I politici corrotti – sono tanti in Italia – temono in realtà fortemente la mafia. Nella mafia, ‘ndrangheta, camorra, sacra corona unita, si vive nell’ansia e si muore facilmente.
Si è molto parlato – a sproposito secondo me – di “mafia” in relazione al funerale zingaresco di Vittorio Casamonica, capo del clan Rom omonimo che ingrassa da anni nella capitale d’Italia grazie ad abusi, illegalità e delinquenza piccola o grande che sia.
Tanto a Roma che nel resto della penisola la disorganizzazione, il caos, il “parlare per parlare”, l’arbitrio, la disonestà, l’abusivismo, uniti alla mancanza cronica di un senso altruistico e nobile della Nazione, alimentano lo spirito di clan (vedi anche i tanti partiti e partitini) e le sottoculture criminose. Borseggiatori, mendicanti, venditori ambulanti abusivi, tra cui non manca una nutrita presenza di Rom, fanno ormai parte del biglietto da visita che l’Italia presenta al turista straniero. Vi è poi da dire che indecenti privilegi, abusi e corruzione sono diffusi un po’ ovunque nell’organizzazione dello Stato, del parastato e della miriade di corpi burocratici che succhiano avidi la linfa dell’ex belpaese.
La stessa Roma è ormai chiamata “mafia capitale”. In realtà Roma non è mafiosa, a parte certi fenomeni limitati d’infiltrazione della criminalità organizzata, esistenti purtroppo anche nel resto d’Italia. L’abuso del termine “mafia” è fin troppo evidente, in Italia. E l’Estero segue gongolante: l’Italia intera è mafiosa.
Il fatto di attribuire sempre tutto alla “Mafia” piace a corruttori e corrotti che vedono le illegalità e il male di cui sono gli autori confluire, nell’opinione del pubblico e delle autorità, verso questa nebulosa del male, suscitatrice di sentimenti di rassegnazione e fatalismo. Chi mai sconfiggerà la mafia? Nessuno.
I politici corrotti – sono tanti in Italia – temono in realtà fortemente la mafia. Nella mafia, ‘ndrangheta, camorra, sacra corona unita, si vive nell’ansia e si muore facilmente. Occorre poi tenersi a disposizione del “mammasantissima” di turno. I mafiosi devono continuamente guardarsi le spalle. È facile quindi capire perché sia i politici, super-privilegiati dal sistema Italia e che la TV ospita giornalmente nei suoi talk show tra stuoli di belle donne, cerchino di tenersi ben lontani dalla mafia. Ed è facile quindi anche capire che siano piu’ che contenti quando, invece, d’individuare le categorie specifiche, autrici dei crimini, del malcostume e degli abusi piccoli e grandi che affliggono l’Italia, o le categorie detentrici un insieme d’indecenti privilegi che la dissanguano, autorità e opinione pubblica attribuiscano il “male” alla “Mafia”, la grande nebulosa, in cui tutto si confonde e in definitiva si annulla.

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