Si direbbe che la progressiva estensione del diritto di voto a partire dal 1900 abbia modificato in senso peggiorativo le grandi scelte di politica internazionale. Obiettivamente, vedendo le cose dopo oltre cento anni, i motivi scatenanti della prima guerra mondiale sembrano piuttosto ridicoli, e dopo cotanta strage, e profusione di risorse tale da far azzerare il valore delle monete per non dover pagare l’enorme debito pubblico provocato dalle spese di guerra, sembrano anche piuttosto ridicole le conclusioni della pace di Versailles, che in sostanza hanno determinato dopo neanche venti anni la ripresa delle ostilità, con l’unica novità del cambio di alleanze dell’Italia (ma il suo sovrano aveva prudentemente mantenuto in Inghilterra buona parte del suo patrimonio, quella derivante dall’assicurazione sulla vita del padre). Dal 1945 a oggi, con lo spostamento della vera potenza militare al nucleare, è però emerso un altro enorme problema: l’inarrestabile crescita della popolazione mondiale (da circa 2 a circa 8 miliardi in soli 75 anni) e dei consumi pro capite, che nessuno ha ancora conteggiato bene: insomma, l’umanità si sta mangiando il pianeta. E il pianeta reagisce con una pandemia che sembra difficile da debellare. O, forse, debellata questa che stiamo passando, ne arriverà un’altra: la politica continua a produrre ovunque governanti coglioni che non vogliono prendere provvedimenti. tempestivi e seri. In Paesi seri e responsabili, pericolosi imbecilli come Bolsonaro, Trump, ma anche Boris Johnson e Salvini dovrebbero essere messi nell’impossibilità di nuocere. D’altra parte, la Terra riesce a contenere la crescita eccessiva delle cavallette, e i prelodati personaggi servono appunto a contenere la crescita eccessiva dell’umanità. Temo che continueremo a vederne delle brutte. In tanto caos la Cina ha dimostrato una saggezza demografica, quando ha introdotto la regola del figlio unico (cioè della decrescita demografica), che adesso, per tener testa alla crescita dell’India, sta passando a una politica del non aumento demografico: ma è l’unico Paese che si pone di questi problemi dopo aver spettacolosamente aumentato i consumi pro-capite.
Claudio Bellavita

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