Analizziamo due sentenze della Corte Costituzionale, n. 32 e n. 33 del
2021,
https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2021:33,
che hanno affrontato il tema della maternità surrogata che, si ricorda,
è pratica illegale in Italia.
Con entrambe le sentenze la Corte afferma che “l’interesse superiore del
minore a veder riconosciuto il legame di filiazione anche con il
genitore non biologico, deve essere bilanciato con lo scopo legittimo
dell’ordinamento a disincentivare il ricorso alla pratica della
maternità surrogata, penalmente sanzionata.”
La Corte Costituzionale, pertanto, ha escluso la possibilità di
trascrivere le sentenze straniere relative al riconoscimento dei figli
nati da madre surrogate ma, circostanza importantissima, ha chiesto al
Legislatore di intervenire sul tema affinché venga creata una speciale
procedura di adozione che tuteli il minore.
E’ evidente come quella che apparentemente sembrava essere una decisione
negativa, in realtà apre una strada per tutelare i bambini nati tramite
il ricorso alla maternità surrogata.
Il caso
Una coppia omosessuale italiana unita in matrimonio in Canada, avendone
la possibilità ha deciso di ricorrere alla maternità surrogata.
L’embrione si formava tramite i gameti di una donatrice anonima e di uno
dei due uomini. L’embrione veniva impiantato nell’utero di una diversa
donna affinché portasse avanti la gravidanza.
Al momento della nascita il bambino veniva consegnato alla coppia.
Nell’atto di nascita, tuttavia, veniva indicato esclusivamente il
nominativo del padre biologico.
Questa scelta non era condivisa dalla coppia che desiderava, invece, che
entrambi risultassero genitori del bambino, e per questo si rivolgevano
alla Corte Suprema della British Columbia. Il ricorso veniva accolto e i
due uomini venivano dichiarati genitori del bambino.
Rientrati in Italia gli stessi chiedevano che l’atto di nascita venisse
trascritto successivamente al riconoscimento dello stesso.
Nessun problema si presentava in Tribunale poiché la Corte di Appello di
Venezia accoglieva il ricorso avverso il quale l’Avvocatura dello Stato
proponeva ricorso per Cassazione. Che, sollevava la questione di
legittimità: non si può riconoscere e rendere esecutivo il
provvedimento straniero in quanto in Italia la maternità surrogata è
vietata.
Si metteva, quindi, in discussione la possibile di poter riconoscere
giuridicamente il legame tra il bambino e il genitore non biologico,
quello che viene chiamato genitore d’intenzione.
La difficoltà interna alla Corte di Cassazione
Va precisato che la questione di legittimità costituzionale è stata
sollevata anche in virtù di un contrasto sorto all’interno della stessa
Corte di Cassazione.
La Corte, Sezione Unite, con la sentenza n. 12193/2019,
https://www.neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=17018#.YFDzKJ1KiUk,
aveva escluso il riconoscimento dell’efficacia del provvedimento
straniero con cui si sia dichiarato il rapporto di filiazione tra il
bambino nato con la maternità surrogata ed il genitore d’intenzione.
Secondo la prima sezione della Corte di Cassazione, chiamata a decidere
sul caso, la posizione assunta dalle SU nel 2019 sarebbe stata in
contrasto con i seguenti articoli della Costituzione: art. 2, 3, 30,31
e 117.
La decisione della Corte Costituzionale
La Corte Costituzionale ha riconosciuto chiaramente l’esistenza di un
vuoto normativo e, per tale ragione, ha sollecitato un intervento da
parte del Legislatore.
Si tratta di un grande cambiamento. In precedenza la stessa Corte si era
semplicemente limitata a ribadire che la scelta di decidere
sull’omogenitorialità spettava esclusivamente al Legislatore.
In questa occasione la Corte precisa che “non sarebbe più tollerabile il
protrarsi dell’inerzia legislativa, tanto è grave il vuoto di tutela del
preminente interesse del minore”.
Ed ancora la Corte ipotizza soluzioni che consentirebbero di risolvere
anche il nodo connesso alla nascita dei figli nati a seguito del ricorso
alla procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo in coppie di
donne.
In conclusione possiamo osservare che la spinta al riconoscimento dei
diritti, e la strada da seguire, viene nuovamente indicato dalla
giurisprudenza al Legislatore.
Nuovamente, e con rammarico, osserviamo che l’Avvocatura dello Stato ha
proposto ricorso in Cassazione per bloccare la trascrizione di un
provvedimento che consentiva ad una coppia di poter essere riconosciuti
entrambi genitori del bambino che entrambi stavano crescendo.
Sara Astorino, legale Aduc

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