Politica in crisi, ma soprattutto i partiti in crisi. Spossati, senza ossigeno, incapaci di trovare una soluzione parlamentare e costretti a sottostare alla dura romanzina di Mattarella e a salire di corsa sul carro del salvatore Draghi. Partiti che hanno dimostrato di avere una modesta classe dirigente, partiti tutti da reinventarsi. Non si salva nessuno. Il M5s è imploso salvato in extremis dallo show del comico Grillo, il PD sbanda vistosamente e alla fine riesce anche a non mettere nessuna donna tra i ministri, la Lega commissariata dagli imprenditori del nord che impongono una scelta europea, Forza Italia che si affida al vintage e a scelte da fiera dell’ antiquariato, la Meloni che si ritira sull’ Aventino con la solita baldanza un po’ burina, ma congelando definitivamente i voti, Renzi tutto solo che sbandiera la vittoria ma non porta a casa nulla, la sinistra sinistra in dramma di identità, Bonino, Calenda, Tabacci a bocca asciutta. Ha deciso tutto Draghi con l’ aiuto di Mattarella, e si è tenuto la polpa con i suoi tecnici lasciando le briciole ai partiti. Poche briciole e sotto controllo. Tanto in Europa e nel mondo chi conta è solo Draghi. Purtroppo, appena formato il governo, i partiti hanno dimostrato da subito la loro povertà intellettuale, lanciando i soliti distinguo e le solite polemiche. Non hanno ancora capito, fino in fondo, cosa è successo.
Roberto Caputo

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