
Nel Consiglio dei ministri di ieri mattina il governo ha approvato la Manovra per il 2024.
Rivista al ribasso la crescita economica e alzato il deficit per il 2024, che permetterà di trovare 14 miliardi per finanziare la prossima manovra. La promessa: priorità a misure per aiutare chi ha redditi bassi
La Manovra prevedere anche un intervento con un taglio del Canone Rai. A stretto giro Salvini ha annunciato che non ci saranno emendamenti alla manovra da parte dei gruppi di maggioranza, con la bocciatura di quelli dell’opposizione. Matteo Salvini assicura che “l’approvazione nei tempi più rapidi possibili” e “senza emendamenti di maggioranza: poi l’opposizione farà la sua parte, ovviamente”. Il governo, stando almeno alle dichiarazioni di intenti, marcerà compatto. Parla di “perfetta sintonia” anche l’altro vicepremier Antonio Tajani, che sottolinea come “positivo” il fatto che nella legge di bilancio “non c’è alcuna tassa di successione su chicchessia”.
“Vedremo se sarà vero, e dubito che i parlamentari di maggioranza accetteranno questo diktat, ma annunciare, come fa Salvini, che non ci saranno emendamenti a questa manovra da parte dei gruppi che sostengono il governo, con la probabile bocciatura di quelli dell’opposizione, ci sembra un colpo pericolosissimo alle più elementari regole della nostra democrazia parlamentare”. dichiara il Presidente dei Senatori del Pd, Francesco Boccia. Per il segretario di Più Europa, Riccardo Magi si tratta di un manovra “depressiva e deprimente: non solo non ha nulla per crescita, produttività e concorrenza, ma aumenta il debito pubblico scaricandolo sulle prossime generazioni. Un macigno sul futuro dei nostri giovani”.
Carlo Calenda, ex ministro per lo Sviluppo Economico e leader di Azione dà un giudizio senza appello: “La manovra come era stata annunciata: un sacco di tagli in deficit, che in questo momento sono pericolosissimi perché abbiamo una condizione di grande instabilità internazionale. E soldi del tutto insufficienti sulla sanità e sull’istruzione, di cui nessuno parla ma che è in condizioni terrificanti”.
Angelo Bonelli riferendosi al ponte sullo stretto ha commentato: “Come si può pensare di utilizzare 12 miliardi di euro, come confermato dal Ministro Giorgetti, per un progetto del genere di fronte a un Paese in ginocchio dal punto di vista del trasporto pubblico locale e dei servizi pubblici essenziali Mentre il trasporto pubblico, nel nostro Paese, è al collasso, vittima di un disinteresse cronico e di investimenti insufficienti, si decide di dare priorità a progetti come il ponte sullo Stretto di Messina, esaudendo le richieste di Salvini.
Il Governo non conosce le priorità del Paese e persegue una politica miope, che sacrifica il benessere presente e futuro della popolazione e dell’ambiente per interessi particolari e visioni a breve termine. La nostra battaglia in Parlamento sarà implacabile”.
Ginevra Matiz
(da “Avanti Online”)

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