
In settimana si è compiuta la prima visita ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana in Vaticano ad un mese dall’elezione di Papa XIV. Assieme al capo dello Stato, la figlia Laura, i consiglieri del Quirinale ed il Segretario Generale Ugo Zampetti.
Nella delegazione italiana sono stati presenti anche il ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani. Ad accoglierli nel cortile di San Damaso, dove per l’occasione è stata allestita una composizione di fiorì tricolore ed intonato l’Inno di Mameli assieme all’Inno Vaticano, è stato il reggente della prefettura della Casa pontificia, monsignor Leonardo Sapienza.
Il presidente Mattarella con la delegazione italiana è stato ricevuto da Papa Leone XIV nella Sala del Tronetto del Palazzo Apostolico. I due, poi, si sono spostati nella Biblioteca per un colloquio privato. Al termine dell’incontro privato c’è stato lo scambio dei dei doni: Mattarella ha donato un volume del Cinquecento, con rilegatura settecentesca, di scritti di Sant’Agostino, mentre il Papa ha offerto al capo di Stato un medaglione in bronzo e due libri, uno con la riproduzione di opere d’arte conservate nel Palazzo Apostolico, l’altro con i messaggi di Papa Francesco per la Giornata della Pace.
Dopo il colloquio privato con Leone XIV, Mattarella si è fermato anche con il segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin.
Quella di Mattarella è stata una prima visita ufficiale, ma un primo saluto con Papa Prevost c’era stato il 18 maggio scorso a San Pietro al termine della messa per l’avvio del nuovo Pontificato.
L’ultima visita ufficiale in Vaticano del Presidente della Repubblica risale al 29 maggio 2023, quando Papa Francesco consegnò a Mattarella il Premio Paolo VI per il suo servizio al bene comune in una politica ispirata ai valori cristiani. E’ ben noto a tutti la fede cattolica del Presidente Sergio Mattarella.
In una nota della Santa Sede si informa: “Il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto stamani in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica Italiana, S.E. il Signor Sergio Mattarella, il quale si è successivamente incontrato con S.E. il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato da mons. Miroslaw Wachowski, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati. Durante i cordiali colloqui in Segreteria di Stato è stato espresso compiacimento per le buone relazioni bilaterali esistenti. Ci si è soffermati su temi di carattere internazionale, con particolare attenzione ai conflitti in corso in Ucraina e in Medio Oriente. Nel prosieguo della conversazione sono state affrontate alcune tematiche di carattere sociale, con speciale riferimento al contributo della Chiesa nella vita del Paese”.
Dopo la visita ufficiale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in Vaticano, Papa Leone XIV, ha proseguito la giornata con le successive udienze.
Il capo dello Stato si è poi diretto a Rondine, in provincia di Arezzo, per l’incontro con l’Associazione Rondine Cittadella della Pace – Onlus. Dove, rispondendo alle domande degli studenti, ha detto: “Ho portato al Pontefice l’affetto dell’Italia”.
Poi, ha ricordato una frase di Sant’Agostino cara al Pontefice: “I tempi siamo noi, i tempi si modellano su quelli che sono i nostri comportamenti. Appena finita la Seconda Guerra Mondiale molte persone si sono assunte questa responsabilità: rimodellare la storia d’Europa. I confini per loro erano punti d’incontro e non di separazione e per loro la guerra tra popoli vicini non aveva senso. L’Europa unita ha così garantito oltre 70 anni di pace agli stati europei ed il mondo è stato un mondo di pace”.
Purtroppo, se in Europa è stata finora garantita fortunatamente la pace per quasi ottanta anni, dopo la seconda guerra mondiale, molti altri conflitti hanno insanguinato il mondo ed ancora oggi si continua diabolicamente a perseverare con oltre cinquanta conflitti armati sparsi in tutto il mondo e per i quali anche l’Onu è rimasta impotente nel ruolo di pacificazione.
Indubbiamente il colloquio tra Papa Leone XIV ed il Presidente Sergio Mattarella va inserito in una dialettica costruttiva per un mondo di Pace o meglio per una Pace duratura e perpetua in tutto il mondo secondo il pensiero kantiano. Avranno successo gli uomini di buona volontà per la pace o prevarrà la volontà negativa dei guerrafondai che continuano a mietere vittime innocenti in tutto il mondo. E’ questo il dilemma dei nostri giorni. I socialisti senza si e senza ma continuano a sostenere, secondo la buona tradizione del pensiero di Filippo Turati, la necessità di Pace in tutto il mondo e condannano qualsiasi atto di guerra che va contro i principi di coesistenza pacifica dell’Umanità fondata sul rispetto reciproco.
Salvatore Rondello

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