Il 2019 del Teatro del Maggio viene inaugurato con Der fliegende Holländer (L’olandese volante, giovedì 10 gennaio, repliche il 13, il 15 e il 17), quarto titolo del catalogo operistico di Richard Wagner, ma in realtà il primo lavoro in cui si anticipano in maniera evidente, sia sotto il profilo musicale che sotto quello drammaturgico, alcuni elementi del successivo percorso del compositore tedesco.
Sul podio dell’orchestra e del coro del Maggio ritorna il direttore musicale Fabio Luisi, dopo i successi conseguiti lo scorso autunno con i due concerti del ciclo Mahler/Schubert, mentre la regia dell’opera, un nuovo allestimento del Maggio, è firmata da Paul Curran e la scenografia da Saverio Santoliquido. Gli interpreti sono Thomas Gazheli (Olandese), Michail Petrenko (Daland), Marjorie Owens (Senta), Peter Tantsits (Erik) e Annette Jahns (Mary).
Rappresentata per la prima volta all’Hoftheater di Dresda il 2 gennaio 1843, l’opera Der fliegende Holländer, articolata in tre atti, si ispira ad un’antica leggenda nordica ripresa da Heine ed al ricordo di un avventuroso viaggio su un veliero, effettuato nel 1839 da Wagner stesso, durante il quale infuriò una spaventosa tempesta. Il musicista tedesco scrisse il libretto dell’opera e compose la partitura fra il 1840 e il 1841.
La musica appare assai vivida nella descrizione della tempesta e nel contrasto tra maledizione e redenzione, le due tematiche fondamentali dell’opera; infatti l’Olandese (che non ha un nome specifico) è condannato a vagare incessantemente per i mari, avendo imprecato contro Dio, per le difficoltà incontrate nel superare il capo di Buona Speranza. Soltanto l’amore puro di una donna potrà salvare il protagonista dal suo atroce destino. Tale donna sarà Senta, figlia di Daland, al quale l’Olandese offrirà la sue enormi ricchezze a patto di poter sposare la giovane ragazza; proprio essa, attratta fortemente dalla figura misteriosa dell’Olandese, decide di rinunciare alle certezze provenienti da una eventuale matrimonio con il fidanzato Erik. In questa avventura verso l’ignoto e nell’intento di dimostrare l’autenticità dei propri sentimenti, nel finale Senta si getterà in mare e la nave dell’Olandese si inabisserà; così il sacrificio della fanciulla lo salverà dalla dannazione.
Nell’Olandese volante Wagner utilizza per la prima volta la tecnica del Leitmotiv, cioè del motivo conduttore che individua un personaggio, un’idea oppure un sentimento; e inoltre, pur conservando le forme chiuse (arie, duetti e ballate), mostrerà l’esigenza di una fusione complessiva di parola, azione e musica, che si realizzerà tuttavia compiutamente nelle opere della maturità dell’artista, secondo la concezione del Gesamtkunstwerk (opera d’arte totale).
Per acquisto dei biglietti si veda www.maggiofiorentino.com
Luca Summer

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