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Ma perché quasi nessuno ama la Patria?

di Mariella Partilora | 4 Giugno 2012

La lettera di una lettrice solleva un problema antico come l’unitá di Italia e anche piú. Forse, in un momento difficile come questo è il caso di parlarne: che il problema sia proprio questo? 

Cari amici di “Pensalibero”

vi scrivo sperando che qualcuno di voi sappia diradare un po’ della nebbia che mi avvolge quando leggo e ascolto politici,giornalisti, opinionisti che ci bombardano con i loro giudizi quasi sempre distruttivi e malevoli su tutto e su tutti.

Il pensare corretto non rende buoni gli uomini cattivi: non ricordo dove ho letto questa frase, ma mi viene in mente quando mi guardo intorno…La Storia ci racconta che questi periodi così neri si vivono ,di solito, dopo una guerra ; tutto il male e il dolore che l’uomo vive e fa vivere durante e dopo un conflitto, lo cambia profondamente. Oggi abbiamo solo puro egoismo : l’uomo guarda solo dentro se stesso, vuole vedere solo il proprio tornaconto e ha un solo ideale personale.

Sono riflessioni che faccio ora, dopo avere “festeggiato” (si fa per dire) i 150 anni dell’Unità d’Italia; o ,almeno io, li ho festeggiati! ; tante cerimonie, tanti discorsi, ma quanti possono dire di avere un amore vero e sincero per l’ITALIA ?

Io si, io l’amo con tutta me stessa, i miei occhi si riempiono di lacrime quando sento l’inno nazionale, adoro vedere il tricolore sventolare al vento  (anche io l’ho messo alla mia finestra), mi sembra che canti una dolce canzone , con la voce di tutti coloro che sono morti per difenderla.

Ho però il  rimpianto di non essere riuscita a trasmettere questo amore a mio figlio che, come i suoi coetanei,  dovendo vivere in questa società ne vedono solo i lati negativi ,non avendo un bagaglio storico come il mio ; per quanto anche io molto spesso mi sento risucchiata da questa società che sembra distruggere ogni sentimento pulito , onesto.

E’ vero , il mondo é brutto e regna la legge del più forte; per mia fortuna ho potuto dare un senso alla mia vita nel dedicarmi a mio figlio e agli altri  : se sei capace di donare la tua vita per un ideale, significa che sei capace di amare e allora perché, al di là di ogni pomposa e vuota manifestazione , non si insegna a ricordare, ma a ricordare bene, la storia dell’Italia?

Io non ricordo, (sono vecchia e i miei ricordi partono da molto lontano!) che ci sia stato un Governo che abbia pensato veramente al bene della Nazione: per tutti l’Italia é stata solo un “feudo” dove poter far valere il “potere”, i propri interessi personali, bloccando così la sua crescita e la sua libertà.

Tante lotte, tanti sacrifici per far nascere l’Italia 150 anni fa, ma ce ne vorranno ancora tanti perché, a me sembra, che l’ITALIA non sia ancora nata!

Pubblicato in : Primo piano

Info Mariella Partilora

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    9 Giugno 2012 alle 22:12

    L’oblio della civitas romana, quella repubblicana che per secoli aveva reso Roma il centro del mondo, viveva solo attraverso qualche illuso intellettuale sparso per la penisola. Nei secoli, il volgo si era arrangiato a campare, il nobile a vessare, il presule a benedire e a questuare. L’amor patrio nasce con l’avvento della nazione che altrove s’andava formando con non meno sangue che le cruente battaglie nostrane, finanziate, badate bene, da banchieri italiani. Spagna, Francia, Inghilterra, non guardarono a quanto dolore e morte esse spargevano nei loro campi dissodati dalle lame delle loro spade. Crearono, però, uno Stato. In quell’ambiente si generò l’amor patrio che continuò in quelle popolazioni ad evolversi nel tempo. L’Europa d’oggi assomiglia all’Italia di allora, incapace di darsi un’unità politica; se in Italia era la lingua a darne una certa identità, la moneta unica, ha la stessa funzione per l’Europa. L’aggravante è che l’Euro sta diventando la disperazione e la disgregazione del vecchio continente che se non si ravvedrà da questa sciocchezza, presto consoliderà il declino della sua potenza, cominciato col primo conflitto mondiale.

    Rispondi
  2. Enrico Martelloni

    9 Giugno 2012 alle 00:49

    La chiesa italiana prima della riforma era anche solidale con la popolazione, la sua funzione sociale era indiscussa ma in ottica cristiana. La coscienza del singolo individuo non era prevista, almeno per le masse, ma grazie alla carità cristiana si sopravviveva ed anche le grandi famiglie mercantili e terriere, facevano carità cristiana. Con la controriforma tridentina non cambiò nulla. Al latifondo del sud non corrispondeva la mezzadria in Toscana e la cascina in Lombardia. In tutta Italia l’analfabetismo era quasi assoluto, come lo era la diffusione di superstizioni, credenze ed altre bestialità. L’ amor patrio voleva considerare una patria sola, unita, ed al centro l’uomo, la sua libertà di agire e pensare. Ci voleva la rivoluzione francese e Napoleone. In Italia Mazzini. ” L’amor patrio di Dante” era per l’apostolo d’Italia, il debutto per creare i cittadini del futuro. L’amore per la patria, però, non s’inventa, si trasmette. Per troppo tempo sulla penisola ci si era scordati delle virtù della civitas romana.

    Rispondi
  3. Trevigiano

    8 Giugno 2012 alle 16:24

    Mariella,
    La ragione per cui nessuno ama qualcosa è sempre la stessa: Perché fa schifo, perfino a voi Fiorentini che v’avvantaggiate.
    Hanno ragione i tuoi figli, l’Italia è solo il luogo dell’approfittamento di pochi burocrati incapaci, verso tutti gli altri e ormai anche quei pochi, sono solo servi degli stranieri che ci strozzano, con la scusa dell’Italia che è dentro tutto, paga tutto, per il bene di nessuno, neppure dei nostri soldati sempre prigionieri, cui avevano ordinato di copiare John Wayne con le armi di Topolino.

    Rispondi
  4. Enrico Martelloni

    7 Giugno 2012 alle 23:14

    Sconfitta l’oligarchia repubblicana di Firenze da parte degli spagnoli, che cosa restava dell’amor patrio nel 1500? Solo quello vagheggiato dagli intellettuali. Per tutto l’alto medioevo, la conoscenza era custodita dalla Chiesa, che si era sostituita ai funzionari e amministratori dell’impero romano al momento della sua estinzione. Una delle ragioni perchè nessuno ama la patria risiede nel fatto che la gerarchia ecclesiastica non aveva nessun motivo per creare una tale coscienza, che solo noi in Italia chiamiamo laica, del senso unitario dello Stato nazionale, intesa come non gestita secondo le regole dei presuli cattolici. Per la semplice ragione che ne contrastava e temeva l’avvento essendo essa stessa entità politica temporale, grazie al falso della “Concessione di Costantino”, e spirituale universale al tempo stesso.

    Rispondi
  5. enrico martelloni

    7 Giugno 2012 alle 18:40

    Chiuse tra le loro mura per difesa, i borghi, poi città, invece di unirsi, si sono combattuti per interessi economici fortissimi: Siena contro Perugia, Arezzo contro Firenze, Pisa contro Lucca. Secondo dove tirava il vento degli interessi finanziari e commerciali. Incapaci di darsi una regola unitaria i piccoli stati italici si sono odiati in una situazione connettiva che era regolato dal potere temporale e spirituale della Chiesa che era uno stato di mezzo tra il nord e il sud d’Italia. Venezia contro Genova e poi contro Milano. Firenze era contro Pisa e Siena a fasi alterne. L’impero contro il papa. In questo complesso sistema di pesi e contro pesi, l’amor patrio era estraneo a quasi tutti. Al massimo si poteva amare il proprio partito: ghibellino o guelfo, bianco o nero.

    Rispondi
  6. Enrico Martelloni

    6 Giugno 2012 alle 23:49

    ….Diciamo più di 1400 anni. Le pare poco? In tutto questo tempo, gli italiani, il senso della Patria, è ovvio che se lo sono scordato. Una certa tradizione post bellica, ha considerato questa parola da vecchi rimbecilliti. Nessuno l’ha mai pronunciata finora pochi anni fa, pena la derisione; come minimo.

    Rispondi
  7. enrico martelloni

    6 Giugno 2012 alle 16:45

    Gentile Mariella, le propongo una mia opinione. L’origine sta nella Storia. Dalla fine dell’Impero romano d’occidente la penisola non ha avuto pace politica né sociale. Il problema geografico ha solo avallato quegli eventi che hanno disunito l’Italia per 1400 anni.

    Rispondi

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