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Massoneria e nazione: il caso della Romania

La campagna di promozione della Romania è stata condotta attraverso il quotidiano L’Etoile du Danube e il quotidiano parigino Le journal du peuple. L’obiettivo era quello di sensibilizzare il fattore politico francese e l’opinione pubblica a sostenere gli obiettivi nazionali rumeni. Internamente, nei Principati romeni, la loggia massonica Frația fu fondata nel 1843 da tre figure di spicco dei rivoluzionari: Nicolae Bălcescu, Christian Tell e Ion Ghica. Si trattava infatti di un’organizzazione che agiva secondo i principi del carbonarismo adattati alle realtà rumene. Il segreto era la parola d’ordine: «ciascun frate conosce solo il suo immediato superiore, diacono, sacerdote o vescovo, colui che lo ha iniziato, dal quale ha ricevuto ordini e istruzioni e al quale doveva obbedienza anche a rischio della vita e del patrimonio, mantenendo assoluta segretezza”.
In realtà la loggia della Confraternita (Frăţia) era un’organizzazione segreta di tipo militare, che, per ragioni legate ad obiettivi nazionali, si allontanava dalla vera, autentica Massoneria

di Antoniu Martin | 3 Ottobre 2023

E’noto che nel IX secolo la maggior parte dell’élite intellettuale rumena si formò nell’Europa occidentale, soprattutto a Parigi. I protagonisti della rivoluzione del 1848 nei Principati romeni frequentarono i corsi del noto Collège de France, dove incontrarono un ambiente culturale dominato dalle idee liberali e massoniche. Parallelamente ai loro studi, molti studenti rumeni entrarono a Parigi nelle logge massoniche, le più famose a questo riguardo furono L’Athenée des Etrangers e Rose du parfait silence. Il gruppo di intellettuali rumeni avviato nel periodo prerivoluzionario nella capitale francese era composto da Nicolae Bălcescu, C.A.Rosetti, Mihail Kogălniceanu, Costache Negruzzi, Gh. Magheru, Alecu Russo e molti altri. Le idee promosse dai massoni Jules Michele e Edgar Quinet ebbero una grande risonanza nel cuore della diaspora rumena in Francia e i leader degli studenti rumeni lì beneficiarono della grande simpatia dell’opinione pubblica parigina per la loro causa nazionale.
La campagna di promozione della Romania è stata condotta attraverso il quotidiano L’Etoile du Danube e il quotidiano parigino Le journal du peuple. L’obiettivo era quello di sensibilizzare il fattore politico francese e l’opinione pubblica a sostenere gli obiettivi nazionali rumeni. Internamente, nei Principati romeni, la loggia massonica Frația fu fondata nel 1843 da tre figure di spicco dei rivoluzionari: Nicolae Bălcescu, Christian Tell e Ion Ghica. Si trattava infatti di un’organizzazione che agiva secondo i principi del carbonarismo adattati alle realtà rumene. Il segreto era la parola d’ordine: «ciascun frate conosce solo il suo immediato superiore, diacono, sacerdote o vescovo, colui che lo ha iniziato, dal quale ha ricevuto ordini e istruzioni e al quale doveva obbedienza anche a rischio della vita e del patrimonio, mantenendo assoluta segretezza”.
In realtà la loggia della Confraternita (Frăţia) era un’organizzazione segreta di tipo militare, che, per ragioni legate ad obiettivi nazionali, si allontanava dalla vera, autentica Massoneria. È un indubbio esempio in cui la Massoneria era subordinata agli ideali nazionali, quindi i rituali e i meccanismi massonici furono adattati alle specificità rumene. Gli influssi dell’ideologia mazziniana si ritrovano anche nel caso della massoneria rumena intorno alla rivoluzione del 1848. Gli interessi massonici europei coincidevano in gran parte con le aspirazioni delle nazioni del continente. Non è un caso che il momento dello scoppio della rivoluzione nel Principato di Romania – il 9 giugno 1848 – sia stato deciso a Parigi e trasmesso segretamente dal francese Lamartine.
I massoni rivoluzionari rumeni furono sostenuti anche dopo la sconfitta della rivoluzione dai rappresentanti della massoneria francese e italiana a sostegno degli ideali nazionali. Un esempio conclusivo è l’inclusione dei leader rumeni nel Comitato Democratico Centro Europeo, fondato nel 1850 da Giuseppe Mazzini. Gli sforzi rivoluzionari presero forma nell’unione dei Principati rumeni nel 1859 e successivamente nella creazione della moderna Romania.

Antoniu Martin

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: europa, francia, Liberali, massoneria, mondo, nazione, opinione pubblica, parigi, sostegno, studenti

Info Antoniu Martin

Antoniu Martin, storico rumeno e analista politico. Le sue aree di interesse sono il totalitarismo e la democrazia nel XX secolo, la costruzione europea, il multiculturalismo, la geopolitica e le relazioni internazionali. Ha pubblicato opere sulla storia del comunismo rumeno e internazionale e sulla storia del fenomeno iniziatico nello spazio dell’Europa centro-orientale. È editorialista per diverse pubblicazioni in Romania e in Italia, dove scrive articoli nel campo delle relazioni internazionali.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    4 Ottobre 2023 alle 22:03

    Sono i medesimi anni del “Risveglio” dove i massoni ucraini creano le condizioni per consolidare i principi di indipendenza da Mosca e dallo Zar. Tra questi, il poeta naziona Taras Shevchenko, kostomarov, Dragomanov.
    La Massoneria ucraina aveva avuto già nei secoli precedenti importanti esponenti tra cui l’etmamo Orlik che firmò la prima carta costituzionale moderna nel 1710 ed oggi conservata a Stoccolma. L’influenza Mazziniana si riprecosse in tutta Ucraina da Sinferopoli in Crimea fino a Kyiiv, Harkiv, L’VIV e fu tra le fonti ispiratrice della prima repubblica del 1917.

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