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Magari fossero il diavolo e l’acqua santa. Almeno si saprebbe con chi si ha a che fare.

Sbarcano. Firmato Giggino. Malta li prende ma non li mantiene. No. Firmato Salvini. Il gioco delle tre navi.

di Carla Ceretelli | 7 Gennaio 2019

Qui non si tratta soltanto di promesse non mantenute ma di ghirigori su temi affrontati e poi disattesi  e riciclati come  un uroboro che si morde la coda,  si ricrea  continuamente e forma un cerchio dell’eterno ritorno. Ininterrottamente.

Si dice che il Capo dello Stato non avrebbe potuto fare altrimenti dai risultati elettorali del  4 marzo. Ammettiamolo. Ma , un tentativo, avrebbe potuto farlo.

La sinistra  ha regalato a Salvini il tema immigrazione non avendolo mai affrontato seriamente. Forse per timore  di perdere consensi, e ora vediamo come è andata a finire. Intanto Dario Nardella, prode sindaco di Firenze, barcolla in un equilibrio instabile fra una scelta legalista o l’accoppiamento con il paragolpe dei sindaci ribelli. Inutile incavolarsi . Dico a Fiano, come esempio lampante. Ma alla fine il sindaco di Firenze  sceglie, saggiamente,  la via della Consulta.

Si raccolgono i cocci di una politica fracassata o  assente a vari livelli. L’accoglienza indiscriminata ha portato ai nodi che vengono al pettine. E ora ci rimette il giusto per il peccatore. Gli immigrati regolari. Quelli che tutti gli italiani accolgono volentieri. Gli  italiani , umani e non razzisti in stragrande maggioranza, ma  alterati e preoccupati  perchè assistono  a  fenomeni di immigrazione  delinquenziale  che dà origine a   percezione di insicurezza. E  spesso purtroppo,  a un rifiuto anche di quelli che davvero vogliono integrarsi. O si sono già integrati. Penalizzano  dunque gli immigrati regolari,  le regole del decreto sicurezza.

Sento in un Tg un ragazzo lamentarsi perché  l’Italia non offre, come la  Germania, casa e lavoro, che  qualcuno gli aveva promesso. Ma  forse nessuno gli aveva detto che in Italia c’è una disoccupazione  più o meno giovanile    altissima  e oltre 5 milioni di poveri conclamati e altrettanti in bilico. E una situazione economica sull’orlo del defoult.  Che non permette di mantenere le promesse fatte da altri.  Almeno questo ci racconta chi sa.

Non   “prima gli italiani”,  ma   “anche gli italiani”, dunque. Evitando accuratamente una guerra fra poveri.

Con la divisione e la ripartizione della povertà non si offre una vita dignitosa, e nemmeno una sopravvivenza moderatamente accettabile.

Intanto “Malta accoglie SeaWatch per riparo, ma nessuno sbarco”. E i due guitti/guappi discutono animatamente  fra loro sul da farsi.  Come consuetudine. Sulla testa di esseri umani in lista d’attesa. Qualcuno sostiene che anche i nostri terremotati sono al freddo e al gelo. Vero, siamo un popolo sciagurato in  una  situazione atavica, dato che ancora dopo mezzo secolo il Belice non è a posto. Ma  queste inadempienze enormi, che alimentano la nostra rabbia impotente,   non  giustificano  l’indifferenza verso persone in difficoltà che non hanno colpe. Almeno non tutti. Record della vergogna di un Europa intergovernativa e disumana.

Hanno indotto la gente a partire dalla terraferma adescandoli col miraggio dell’ Europa, gli scafisti hanno riscosso il prezzo del viaggio e li hanno messi in mare e ora li sballottano da due settimane senza sapere dove portarli.

Se per qualcuno è generosità..

L’ex Ministro dell’Interno  aveva   iniziato un percorso interrotto e spezzato  sul nascere.  Giudicare è difficile specie senza avere giuste e veritiere  informazioni. Se da un lato si è per la legalità dall’altro c’è l’aspetto umano dal quale non si può prescindere.

Da un’esperienza di  volontariato  tocco con mano la situazione  di  tanti immigrati, senza lavoro ma con famiglia e figli,  che sfruttano prendendo senza dare nulla. E spesso viene voglia di  rimandarli  tutti a casa loro, dove non c’è né guerra né l fame. Perchè   ammettono candidamente  di venire qui  per  usufruire del nostro welfare.  Quando sono arrivati, qualche anno fa, alcuni qualche decina,  la situazione  economica era migliore  e la coperta, sebbene  corta, riusciva bene o male  a coprirli.   E poi  c’era il lavoro. Purtroppo ora non più e molti cittadini  si induriscono  e si  inaspriscono nel  cuore e  nell’anima   per  paura di un futuro incerto. E attribuiscono all’immigrazione malgestita  questa sensazione di precarietà.

Ma qui si sta parlando di bambini e donne,  anche  giovanotti in verità,  che sono su una nave in un mare in tempesta  e vanno portati in sicurezza.  Per legge e per umanità.  Siamo su due piani diversi.  Dai massimi sistemi alla  contingenza, alla sofferenza di esseri umani presi in ostaggio da interessi di vario genere. In cui si  sono trovati invischiati  molto probabilmente senza colpa alcuna.

Quello che è necessario è rivedere tutta la politica migratoria senza troppo furore né lassismo.

E poi separare il loglio dal grano.

Necessario,  altrimenti  anche il grano si guasta. Un equilibrio non facile ma possibile con buona volontà.

 

La devono smettere, il diavolo l’acqua santa e le opposizioni,   e anche i sindaci ribelli quasi sovversivi,  di passare il tempo a discutere e insultarsi. Ecco, ho parlato come il Presidente dal seggio del    Quirinale,   tanto apprezzato e esaltato per  aver detto cose ovvie, nonché   istituzionalmente e costituzionalmente esatte. Qualcuno lo ha anche lodato per conoscerle. E se non le conosce lui…. Proprio quello che ha dato l’incarico di governo a due scalmanati, ciascuno a suo modo. Con un programma già sbrindellato di suo e  e  poi attaccato con la coccoina. Che  hanno scelto chi doveva sedere sullo scranno più alto  del  Palazzo dal quale osservare organizzare e infine governare.  E non viceversa, come è normale che sia.

Ma ora cominciano  a perdere pezzi. Per volontà propria o dei diretti interessati.

E se il tallone di Achille fosse il Senatore  Comandante espulso, se pure incostituzionalmente come pare? Si dice abbia parecchio seguito..

 

Carla Ceretelli

 

Pubblicato in : EditorialeTag: capo dello stato, europa, firenze, futuro, governo, immigrazione, italia, lavoro, mare, nardella, percezione, persone, risultati elettorali, senatore, situazione economica

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. carla ceretelli

    13 Gennaio 2019 alle 16:10

    Grazie per il commento e l’analisi, che condivido.

    Rispondi
  2. Franco Guerrazzi

    8 Gennaio 2019 alle 14:37

    Chiedo scusa questo “e le organizzazioni criminali trovano manovali a basso costo. Sta al Ministero degli Interni a separare le persone perbene dai mascalzoni, la smetta di fare il buffone indossando divise e faccia perseguiri i seguaci della MafiaPerò c’è chi grida ai poveri terremotati, certamente, ma non mi spiego come nel Friuli, pur di far presto a sistemare le cose rifiutarono anche gli ai” Era rimasto nascosto e pubblicando ho allegato anche questo pezzo che avevo cancellato

    Rispondi
  3. Franco Guerrazzi

    8 Gennaio 2019 alle 14:29

    Spesso sentirsi capaci e più bravi degli altri ci porta a sottovalutare i problemi . Gestire il fenomeno dell’immigrazione è un problema difficilissimo perché, se da una parte ci sono popolazioni che scappano dalla guerra e dalla fame ed a queste va tutta la nostra solidarietà, e fatale che in questi flussi si infiltrino anche altre persone che fuggono per altri motivi e spesso non tutti umanitari…Ora abbiamo un Ministero che dovrebbe vigilare sulle persone che entrano nel nostro paese e dovrebbe osservarne i movimenti , i contatti e le azioni per poter isolare i delinquenti dalle persone oneste. Non importa urlare e fare proclami e mascherarsi tutti i giorni con la divisa di turno, FAI, OPERA, e cerca di trovare i delinquenti ed il modo per renderli inoffensivi….questo dovrebbe essere il dovere di copre quella carica usando tutta l’intelligence occorrente…Altrimenti saremo l’ufficio di collocamento della manovalanza a basso costo per la criminalità . Lasciamo stare per favore i terremotati sotto la neve, è un’assurdo che a due anni dalla tragedia siano ancora impreparati ad affrontare un’inverno….che arrivava non era un’improvvisata…in ogni modo in alcune zone del nostro paese qualcuno ha riscosso anche tre volte i danni del terremoto senza mai aver fatto nessuna riparazione….questa è l’ Italia…

    e le organizzazioni criminali trovano manovali a basso costo. Sta al Ministero degli Interni a separare le persone perbene dai mascalzoni, la smetta di fare il buffone indossando divise e faccia perseguiri i seguaci della MafiaPerò c’è chi grida ai poveri terremotati, certamente, ma non mi spiego come nel Friuli, pur di far presto a sistemare le cose rifiutarono anche gli ai

    Rispondi
  4. Valentino Corona

    7 Gennaio 2019 alle 15:54

    D’accordo, “rivedere tutta la politica migratoria senza troppo furore né lassismo”… ma in pratica, come? (detto senza alcun intento polemico)

    Rispondi
    • carla ceretelli

      7 Gennaio 2019 alle 16:37

      E’ una domanda retorica spero…non spetta a me, per fortuna, perchè sicuramente non è compito facile.
      Ma credo di condividere l’idem sentire della gente che accoglie volentieri chi si integra veramente accettando le regole e rispettando le leggi alla pari di tutti i cittadini che contribuiscono per avere servizi. Mentre rifiuta chi delinque. Ma so di avere scoperto l’acqua calda. E non facciamo la battuta che anche alcuni italiani non rispettano, non pagano le tasse e bla bla…
      A mio avviso è necessario principalmente dividere il loglio dal grano, E allontanare, per quanto possibile il loglio. E trattare il fenomeno in modo equilibrato e previdente e non a spizzichi e bocconi come è stato fino ad ora. Almeno è quello che appare e che si tocca con mano.
      Da chi, con oneri e onori, accetta un ruolo di governo, da cittadina lo pretendo. Sono troppo esigente?

      Rispondi

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