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L’Ue vuole il Canale navigabile Cremona-Po

Dopo decenni di oblio, il sogno di portare le vie d’acqua fino a Milano potrebbe diventare realtà.

di Roberto Fronzuti | 19 Febbraio 2018

Sono trascorsi 115 anni dal varo del primo progetto del Canale navigabile Milano-Cremona-Po: un dato storico che dimostra la capacità di programmare  grandi opere. Dopo decenni di oblio, il sogno di portare le vie d’acqua fino a Milano e, costruire il porto, diventa realistico. Il merito di aver riproposto la realizzazione di questa importante idrovia è da ascriversi all’Unione Europea che ha finanziato con 9.282.800 euro il progetto e all’Aipo (Agenzia interregionale fiume Po, l’organismo che nel 2000 ha sostituito il disciolto consorzio) che l’ha realizzato. L’Ue l’ha inserito fra gli interventi prioritari, il contributo per la realizzazione dell’autostrada d’acqua che l’infrastruttura può dare alla lotta all’inquinamento in Valpadana.

Il progettista, l’ing. Luigi Mille ha previsto un percorso a basso impatto, utilizzando il canale Muzza, in alternativa alla costruzione ex novo dell’alveo del Canale Milano-Cremona-Po.

L’Ing. Mille prevede la costruzione di 7 conche d’acqua, per superare i dislivelli. L’intero percorso previsto è di 65 chilometri; fino ad oggi ne sono stati costruiti 14 da Cremona a Pizzighettone, dove l’opera è ferma da oltre 50anni.

Il Canale Milano-Cremona-Po potrà essere percorso da imbarcazioni lunghe 110 metri e larghe 11, con carico da 1600 a 3000 tonnellate. Per dare un’idea della capacità di trasporto utilizzando la via d’acqua, si pensi che  una chiatta può trasportare 1.350 tonnellate, equivalenti alla portata di 75 tir oppure 67 carri ferroviari. Realizzare quest’opera, vuol dire decongestionare la Paullese, la via Emilia e la strada Rivoltana. Il porto dovrebbe sorgere nella zona fra la tangenziale Est e il termine della Bre-be-mi.

Il costo per la realizzazione dei 60 chilometri di Canale che mancano per collegare Milano al Po e, attraverso il fiume al mare, ha un importo di 1,7miliardi. Il 40% dell’importo necessario a finanziare la costruzione dell’opera è messo a disposizione dall’Europa. Lo Stato italiano  e la Regione sapranno cogliere questa eccezionale opportunità offerta dall’Europa? Ci auguriamo di sì.

 

Il precedente storico

C’era stato un momento magico; sembrava che la realizzazione del Canale dovesse essere cosa fatta; parliamo degli anni ‘60/70. A Milano, zona Corvetto era stato eseguito il grande scavo per l’invaso che avrebbe dovuto consentire l’approdo delle navi; il tanto sognato porto. Ma negli anni ‘70, dopo che l’opera era stata accantonata, l’enorme buca fu utilizzata come discarica per l’immondizia, poi piantumata (ora parco Alessandrini) dopo la dismissione.

La fermata della MM3 Porto di Mare ricorda la vecchia destinazione dell’area.

Uscendo da Milano, in comune di San Donato Milanese, alle spalle della via Di Vittorio, è ancora visibile l’alveo che era stato costruito. I primi lavori erano stati finanziati dal governo con la Legge 1044 del 1941, ma di lì a poco i lavori subirono il blocco a causa della guerra. Ripresero agli inizi anni ‘60, per terminare con il completamento del tratto Cremona-Pizzighettone e l’abbandono del resto dell’opera.ro

Roberto Fronzuti

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, disposizione, euro, governo, mare, merito, milano

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. klement

    18 Luglio 2019 alle 10:48

    Infinitamente più sensato che quella demenza di riscavare i navigli

    Rispondi

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