
L’Ucraina ha votato contro la fine dell’embargo economico statunitense nei confronti di Cuba, votato ieri alle Nazioni Unite. A darne notizia è Andrii Yermak, capo dell’Ufficio del presidente dell’Ucraina. “Ieri l’ONU ha votato sulla risoluzione annuale di Cuba contro l’embargo degli Stati Uniti. Quest’anno, l’Ucraina ha votato contro”, ha scritto Yermak sul proprio profilo X”. Ricordando che migliaia di soldati cubani stanno combattendo contro l’Ucraina come parte delle forze d’invasione russe, acquisendo esperienza di combattimento nel processo, mentre L’Avana è sempre più coinvolta in attività militari e di intelligence che minacciano la sicurezza internazionale”, ha sostenuto Yermak, aggiungendo che “la Russia sta usando Cuba per eludere le sanzioni imposte per costringerla a fermare l’invasione”. “Non si tratta del popolo cubano – ha messo in risalto il funzionario ucraino – ma di contrastare l’espansione autoritaria”. “Il regime cubano deve cambiare le sue politiche distruttive”, ha terminato Yermak. La difesa del fianco orientale dell’Europa rimarrà ”solida e robusto”, malgrado il taglio annunciato del numero di soldati Usa dispiegati in Romania: è quanto dichiarato all’agenzia France-Presse da fonti vicine alla ministra francese degli Eserciti, Catherine Vautrin. “Lavoriamo con gli Stati Uniti e con i Paesi del fianco orientale per fare in modo che la difesa collettiva resti solida e robusta”. L’inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, ha dichiarato durante una visita in Arabia Saudita che si aspetta che la guerra in Ucraina finisca entro un anno. Dmitriev ha parlato dopo aver incontrato i funzionari dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo scorso fine settimana. La sua visita è seguita all’annuncio del rinvio del vertice tra Trump e Putin a Budapest. “Siamo certi di essere sulla strada della pace e, in qualità di pacificatori, dobbiamo fare in modo che ciò avvenga”, ha dichiarato Dmitriev, che è anche amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti, durante una conferenza sugli investimenti nella capitale saudita Riyadh. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prevede di incontrare il primo ministro ungherese Viktor Orbán l’8 novembre, secondo il sito di notizie Bloomberg. Il luogo dell’incontro non è stato definito anche se Orbán ha dichiarato all’inizio di questa settimana che incontrerà Trump a Washington per discutere di come proteggere l’Ungheria dall’impatto delle sanzioni statunitensi sul petrolio russo. L’Ungheria dipende da Mosca per la maggior parte delle sue importazioni di petrolio e gas. Zelensky ieri ha avuto una “calorosa conversazione” con il presidente argentino Javier Milei, nella quale il leader ucraino ha invitato l’omologo argentino a Kiev. “Mi sono congratulato con Javier per la vittoria del suo partito alle elezioni parlamentari”, ha scritto sui propri profili social Zelensky. “L’Argentina sta facendo molto per avere successo e rafforzarsi, e ci auguriamo sinceramente che tutte le riforme necessarie continuino a essere realizzate con successo”.
Il bilancio delle vittime dell’esplosione avvenuta la scorsa settimana in uno stabilimento militare vicino alla città russa di Chelyabinsk, negli Urali, è quasi raddoppiato, raggiungendo quota 23, secondo quanto riferito mercoledì dalle autorità locali. L’esplosione di giovedì scorso in un impianto industriale nella città di Kopeisk, appena ad est del capoluogo regionale Chelyabinsk, ha causato la morte di almeno dodici persone e il ferimento di altre dodici , ha dichiarato all’epoca il governatore regionale Aleksei Teksler. Questo è ciò che sta facendo il nostro presidente”, ha detto Peskov ai giornalisti. Trump dimostra un sincero impegno per la pace e la coerenza e difende gli interessi degli Stati Uniti, ha affermato Peskov, aggiungendo che Trump sta sinceramente cercando di aiutare a risolvere il conflitto in Ucraina e che Mosca lo percepisce positivamente. La data e il luogo di un nuovo incontro tra i leader russo e statunitense, Vladimir Putin e Donald Trump, saranno decisi una volta preparato il contenuto dell’incontro, ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov. “Riteniamo che il quadro creato dall’incontro dei nostri leader ad Anchorage (è la città più grande dello Stato dell’Alaska, negli Stati Uniti d’America) debba essere arricchito da accordi e decisioni concrete, ed è su questa base che dobbiamo procedere. Ma questo è esattamente il contrario di quel che vogliono.
Giuseppe Basilico

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