Le primarie per nominare il nuovo segretario del PD si dovrebbero tenere a febbraio. Si dovrebbero… Infatti qualcuno ha chiesto di anticiparne la data, poichè a metà febbraio si voterà in Lombardia e nel Lazio. Elezioni dal valore altissimo. Ad oggi non si sanno con certezza neppure tutti i candidati. Per ora i nomi sono quello del governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini in coppia con il sindaco di Firenze Dario Nardella e della pasionaria Elly Schlein. Come outsider l’ex ministro Paola De Micheli. Per adesso non si è ascoltato un gran dibattito e neanche un confronto. Un confronto si spera sulle idee e sulla politica. Un osservatore lontano dalle stanze del potere piddino darebbe vincente con facilità l’esperto amministratore emiliano. Ma le cose non stanno così. La Schlein non è neppure iscritta al PD. Lo è stata molti anni fa e si era schierata con Civati, ma è donna, è giovane, un volto nuovo, fresco, non legato a vecchi apparati Almeno così sembrerebbe. Il suo sponsor maggiore è Franceschini, convinto dalla moglie. Ma lo sponsor nascosto e che non verrà mai fuori è il vecchio baffino Massimo D’Alema. Lo stesso D’Alema che sommessamente lavorava per Conte. La vittoria della Schlein porterebbe il PD ad una certa scissione. Così potrebbe nascere una nuova forza politica che vedrebbe insieme Conte e la Schlein. E la vendetta di D’Alema si sarebbe compiuta.
Roberto Caputo

Se un Nardella, curatore dell’inutile ferrovia dentro Firenze, aspira alla segreteria del PD non occorrono commenti. Quanto alla Schlein, nessuno in obbedienza al politically correct, ha in coraggio di dire che è talmente brutta, ma di una bruttezza così non emendabile, da possedere certamente un’intelligenza eccezionale. Forse è meglio che requiescant tutti. Tutti.
Importante che sia il “Congresso dei disinganni”, il resto verrà di conseguenza.