Aveva 58 anni Luca Palandri. E da oltre venti era responsabile del Cerimoniale al Comune di Firenze, a Palazzo Vecchio. Ruolo delicato ed importante perchè a lui era affidata l’accoglienza delle innumerevoli personalità in visita: capi di Stato, regine, re, presidenti, ministri, artisti celebri.
Competente e impeccabile, Luca Palandri dimostrava che la sua funzione non era soltanto il coordinamento, la cura – pur attenta sicura, precisa – delle varie cerimonie pubbliche, ma l’espressione, con la scorta del Gonfalone e il suono delle chiarine ai fiorentini familiare, del rispetto dovuto alle istituzioni civili e del riconoscimento del loro significato.
Non solo. Grazie ad una personale, naturale sensibilità, Luca riusciva ad accompagnare politici, amministratori, esponenti del mondo dello spettacolo , rappresentanti della miriade di associazioni, nei luoghi e nelle occasioni deputate, mettendo a proprio agio i partecipanti – donne e uomini, italiani e stranieri, disinvolti anche troppo o impacciati talora – in modo che ricorrenze storiche, incontri a tutti i livelli, feste civili o religiose, manifestazioni musicali o sportive, tutte fossero celebrate , si svolgessero, degnamente, con la partecipazione ufficiale e ospitale dell’Amministrazione fiorentina..
Ovunque presente, Luca Palandri : all’Obelisco ai Caduti in piazza dell’Unità Italiiana per la ricorrenza del XX settembre; in via Faentina davanti alla lapide per il sindaco Lando Conti; nel salone dei Cinquecento per la festa del Tricolore o per la premiazione di giovani musicisti del Conservatorio Cherubini o dell’AGIMUS … Estate o inverno, con tempo buono o non, arrivava spesso in camicia – bella e pulita, come lui – con la giacca in spalla “appesa” a un dito e cravatta, entrambe “pronto impiego”. E dava le indicazioni e i consigli essenziali. Guida sicura, di poche parole, mai in evidenza , indispensabile, ma sempre un passo indietro.
L’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica, che nel 2015, insieme alla straordinaria collega Francesca Dell’Aria, gli era stata conferita, e consegnata in prefettura,l’aveva gradita intimamente, con… timida soddisfazionee. Così come, due anni dopo, la nomina ad Accademico de “Le Muse” , ricevuta da quella prestigiosa associazione proprio nel salone di Palazzo Vecchio.
Ai funerali, sabato 27 ottobre, nella parrocchia di San Bartolomeo in Tuto della sua Scandicci, l’abbraccio di centinaia e centinaia di persone per l’ultimo saluto in terra è stato un GRAZIE corale, naturale , commosso. Che ancora una volta lo avrà fatto sorridere.
Adalberto Scarlino

Lascia un commento