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Memoria : tra Olocausto e Holodomor

Con l’Olocausto dovrebbe essere ricordato a livello internazionale anche l’“Holodomor”. Entrambi sono stermini di massa caratterizzati da una forte ideologia totalitaria.

di Luciano Priori Friggi | 31 Gennaio 2016

Il “Giorno della Memoria” ha una data, il 27 gennaio, e un riferimento certi, lo sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti, ma un altro assassinio di massa ha inaugurato il decennio della morte programmata a tavolino, quello ucraino, ormai conosciuto e riconosciuto internazionalmente come “Holodomor”.

Quel che segue e’ la registrazione fedele di una chiacchierata su FB tra me e R. M., con l’aggiunta di una altro paio di persone che qui non compaiono. R. M. è il padrone di casa, io l’ospite, lui è un passionale, un fan di Giordano Bruno e di Mujica; politicamente un 5stelle, anche se in posizione un po’ di lato; io un po’ più disincantato rispetto alla politica, comunque ben saldo nelle mie convinzioni.
Ma ecco la discussione. Poi in fondo dirò qualcos’altro.

R.M.: Giorno della Memoria: a furia di guardare indietro si rischia di andare a sbattere contro il presente che ci sta davanti. Che si dirà tra 70anni delle stragi di bambini a Gaza, in Siria, Bagdad, nel Mediterraneo…? Che si dirà delle bombe intelligenti e dei droni; cosa delle frontiere aperte per le merci e chiuse per gli umani?

L.P.F.: Non sono molto d’accordo, celebrare non mi piace troppo, però questa volta ci sta, eccome. Il problema è che nei confronti degli ebrei si è perpetrato qualcosa che dall’umanità prima non era stato mai fatto.

R.M.: Dai 30 ai 40 milioni di Indios in America Latina in un secolo sono stati sterminati, Luciano, a confronto Hitler era un dilettante, e per giunta li ammazzavano dicendo che erano senza anima.
Oggi il 12 ottobre mentre a New York si festeggia il “Columbus Day” dal Messico in giù è lutto popolare per gli Indios superstiti. Pensa che di un orrore così pure tu te ne sei dimenticato, altrimenti non avresti scritto quello che hai scritto. Povera memoria, nel giorno della memoria…

L.P.F.: Sono cose diverse. Totalmente. Un conto è la Storia, un conto la sua negazione. I sovietici quando arrivarono nel campo di sterminio di Auschwitz trovarono 80 bambini (fino a 8 anni). Gli altri erano tutti morti. La particolarità stava nel fatto che erano gemelli. Dovevano servire a Mengele per gli esperimenti, come fossero animali. Forse ora è più chiaro cosa voglio dire.

R.M.: …per la “Santa Romana Chiesa Cattolica” gli indios ERANO animali e perciò sterminati, mi sembra che sei tu ora che fai il negazionista rispetto a quegli orrori, ancora più orrore se si pensa che poi molti di quelli che perpetrarono tali misfatti sono “Santi” nei calendari. E cosa dici del “Columbus Day” festeggiato con coriandoli e lustrini per le vie di New York, quando invece è giorno di lutto per intere popolazioni? No caro amico non ci siamo, non sono i soldi e l’economia a fare civiltà, sono i diritti umani, che non conoscono colore della pelle gusti sessuali o credo religioso…
…la sistematica organizzazione dello sterminio ha avuto conseguenze nel mondo in cui viviamo; molto “istruttivo sotto questo punto di vista “La banalità del male” di Hannah Arendt nella parte in cui racconta, Eichmann a Gerusalemme, 1963, del processo al criminale nazista e del fatto che alla ripetuta domanda di cosa provasse mentre attuava lo sterminio alla fine disse: “Nulla, facevo il mio dovere, eseguivo ordini”, la stessa cosa che dichiarò il pilota del “Enola Gay” che sganciò la bomba atomica su Hiroshima che disse:” My job” il mio lavoro. Risposte queste che sono le stesse di chi sequestra un capannone ad un imprenditore che si sa poi fallirà e con lui gli operai, oppure chi manda via una famiglia da una casa per ritardi nel pagamento di mutui causa, perdita di lavoro. Più in generale di una società segmentarizzata per cui nessuno è responsabile delle conseguenze della sue azioni, ma solo e semplicemente [tutti] svolgono il proprio dovere, il proprio lavoro. Ecco in questo siamo eredi delle atrocità naziste.

L.P.F.: Ci sono fatti e principi. L’idea che sta dietro il nazismo è quella della superiorità di una razza, non su un’altra vicina, che in fondo, esiste anche nelle battute popolari, ma sul resto dell’umanità. Da realizzarsi nel concreto, che è quello che più conta, senza badare ai mezzi. Gli ebrei erano il primo ostacolo, la pre-condizione (del successo dell’impresa). La Arendt è un caso soprattutto umano, quindi per cortesia la lascerei stare. Nel ‘900, in concomitanza col nazismo, abbiamo l’altro protagonista per sterminio, in questo caso per superiorità ideologica, il comunismo. Il caso dell’Ucraina del ’32-’33 lo testimonia molto bene, 6-7 milioni di morti per carestia, provocata a tavolino. Anche qui abbiamo una celebrazione, ormai, l’Holodomor, che sarebbe bene non dimenticare, anch’essa emblematica.

Morti per le strade in Ucraina per la “carestia” voluta dai comunisti
sovietici nel ’32-’33 che causò 7 milioni di morti

R.M.: Luciano Priori Friggi, ma com’è che baipassi sempre tutto? In America gli indios considerati animali e non umani sono per te ordinaria amministrazione, o razza inferiore? I festeggiamenti del Columbus day ottimo modo di sottolineare la superiore razza europea, e la Arendt? Lascia perdere, dici. Ma ti rendi conto?
Il sistema capitalista che macina vittime con guerre funzionali al PIL e l’accaparramento colonialista di risorse; che se non ci si arriva con carta-moneta (intenzionale il trattino) lo si fa destabilizzando governi locali ed equilibri che si erano creati nelle zone ricche di risorse e per questo disgraziate per le mire della superiore razza “occidentale”, quella che sperpera l’80% delle risorse della terra pur essendo il 20% della popolazione. Per me tutti gli orrori sono orrori, in eguale misura. Fa solo rabbia vedere che chi subì in passato atrocità le rifà a sua volta anche in forza di un ricatto morale per averle subite (Israele). Ma è ancora peggio che chi si surroga del pregio di avere realizzato “democrazia” cerchi di esportarlo imbrattando di sangue ogni sua azione.
No caro amico non ci siamo, non sono i soldi e l’economia a fare civiltà, sono i diritti umani, che non conoscono colore della pelle gusti sessuali o credi religiosi…

L.P.F.: Visto che mi conosci, saprai forse anche che sono poco tenero con Oltretevere, la causa storica oltretutto, come testimoniano egregiamente Machiavelli, Dante, ecc. (che si basano sulla realtà dei fatti), dei nostri guai come nazione frantumata, malamente riunificata, e di nuovo sulla via della frantumazione, sempre con gli stessi protagonisti. Dall’altra parte. Io sto comunque parlando di fatti che ci riguardano da vicino e unici, anche dal punto di vista filosofico, perché questo aspetto è prevalente…

Aggiornamento] Le atrocità commesse dal dittatore sovietico Joseph Stalin -  PareStrano.it

Stalin deportò nel 1944 i tatari dalla Crimea rimpiazzandoli con dei russi

Considerazioni finali

Le posizioni di R.M. sono grosso modo le stesse di una visione che popola la rete (ma sarebbe meglio dire, spopola in…), comune politicamente alle forze le più variegate, non presente quindi solo tra i pentastellati, dove tuttavia sono moneta corrente. E’ sottile: mette tutto in un gran calderone, con il risultato di annullare specificità e gerarchie. Credo che l’uso della parola gerarchia non sia fuori luogo, perché un conto è un massacro per motivi nazionalistici, cioè politici, in una certa misura a volte inevitabili, ma episodici, un conto un programma politico di conquista del mondo, pensato per un popolo specifico e da esso — almeno allora — condiviso, intriso di superiorità e di gerarchie di ostacoli, da abbattere per raggiungerla. I “quaderni neri” di Heidegger, da poco pubblicati, dovrebbero fugare ogni dubbio sull’origine profonda di un tal pensiero totalitario e razzista (e anche per questo nella foga della discussione ho usato nel dialogo quell’espressione certamente un po’ forte nei confronti dell’ebrea Arendt, amante di Heidegger, che ovviamente conosceva benissimo le sue idee).
L’Holodomor è altra cosa, d’accordo. Ma vediamo meglio.
Intanto probabilmente non è, come vorrebbe certa critica russa, e anche francese, solo un episodio di un più vasto programma anti-contadino che colpì in modo drammatico l’Ucraina e in diversa misura altre zone dell’ex-Unione Sovietica.
Stalin e la dirigenza russa avevano in testa un progetto folle, industrializzare rapidamente il paese a spese dell’agricoltura. Vittima designata soprattutto l’Ucraina, fonte di resistenza al dominio russo —c’è sempre un resistente principale a chi vuol dominare il mondo— e molto attaccata alla sua struttura sociale di proprietà contadina. I russi chiusero i confini, espropriarono i contadini di tutta la produzione, per venderla in Occidente in cambio di macchinari industriali, causando così una carestia che portò alla morte di 5-7 milioni di persone. Ma non si fermarono qui perché uccisero intellettuali, funzionari, ecc., insomma chiunque resistesse in una qualche forma.
Decine di migliaia di bambini, senza genitori, che correvano le campagne e i paesi, furono abbattuti con le mitragliatrici (il progetto era folle non solo perché sono folli le grandi visioni di tutte burocrazie totalitarie, ma più semplicemente perché quei macchinari — come c’era del resto da aspettarsi e come risulta da certa documentazione consultabile —, poi comprati, finirono abbandonati, e nella ruggine in breve tempo, per mancanza di personale in grado, o interessato davvero, a occuparsene).

En passant, è comprensibile dunque come oggi l’Ucraina, che sta faticosamente ricostruendo la sua storia, abbia trovato nell’Holodomor un potente fattore di unità nazionale, e come una tale svolta sia ferocemente avversata dalla componente russa interna.
Stalin non si tirò neppure indietro in Crimea che subì la deportazione dei tatari nel ’44, rimpiazzati con russi fedeli al regime sovietico.

Quanto al futuro, per il succedersi delle generazioni, la Memoria dell’Olocausto e dell’Holodomor perderà inevitabilmente gran parte della carica emotiva, del “vissuto”, che ancora serba. Avrà un senso continuare a ricordare questi eventi con sistematicità se diverranno un patrimonio sentito da tutta l’umanità, se riusciranno a qualificarsi come simboli, come archetipi verrebbe da dire, del deragliamento della ragione, individuale e collettiva, a tutto vantaggio della volontà’ assoluta di potenza, il cui unico limite dovrebbe consistere nel livello della “forza” che riesce ad esprimere.

Luciano Priori Friggi

Pubblicato in : Primo pianoTag: amministrazione, anni, chiesa, chiesa cattolica, comunismo, contadini, dante, democrazia, ebrei, futuro, genitori, Giorno della Memoria, Hannah Arendt, Heidegger, Hitler, Holodomor, lavoro, massa, mondo, nazione, nazisti, Olocausto, persone, processo, Stalin

Info Luciano Priori Friggi

Laureato in Scienze Politiche, ha insegnato a lungo in Master post-laurea e tenuto corsi presso l’università di Perugia. Giornalista economico e politico. Ha pubblicato “Ricominciare da Bastiat”, “Briganti contro l’Italia”, curato “Machiavelli teorico delle crisi” (con Introduzione e Intervista a S.Bertelli), “Dante” di M. Monnier (Traduzione e Postfazione).

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martellini

    31 Gennaio 2016 alle 00:11

    Le carestie in Ucraina furono tre. La prima nel 1921 -22 com’è testimoniato nel museo della carestia a Kiev. i morti e i deportati in Siberia nelle tre caresti furono 10 milioni, compresi i tartari di Crimea. Riassumendo : 1921-22, 1932-33, 1946-47.

    Rispondi
    • Luciano Priori Friggi

      31 Gennaio 2016 alle 15:44

      Che siano tre non c’e’ dubbio, come sul fatto che l’Holodomor, cioe’ “l’infliggere la morte attraverso la fame”, sia stato coniato per quella del 1932-1933, che ne presenta le caratteristiche in senso stretto.

      Rispondi

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