
E io, ingenuo, che pensavo che lo scemo di famiglia fosse Lapo.
Poi ci ha provato in più occasioni il fratello John in diverse occasioni a titillarmi il dubbio. Ieri però, “Repubblica” mi ha aperto finalmente gli occhi: I figli sono niente rispetto al padre Alain Elkann, ebreo rampollo di una famiglia che si è inspiegabilmente arricchita con la Seconda Guerra Mondiale (sarebbe interessante capire in che modo), del quale l’unico merito che si ricordi è quello di aver sposato la figlia meno simpatica dell’Avvocato, l’arcigna Margherita Agnelli.
Questo dandy ginevrino, scrittore per mancanza di prove, ci ha fatti sbellicare con un personale reportage dalla prima classe di Italo Treno, su cui viaggiava da Roma a Foggia (a far che a Foggia poi, vai a saperlo). Ebbene, lui vestito con un Gattinoni di lino blu ha dovuto sopportare la compagnia di un gruppo di ragazzini senza orologio, con cappellino e canotta da basket che parlavano a voce alta di calcio e figa, disturbandolo nella lettura della Recerche di Proust, in lingua originale.
Ora, io sono laureato ma la Recerche di Proust mi fa dormire già dalla copertina, nonostante non sia un adolescente, anche in italiano, figuriamoci in francese. Poi dei 16enni che hanno intenzione di “cercare ragazze al night” fa tanto Fred Buscaglione anni ’50, altro che Zgen.
La spocchia del milionario per interposta persona trasuda da ogni riga di prosa balbettante e sgrammaticata (le virgole tra soggetto e verbo anche no caro dottor Elkann) e mi corre il sospetto che il caposervizio che ha passato il pezzo abbia volutamente lasciato gli errori per una sorta di vendetta di classe, meritata e anzi auspicabile.
Si, perchè un pezzullo come quello di Elkann si può quasi considerare induzione alla rivolta armata.
Davide Stefanoni


Davide Stefanoni può a ragione sorridere dell’ingenuo dandismo di Elkan, il quale però ha a sua volta ragione quando sottolinea la maleducazione di chi parla ad alta voce e si esprime in modo volgare senza tenere conto della presenza degli altri. Del resto in treno veniamo invitati a non disturbare il prossimo con i cellulari o parlando ad alta voce. Purtroppo va da tempo di moda una penosa e dannosa indulgenza verso i giovani e il timore di non essere abbastanza moderni e progressisti.