Perchè? “Sarebbe un buon motivo per dire che la politica si chiude in se stessa”. Mai sentito niente di simile.  L’incomprensione della natura del movimento di Grilllo è assoluta. Così come gli è incomprensibile, evidentemente, l’idea che una politica capace di iniziativa riformista recupererebbe i voti persi verso l’astensione e l’antipolitica. Sembra incredibile, ma il fondamento teorico della linea del segretario del PD (fino a quando?) è che la politica si salva rincorrendo l’anti-politica. E’ in dialetto emiliano più o meno quello che diceva Churchill a proposito degli appeasementers alla Chamberlain: “Carezzano il coccodrillo sperando di essere gli ultimi ad essere divorati”. 

E’ fresca la notizia della chiamata a Grillo da parte del movimento della destra francese di Le Pen per un link anti-europeo.
Ma Bersani (“Quello che ha in testa Bersani lo sa solo Bersani, dice parlando tutto il tempo della conferenza stampa in terza persona) se ne infischia e  fa sapere di pensare a Prodi per gettare un bastone tra le ruote al “governissimo”, far fallire il tentativo di Napolitano. A nulla servirà spiegargli che un conto è il blog, altro sarà far convergere il movimento anti-euro dei “grillini” sul nome dell’ex presidente della Commissione europea e lo starter della moneta unica!
Bersani è la corda con cui Grillo sta impiccando il sistema della democrazia dei partiti.
Se ci sono giovani capaci nel PD si facciano avanti, altrimenti per favore, largo ai vecchi, che il mestiere non si impara sui due piedi. 
Il vero ostacolo alla stabilità italiana si chiama Pierluigi Bersani che pontifica da una maggioranza assoluta, assolutamente virtuale, esattamente come il web di Grillo. Fatta di 240 parlamentari non eletti da nessuno, ma vinti alla lotteria del maggioritario: il doppio di quelli votati dagli elettori del PD, poco più di quelli recuperati in un mese da Berlusconi al PdL.  
PS: Compagno Bersani, se vuoi dare il buon esempio sul taglio dei parlamentari e sulla riforma elettorale, perchè non cominci a non contare i parlamentari che i tuoi elettori non hanno votato, quelli che ti ha regalato il porcellum? Il gruppo del PD costa tre volte quello che costerebbe senza il premio di maggioranza. Restituiscano l’intero stipendio e si astengano dal votare. Sarebbe un concreto passo avanti negli otto punti. Una prova di credibilità. Altrimenti accomodati nella realtà. Senza ipocrisie.

Pubblicato in : Primo piano

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