Presentato a Venezia il film è stato il primo evidente segno che nel 2010 il presidente della giuria si chiamava Quentin Tarantino, che tanto cinema italiano di serie B ha riscattato e che dimostra continuamente di amare i B Movie, da qualunque nazione arrivino.
Machete se lo conosci lo vai a cercare a meno che tu non riesca a sopportare la visione del sangue che più che scorrere schizza dappertutto e non sempre lascia cadaveri belli da vedere…dalla dimostrazione che il nostro intestino è lungo circa 18 metri, alla capacità di Machete, il protagonista che, appunto armato di un machete, può entrare in una stanza e mozzare quattro teste solo facendo un giro su se stesso…al resto ci pensa non la Mastercard ma il machete, appunto.
Tutto questo accade prima ancora che partano i titoli di testa, cioè prima ancora che il film abbia inizio. Film che inizia, invece, tre anni dopo questo attacco.
Quando un dottore curando Machete ferito in ospedale comunica che l’intestino è lungo circa 18 metri, la cosa passa quasi inosservata, ma poco dopo sarà lo stesso protagonista che, braccato , fugge sbudellando uno dei suoi nemici, calandosi da una finestra…grazie ai suoi 18 metri di intestino!
I registi Rodriguez e Maniquis mettono troppa carne al fuoco, tanti argomenti, appena accennati, potrebbero essere approfonditi in altrettanti film ( l’ossessione dei clandestini, la vendetta in nome della giustizia, il giusto orgoglio delle origini messicane con l’eroina che lavora a tutela dei clandestini proprio alla frontiera, la corruzione de politici), ma tutto viene trattato con superficialità perché l’interesse è quello di arrivare a fissare l’attenzione sullo scontro fisico,
Quindi se non si teme la vista del sangue si ride, e il pubblico in sala, a Venezia ha applaudito almeno ogni due o tre scene, affiancato anche da molti critici, che saltata la proiezione della notte, hanno preferito la visione delle 11.
Tante le frasi che potrebbero entrare a far parte di un repertorio demenziale da “Il sangue di Cristo? Ma se sa di Merlot” a “mi fido di te sei anche tu un poliziotto” (mentre per tutto il film si conoscono solo poliziotto al soldo dei signori della droga).
Un Robert De Niro nella parte del politicante traffichino, capace di spare personalmente a una donna incinta che tentava di superare la barriera tra Messico e California, corrotto e sempre in grado di corrompere, in stato di grazia accanto ad un Segal che, da quando non si esercita più nel Kung Fu è incredibilmente ingrassato; recita la parte del cattivo ricco e imbolsito, ma sempre feroce come una iena e rapido come un serpente, come pochi.
Machete come è rapido con il suo mezzo di sterminio, è altrettanto abile con le donne che lo affiancano. Jessica Alba e Michelle Rodriguez si prendono cura di lui quando è ferito e ha bisogno di un rifugio.
She (Michelle Rodriguez), il capo della Rete che cerca di aiutare gli immigrati clandestini, è una bella visione quando (benda nera sull’occhio, minigonna vertiginosa di pelle, stivali alti) a fianco di Machete si dedica alla sconfitta dei vigilantes al soldo di Val, ma anche la poliziotta (Jessica Alba) che crede ancora nella Legge, sì proprio quella con L maiuscola, dall’alto dei suoi tacchi a spillo, nell’assalto finale non sfigura certo.
Se non lo andrete a vedere non perderete niente ma vedendolo guadagnerete due ore di divertimento.
Se poi la cosa vi può interessare, attenzione ai titoli di coda che annunciano il sequel che si intitolerà Machete uccide e il sequel del sequel Machete uccide ancora. Potrebbe sembrare una minaccia ma è solo una promessa.
Maria Rita Monaco

Lascia un commento