Noi vediamo i problemi dalle buche al traffico, dagli incidenti ai crolli, dalla crisi delle banche e fabbriche ai piccoli negozi che chiudono loro invece, i turisti americani e coreani, giapponesi e russi vedono il Bel Paese. Meno male. E ci gettonano, soprattutto in vista del Natale.
Siamo il Paese dell’ex Ilva e dell’Alitalia sempre appesa, siamo il Paese dei ponti che vanno giù e dei taxi che non si trovano in centro a Roma eppure loro vengono, ci scelgono e decidono di fare una e addirittura due settimane da noi. Abbiamo una forza quasi sconosciuta o una fortuna da mistero. Forse tutte e due insieme.
In queste settimane si registrano aumento di prenotazioni per il Natale in Italia da tutte le più importanti provenienze internazionali e intercontinentali: Stati Uniti, Giappone, Corea, Russia. E sono soldi, ed è economia. Ovviamente va tanto la montagna ma non solo quella classica delle Dolomiti del nostro grande patrimonio ambientale e culturale delle Alpi, ma viene scelto anche il territorio appenninico come le cime abruzzesi, molisane, tosco emiliane. Meni male.
Dall’America a Bolzano, dalla Russia a Courmayeur, dalla Corea a Madonna di Campiglio o Limone Piemonte, ma con una puntata anche a Limone del Garda e pure verso Roccaraso o sul Cimone.
Forza di questa Italia dei grandi comprensori turistico ambientali, forza dell’organizzazione dei territori per mettere insieme sci e cultura, arte e cucina, percorsi naturali e pratiche sportive.
Meno male che c’è il turista. Siamo già attrattivi nelle grandi città d’arte e di cultura, da Roma a Napoli, da Venezia a Firenze, da Milano a Torino e Palermo, ora lo stiamo diventando sempre di più anche nel sistema dei borghi e dei comprensori naturalistici ambientale. Mica male.
Insomma non c’è richiesta turistica che l’Italia non sappia o non possa soddisfare: quella del mare popolare d’estate nonostante non ci sia ovunque il mare dei Tropici, quella della cultura e dell’arte che fa tappa anche in città straordinarie come Ferrara e Treviso, Pesaro e Novara, Forlì e Lucca, Matera e Salerno e quella delle centinaia di borghi, paesi, rocche e contrade che sono il turismo delle radici, il turismo della famiglia e della architettura sociale.
Anche soltanto la lettura dei nomi fa emozione: da Abbateggio provincia Pescara ad Acerenza provincia di Potenza, da Acciaroli provincia di Salerno ad Acqualagna provincia di Pesaro Urbino da non confondere con l’umbra Acquasparta provincia di Terni. per rimanere nella parte alta dell’alfabeto.
Questo è il viaggio italiano che ci piace e tanto piace nel mondo. Mettere insieme queste attrazioni, che diventano emozioni, significa far vincere il buono sul brutto, lo sviluppo sulla stagnazione, il coraggio sulla rassegnazione.
Il turismo è l’anima dell’Italia e la sua grande cassaforte. Facendo squadra si vince nel mondo.
Fabrizio Binacchi

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