Cinquecento magistrati allegramente in crociera; il naufragio e l’approdo su un’isola deserta dove le toghe, piano piano, si organizzano come se fossero tornati in Patria. Riprendono il loro lavoro che è quello di indagare, “avvisare”, incarcerare, giudicare.
Il racconto, di Pino Passetti, venne stampato in piena tangentopoli da”La Loggia dei Lanzi” e una copia inviata all’allora procuratore di Milano, Borrelli. Il quale ringraziò con il biglietto che pubblichiamo.
Vi consigliamo la lettura e vi auguriamo buon divertimento: pensando alle storie e alle storiacce di ieri, di oggi e, temiamo, anche di domani.
Pino Passetti, nato a Livorno (città dell’irriverenza e del Vernacoliere) ha vissuto a Firenze svolgendo la professione di primario ospedaliero. Non si occupò mai attivamente di politica; scrisse quattro libri di divulgazione medica che ebbero ottimo successo. La sua passione per la satira nacque sulle pagine dei mitici “Taravaso”, “Candido”, “Marcaurelio” e, più tardi, del “Male”.
Da svariati anni non è più tra noi.
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