Sulla via Khreschiatyk, principale strada della splendida Kyiv si festeggia, come in tutte le città ucraine. E’ l’anniversario dell’indipendenza. La dimostrazione di libera espressione di pensiero che il popolo tributa alla sua terra: pace per l’Ucraina. Tutta la via Khreschiatik è tappezzata sull’asfalto di carta bianca dove ciascuno, uomo, donna, ragazzo, ha scritto il suo desiderio. Ogni città ha ripetuto nella sua via principale questo tributo al suo popolo. Molti hanno perso figli e cari in guerra, o molti altri sono tornati mutilati. Tutti, tra amici e conoscenti, hanno perduto qualcuno. Ciascuno per questo, ha disegnato, scritto qualcosa che di solito tiene nascosto nei suoi pensieri. Si ammira una regata di vela sul placido Dnieper, e la vista è magnifica da dietro lo stadio della Dynamo che sporge in alto sul fiume, cuore di tutto il Paese. Taras Shevchenko, poeta nazionale celebrato in tutte le principali piazze di città e Ivano Franko’, sono tra i protagonisti più amati e ricordati, in questo giorno di festa. L’Ucraina, nonostante la guerra e l’aggressione subita dalla Russia, esprime la volontà di pace. Il neo presidente Zaleski, ha pronunciato il suo discorso: la parata militare e il saluto alla nazione, non costerà nulla ai cittadini come avveniva nel passato. Quei soldi risparmiati andranno alle famiglie dei mutilati di guerra. Il giovane presidente, sta seguendo una virtuosa via verso la crescita del Paese. L’Europa è più vicina. Eppure il centro fisico del continente è proprio qui, in Ucraina. Tra le magnifiche foreste di Kyiv, costellate da lucenti cupole d’oro dei sacri templi, si gode di un sorriso e speranza che era dimenticato da molti decenni. Il merito è di tutti, no del Presidente. Sui fogli lievi come foglie, fiori colorati sbocciano colmi di emozioni. Piene di foto, di testimonianze, la vita di tutti di gli anonimi. E’ un segno tangibile di crescita e della sensibilità di un popolo orgoglioso e ricco. La guerra continua, certamente, ma non smorza la volontà di essere una nazione unita. Il primo a dare l’esempio è questo giovane presidente e la nuova generazione che rappresenta. Zelensky, ha rifiutato l’esposizione della sua foto nei pubblici uffici, meglio, ha detto, che sul vostro tavolo di lavoro abbiate la foto dei vostri cari. Solo un gesto, che fa da se stesso poco politicamente, ma di grande forza morale. La strada è lunga, crescere richiede impegno. Oggi in Russia si vive giorni peggiori. Le loro piazze sono in fermento, il Taiga’ brucia per migliaia di chilometri quadrati, un disastro nucleare sconvolge il mar Bianco, e i civili e marinai ucraini vivono nelle prigioni russe, sequestrati e arrestati come il regista Oleg Sentov che aveva manifestato in Crimea contro l’occupazione. Anche questi desideri di libertà sono scritti tra i migliaia di migliaia, nei lunghi fogli bianchi colorati come fiori al cielo.
Enrico Martelloni






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