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McConnell, artefice dei successi repubblicani

Persino Donald Trump, il leader quasi assoluto del Partito Repubblicano, non è riuscito a metterlo da parte e sostituirlo con un senatore che gli conceda completa fedeltà. Di Domenico Maceri

di Domenico Maceri | 3 Luglio 2022

Si tratta di una soluzione sensata….. e spero che sarà accolta favorevolmente dagli elettori nelle periferie la cui fiducia dobbiamo riconquistare”. Così Mitch McConnell mentre lodava la nuova legge sul controllo delle armi da fuoco approvata dal Senato (64 sì, 34 no) e poi anche dalla Camera e già firmata dal presidente Joe Biden. McConnell, senatore repubblicano del Kentucky e leader del suo partito nella Camera Alta, cantava le lodi della legge bipartisan che apporta minori anche se non insignificanti controlli al possesso armi. Allo stesso tempo, però, McConnell si congratulava perché la legge, con 14 voti repubblicani, suggerisce che i due partiti possono cooperare per il bene del Paese.

In realtà si tratta di una vittoria più per il suo partito che per il Paese, reiterata anche dalle recenti “vittorie” emanate dalla Corte Suprema. Spicca fra queste la revoca di Roe Vs Wade che dal 1973 garantiva il diritto nazionale di interrompere la gravidanza, lasciando adesso libertà ai diversi Stati di fare come credono. La decisione ha ridotto notevolmente i diritti delle donne di controllare le procedure mediche sul loro corpo. Allo stesso tempo ha aggiunto alle divisioni nel Paese aggravando le spaccature fra “red states” (conservatori) e “blue states” (liberal). Già una decina di Stati hanno immediatamente eliminato il diritto all’aborto e in poco tempo si calcola che altri 16 faranno altrettanto. Gli Stati liberal stanno correndo ai ripari. Il Vermont e la California stanno approvando una nuova legge che modificherebbe le loro costituzioni statali garantendo il diritto all’aborto.

La Corte Suprema con la maggioranza di 6 a 3 giudici con orientamento schiacciante verso la destra è anche il grande “merito” del machiavellismo di McConnell. Inoltre il senatore del Kentucky mostra la grande abilità di oltrepassare il filibuster al Senato di tanto in tanto per reiterare che l’eliminazione della regola della maggioranza ad oltranza di 60 voti non sia meritata.

Il potere di McConnell non è dunque da sottovalutare. Persino Donald Trump, il leader quasi assoluto del Partito Repubblicano, non è riuscito a metterlo da parte e sostituirlo con un senatore che gli conceda completa fedeltà. L’ex presidente ha cercato di farlo rimpiazzare l’anno scorso perché non era d’accordo con il voto favorevole dei repubblicani al Senato sulla legge bipartisan delle infrastrutture. Il 45esimo presidente l’aveva interpretato come vantaggio politico per i democratici. In realtà vi erano due vantaggi che la volpe di McConnell aveva visto. In primo luogo perché i grandi beneficiari della legge sarebbero le corporation, alleate naturali dei repubblicani, che otterrebbero i contratti per i lavori anche se una piccola parte degli investimenti andrebbe anche ai lavoratori. Ma il secondo vantaggio per i repubblicani al Senato è stato di ridurre le pressioni insistenti per l’eliminazione del filibuster che blocca in grande misura l’agenda legislativa di Biden. McConnell, invece, continua a usare alcune leggi bipartisan come prova della cooperazione fra i due partiti.

La strategia di McConnell mira sui vantaggi immediati ma specialmente su quelli a lungo termine. Ecco come si spiega la sua politica sulla Corte Suprema. Se il più alto tribunale del Paese include 6 giudici di orientamento conservatore si deve in buona misura a McConnell. Due di questi, Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett, si devono alle macchinazioni di McConnell. Il primo rimpiazzò Antonin Scalia che Barack Obama nel 2016 aveva cercato di sostituire con Merrick Garland. McConnell si rifiutò di sottoporlo al voto di conferma al Senato con la scusa che il 2016 era un anno di elezione presidenziale. Quando poi morì Ruth Baines Ginsburg nel 2020 McConnell non esitò a fare confermare Coney Barrett, nominata da Trump, nonostante l’elezione presidenziale già in corso. Senza questi due giudici conservatori Roe non sarebbe stata revocata. Quando alcuni analisti parlano dunque della “Corte di Trump” si sbagliano come ci dimostra il fatto che hanno rifiutato la richiesta dell’ex presidente di ribaltare l’esito elettorale del 2020. Si tratta invece della Corte di McConnell il quale ha giustificato il suo rifiuto di confermare Garland asserendo che a volte il Senato conferma i desideri del presidente e a volte no.

La vittoria della destra alla Corte Suprema sull’eliminazione del diritto all’aborto potrebbe rivelarsi provvidenziale politicamente per i democratici. Il 56 percento degli americani non l’approva, secondo un sondaggio della Public Broadcasting System (Pbs), la televisione pubblica. Inoltre il 59 percento non ha fiducia nella Corte Suprema. La fuga di notizie sulla bozza della revoca di Roe il mese scorso, attualmente sotto indagini, ha causato dubbi sulla serietà della Corte Suprema. Da aggiungere anche alla continua riduzione del rispetto per i magistrati il fatto che Virginia Thomas, moglie del giudice della Corte Suprema Clarence Thomas, dovrà testimoniare davanti alla Commissione di inchiesta sugli assalti al Campidoglio. La Thomas è attivista politica e nei mesi caldi del post-elezione presidenziale ha mandato molti messaggi a Mark Meadows, braccio destro di Trump, incitandolo a fare del tutto per ribaltare l’esito elettorale. Queste attività non sarebbero illegali ma hanno suscitato i sospetti che il marito dovrebbe ricusarsi in questa faccenda a causa di problemi etici. Non basta. Nella decisione sull’aborto Thomas ha anche contribuito che altre sentenze storiche come il diritto di acquistare anticoncezionali, la proibizione del sesso consenziente e i matrimoni gay dovrebbero riconsiderarsi. Alla paura di questi possibili passi indietro si aggiunge l’annuncio dell’ex vicepresidente Mike Pence che ha appena dichiarato che la Corte Suprema non ha risolto completamente la questione. Secondo lui, bisogna approvare una legge federale che proibisca l’aborto in tutti gli Stati. Per i democratici queste sconfitte potrebbero creare la spinta ai loro elettori di presentarsi in massa all’elezione di midterm. Sembra che il 78% di loro sarebbero più propensi a votare a causa della recente decisione della Corte Suprema.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

Pubblicato in : EditorialeTag: annuncio, barack obama, campidoglio, commissione, dichiarato, massa, nuova legge, obama, orientamento, senatore, soluzione

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

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