
Non cambia il sentiment degli investitori in queste prime settimane di questo 2023, caratterizzato da un certo ottimismo che, anche se non si traduce in un rialzo sostenuto e persistente del mercato azionario, perlomeno ne limita gli eventuali tentativi di ribasso. I listini Usa ed Europei hanno chiuso la settimana in rialzo e così sembrerebbe essere anche per le prossime aperture asiatiche. Tale fiducia deriva dalla convinzione che le banche centrali siano vicine o prossime alla fine del ciclo di rialzo dei tassi di sconto, il che potrebbe essere parzialmente vero, se non fosse che, dalle parole dei funzionari di politica monetaria emerge la volontà di mantenere comunque i tassi alti per un certo periodo di tempo, cioè dopo la fine del ciclo di rialzo, occorrerà tempo prima di vedere il primo taglio. Ciò forse dovrebbe far riflettere, ma intanto la price action dominante è questa. Sul fronte cambi il dollaro fatica a correggere al rialzo, pressato da valute concorrenti le cui banche centrali sembrano ancora voler ancora insistere nell’adozione di una politica monetaria restrittiva. L’Eur spinge e si porta vicino a 1.0900 sul biglietto verde, con la possibilità di rompere e salire a 1.0930. Il Cable, ugualmente forza al rialzo, per il test dei doppi massimi a 1.2440 mentre il UsdJpy tiene per ora l’area di 128 e prova a correggere qualcosa, ma se consideriamo il delta tassi, la salita appare realmente insufficiente, segno che ci sono ancora ordini di vendita sopra. Ritornano a salire anche le oceaniche con AudUsd che dai minimi si e’ ha recuperato 100 pips così come NzdUsd, ritornato non lontano dai massimi precedenti sopra 0.6500. Tra i cross segnaliamo un’EurGbp ancora sotto pressione e i cross AudCad e NzdCad non lontano da obiettivi interessanti al rialzo. La settimana entrante vedrà la pubblicazione di dati che potrebbero spostare le price action, tra cui il Pil del quarto trimestre Usa, atteso a +3.9% contro il 4.5% del precedente, e soprattutto gli ordini di beni durevole , il Price consumer expenditure, reddito e spese personali. Poi ci saranno i Pmi dei servizi e manifatturieri per Usa, Uk, Eu, e Giappone. Non dimentichiamo la decisione sui tassi della Bank of Canada che potrebbe essere la prima a votare per un incremento di soli 25 punti base. Infine non dimentichiamo l’Ifo tedesco, e inflazione in Australia. Tanta carne al fuoco e molteplici occasioni per lavorare il mercato e questi trading range. Buona giornata e buon trading.
Saverio Berlinzani

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