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Lorenzo Guerini, l’Ucraina e il PD

Penso  che Lorenzo Guerini abbia fatto benissimo (insieme ad un’ altra decina di parlamentari) a differenziarsi dalle posizioni del PD sull’ Ucraina.  Personalmente ho interpretato la posizione del Presidente del Copasir ed ex Ministro della Difesa come un richiamo alla limpidezza della comunicazione politica.  

di Marco Mayer | 12 Gennaio 2024
Lorenzo Guerini

Penso  che Lorenzo Guerini abbia fatto benissimo (insieme ad un’ altra decina di parlamentari) a differenziarsi dalle posizioni del PD sull’ Ucraina. 

Personalmente ho interpretato la posizione del Presidente del Copasir ed ex Ministro della Difesa come un richiamo alla limpidezza della comunicazione politica.  

Il maggior partito di opposizione dovrebbe sapere che –  al delle  intenzioni – cio’ che conta è  la  percezione dell’ opinione pubblica. È difficile negare che dal dibattito parlamentare sia uscita una immagine quantomeno confusa del PD sull’ Ucraina. Nella tattica parlamentare può capitare di commettere errori, ma basterebbe ammetterlo  per rimediare. 

Altrimenti un errore tattico diventa un episodio  grave perche’ la politica estera –  ed in particolare l” Ucraina – hanno  segnato   –  almeno sin d’ ora – una distanza  sostanziale tra il PD e il M5stelle. 

Astenersi su alcune parti della mozione dei  5Stelle  mi è sembrato un gratuito  gesto di benevolenza nei confronti del movimento politico guidato da Giuseppe Conte.

I 5stelle insistono  ancora (ed in un momento particolarmente difficile)  per bloccare le forniture militari dell’ Italia  all’ Ucraina: un regalo a Putin e una  pugnalata alla schiena alla resistenza popolare e militare del popolo ucraino che lotta  contro l’ aggressione russa. 

La tradizione politica dei 5stelle é da sempre tenera nei  confronti delle politiche imperiali e autoritarie di Putin (così come verso il totalitarismo politico e digitale della Cina, tanto caro a Beppe Grillo). 

Invece di astenersi il PD dovrebbe dire ai grillini che  non è mai troppo tardi per cambiare politica e compiere un atto di coraggio.

Il  presidente Giuseppe Conte potrebbe organizzare a Roma in largo Cairoli (luogo a lui familiare) un sit in davanti al portone della Casa Russa a Roma in favore di Alexei Navalny.

Al centro della protesta dovrebbe esserci la  liberazione o almeno il suo trasferimento agli arresti domiciliari. 

Ai grillini distratti  ricordo che Alexei Navalny alle elezioni municipali per scegliere il sindaco di Mosca  è arrivato secondo con ben il 27,24 per cento dei voti. Oggi Alexei Navalny è rinchiuso nel  carcere “Lupo Polare”  a 2000 km da Mosca a nord del circolo polare artico. 

Per fortuna due  giorni fa in video collegamento con il tribunale Navalny non ha rinunciato alle sue sferzante battute ironiche  contro il regime.

https://www.ilpost.it/flashes/navalny-primo-video-battute/

Il prossimo 17 marzo in Russia si terranno le elezioni presidenziali senza che Putin abbia oppositori. Per la cronaca l’ ultima personalità a  cui   – tre settimana fa –  stato impedito di candidarsi è  la giornalista pacifista  Ekaterina Duntsova.  

La “realtà effettuale della cosa e non l’ immaginazione di essa ” – per usare una celebre espressione di Niccolo’ Machiavelli nel XV capitolo de Il Principe – è  la seguente:

 nel  2013  Alexei Navalny poteva liberamente candidarsi a sindaco di Mosca;   ora è in galera rinchiuso  in un penitenziario dell’ Artico. 

Nella galassia politica italiana c’ è qualcuno che  ha il coraggio di negare che negli ultimi dieci anni  la Russia ha subito una drammatica involuzione politica?

Marco Mayer

Pubblicato in : SituazioneTag: 17 marzo, beppe grillo, cina, elezioni, espressione, guerini, italia, ministro della difesa, movimento, opinione pubblica, opposizione, pd, percezione, politica italiana, putin, regime, roma

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    14 Gennaio 2024 alle 15:50

    la Rossya, non ha mai avuto una involuzione ella Democrazia o drammatica involuzione politica. Essa non è mai stata democratica e la sua politica è sempre nei secoli stata la medesima. È sempre stata una tirannia costate, forse in certi attimi, più debole. Ma mai democrazia e sempre lotta tra clan per i potere dettate dalle regole del sangue.
    Navalvy non conta nulla, è un fantoccio anche lui pro impero e ha sempre considerato l’Ucraina parte dell’impero moscovita. avesse contato qualcosa, Mosca lo avrebbero già ucciso come hanno fatto con chi veramente era per loro un pericolo come fu per Nemzov ex sindaco di Sanpietroburgo..
    PD e M5S sono della medesima pasta, con una differenza: Conte dovrebbe essere processato per tradimento della Patria per aver permesso all’esercito moscovita di entrare nel territorio italiano e per aver messo in quei giorni il coprifuoco agli italiani.

    Rispondi

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