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Luce sul nostro cammino

di Paolo Marini | 18 Febbraio 2013

Dopo le dimissioni del Papa: nessuna sorpresa, solo felicità: mi si proponeva al cuore ciò che avevo già intuito e metabolizzato nel tempo, la grandezza di questo Pontefice.

Dimissioni-Papa-Ratzinger-ComplottoSulla prima pagina – bianca – di “Luce del Mondo” (il libro-intervista di Peter Seewald con Papa Benedetto XVI) ho scritto a lapis: “24 aprile. Finito di leggere il giorno di Pasqua 2011: un bellissimo viaggio dentro una grande spiritualità, dolcezza, sapienza e umiltà.”

Si è già detto e scritto molto dopo un solo giorno dall’annuncio delle dimissioni. E molto di più si dirà e si scriverà da qui al prossimo 28 febbraio e dipoi.

Mi limiterò, in proposito, a fissare alcuni sentimenti e riflessioni, personalissimi.

La prima istintiva reazione quando ieri, intorno alle una ho ascoltato la notizia, è stata di felicità e di compiacimento; nessuna sorpresa, solo felicità: mi si proponeva al cuore ciò che avevo già intuito e metabolizzato nel tempo, la grandezza di questo Pontefice. Che ha scritto – sta scrivendo, oggi vieppiù – una pagina inedita nella storia della Chiesa con la naturalezza del viandante, del pellegrino ispirato da un profondo spirito di servizio e da un non comune senso di responsabilità. Che, al momento giusto, sa decidere anche di farsi da parte, con parole dette a bassa voce, senza enfasi alcuna ed in lingua latina, come ad ammantare una decisione altrimenti sconcertante della tranquillità di una logica ferrea e, per così dire, essenziale; come a rassicurare preventivamente gli animi.

Che bella e quanto folgorante questa non-novità!

Le dimissioni certamente sono (e non potevano, dato l’uomo, che essere) frutto di una scelta lungamente meditata, sofferta – come ci conferma il fratello Georg –, il prodotto naturale di quella razionalità, di quella misura, di quel logos, che costituiscono l’essenza del messaggio e della fede di questo servo di Cristo. Non un papa vibrante e passionale, come il predecessore, bensì un raffinato studioso, un teologo di immensa dottrina, mai però distaccato o avulso, sempre partecipe della umana sofferenza e per questo, altresì, dolce e umile – come mi appuntavo quasi due anni fa.

Massimo Cacciari, filosofo di elevato lignaggio e acuto commentatore (in Italia uno dei pochi, mi pare, che possa esibire una specchiata onestà intellettuale) ha non casualmente proposto, per l’occasione, il concetto di esempio. E’ banale riferirlo agli screditati componenti della nostra classe dirigente, opportuno e meno scontato misurarlo, ciascuno, sulla propria esistenza: riconoscendosi ad ogni passo – anche il più audace e vincente – come soggetti estremamente fragili, sempre sul ciglio del burrone e pertanto con il dovere della consapevolezza e della vigilanza.

Non nascondo che dopo la “felicità” della citata conferma mi è sopraggiunta, come in un contrappasso, una infinita malinconia. Il pensiero che con il pontificato di Benedetto XVI è come se si chiudesse una stagione della mia/nostra esistenza (un papato può ben prestarsi a ‘scandire’ una fase della vita o no?) e che il futuro è tanto di più oggi un’incognita – non solo per la Chiesa ma anche per ciascuno di noi. Da affrontare auspicabilmente con fiducia ma senza nascondersi le difficoltà, i pericoli, le sfide.

Il lascito più importante di Joseph Ratzinger sarà forse, per me, quella sua ineffabile congiunzione di sapienza e di semplicità. L’attitudine a fare di ogni giorno un percorso inedito lungo sentieri tanto ardui quanto esaltanti: quelli dello spirito. L’insegnamento che tale percorso è desiderabile, accessibile ad ognuno di noi.

Mi piace, citando i versi struggenti di Vincenzo Cardarelli, salutare Papa Ratzinger come “un vecchio sole ottobrino che splende sulle vigne saccheggiate”. Luce potente ma discreta sul senso del nostro viaggio esistenziale.

Pubblicato in : Primo piano

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Alberto Lopez

    24 Febbraio 2013 alle 19:14

    Parole bellissime….

    Rispondi
    • Silla Cellino

      25 Febbraio 2013 alle 22:38

      Mi associo, Lopez. E non trovo affatto sorprendente che tale tipo di apprezzamento, piuttosto che tra i cattolici, sia più comune tra i laici, liberali come voi o socialisti come me.

      Rispondi

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