
“Anche se coinvolgesse un paese amico? “ Il Coreper – comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue – ha esaminato la questione del rinnovo delle sanzioni individuali nel quadro dell’invasione russa in Ucraina, che devono essere estese entro il 15 marzo. “La situazione rimane più o meno la stessa: affinché il rinnovo sia approvato, l’Ungheria chiede la cancellazione di alcuni nomi”, fanno sapere fonti diplomatiche. Quasi tutti gli Stati membri, però, vorrebbero che le liste fossero rinnovate, mantenendo la massima pressione sulla Russia e, al contempo, l’unità dell’Ue. Pare che verso Budapest ci sia un minimo di “flessibilità” ma l’esercizio resta “molto delicato” poiché “una rimozione” potrebbe mettere a repentaglio “l’intero pacchetto”. Gli ambasciatori si riuniranno di nuovo ieri sera per lavorare ulteriormente a una soluzione. “Nel porto di Odessa, la Russia ha colpito una nave civile con grano destinato all’Algeria. Condoglianze alle famiglie dei cittadini siriani uccisi nell’attacco. Questo è un attacco alla sicurezza alimentare globale e alla sicurezza marittima. Dimostra quanto questa guerra sia vicina all’Algeria, alla Siria e ad altri paesi”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Andrii Sybiha. La Russia sta esercitando la “massima pressione” sulle truppe ucraine nella regione di Kursk. Lo ha ammesso ieri Volodymyr Zelensky dopo che negli ultimi giorni la Russia ha rivendicato la riconquista di diverse località nella zona. “I russi stanno chiaramente cercando di esercitare la massima pressione sulle nostre truppe” nella regione di Kursk, ha dichiarato il presidente ucraino in una conferenza stampa a Kiev. Le forze armate ucraine occupano da agosto una piccola parte della regione situata al confine con l’Ucraina. “Aspettarsi misure forti” da parte degli Stati Uniti contro la Russia, qualora Mosca non accettasse la proposta di cessate il fuoco concordata da Kiev e Washington. “Per quanto ne so, possiamo aspettarci misure forti. Non conosco i dettagli, ma stiamo parlando di azioni sanzionatorie e di rafforzamento dell’Ucraina”, ha detto Zelensky alla stampa. Per quanto riguarda le linee rosse, io, come presidente e gli ucraini come cittadini del mio Paese, non violeremo la mia Costituzione, ma difenderò la sovranità e la nostra indipendenza, proteggendo il nostro popolo e la nostra terra. Stiamo combattendo per la nostra indipendenza. Pertanto, non riconosceremo alcun territorio occupato dalla Federazione Russa. Questo è un dato di fatto. Il nostro popolo ha combattuto per questo. I nostri eroi sono morti. Quanti feriti, quanti ne sono passati. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dichiarato mercoledì di sperare che il proposto cessate il fuoco di 30 giorni in Ucraina si concretizzi e che la tregua apra la strada a una pace giusta. “Non vogliamo stare alle condizioni della Russia, noi vogliamo che la guerra finisca e che gli Usa sappiano che siamo disposti a mettere fine alla guerra”. Lo ha detto in un briefing da Kiev, il presidente ucraino Voldymyr Zelensky, sull’esito dei colloqui tra i delegati Usa e di Kiev di ieri a Gedda, in Arabia Saudita. Il premier britannico Keir Starmer ha definito “davvero importante” evitare d’imporre un ultimatum sulle elezioni in Ucraina – sospese e rinviate in base alla legge marziale – a margine dei “progressi” diplomatici in atto verso un possibile accordo di cessazione delle ostilità con la Russia. E ha assicurato che Londra ribadirà questo punto pure nella nuova consultazione con i leader degli alleati della cosiddetta Coalizione dei volenterosi pro Kiev da lui convocata per sabato, non senza ricordare ancora una volta come lo stesso Regno Unito “non tenne elezioni” durante il secondo conflitto mondiale, “cosa perfettamente ragionevole in tempo di guerra”. “Nessuno di noi crede ai russi, ci siamo passati, ma non giocheremo con le narrazioni che non vogliamo che la guerra finisca. Sono molto serio ed è importante per me porre fine alla guerra, voglio che il presidente degli Stati Uniti capisca questo, che l’Europa, tutti siano in un’alleanza per costringere la Federazione Russa a porre fine alla guerra”. Passano le risoluzioni per la sicurezza continentale e il supporto all’Ucraina, sostegno anche all’accordo di Gedda tra Kiev e Casa Bianca. Von der Leyen: “Il piano ReArm Europe può mobilitare fino a 800 miliardi”. Marco Rubio ha affermato che un previsto accordo sui minerali darebbe agli Stati Uniti un “interesse acquisito” nella sicurezza dell’Ucraina. Pur non menzionando garanzie formali, il segretario di stato Usa ha affermato: “Non lo definirei una garanzia di sicurezza, ma certamente, se gli Stati Uniti hanno un interesse economico acquisito che genera entrate per il nostro popolo e per il popolo ucraino, avremmo un interesse acquisito nel proteggerlo”. Forse ai sovietici non piacerà.
Giuseppe Basilico

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