Era la primavera del 1995. Si fronteggiavano per la carica di sindaco di Firenze, nelle prime elezioni del post-tangentopoli, Giorgio Morales, sindaco uscente del pentapartito, nell’occasione appoggiato da Forza Italia ed altri, e Mario Primicerio, sorretto dallo schieramento di centro-sinistra.
Con i vecchi partiti ridotti a macerie, nessuno poteva prevedere come sarebbe andata a finire. Ci pensò Berlusconi in persona a togliere ai fiorentini il gusto della suspence: chiamato alla principale manifestazione organizzata a sostegno di Morales, gelò la folla affermando che quel candidato lui non lo avrebbe scelto.
Da allora, ad ogni elezione comunale, tutte le iniziative e le proposte del centro-destra, consapevolmente o no, hanno fornito un grandissimo aiuto alle sue ininterrotte sconfitte.
Nel 1999, contro l’attuale sindaco Leonardo Domenici, il centro-destra puntò su Franco Scaramuzzi, già rettore dell’ateneo fiorentino. Non andò meglio, nemmeno sotto il profilo dei rapporti umani. Tanto che Scaramuzzi, galantuomo e uomo di scienze, presidente della pretigiosa società dei Georgofili, si indispettì a tal punto che dopo pochi mesi piantò baracca e burattini, lasciando vacante il ruolo di capo dell’opposizione ed il seggio di Palazzo Vecchio.
Cinque anni dopo, a sfidare nuovamente Domenici in corsa per il secondo mandato, il centro-destra designò, dopo una girandola di nomi lanciati e bruciati, tirò fuori dal cilindro, chissà come e perché, Domenico Valentino. La competizione pullulava di liste civiche ed avevano preso vigore comitati fortemente ostili all’amministrazione. E proprio alla vigilia del voto era esploso uno scandalo. Addossato alle storiche mura del Sangallo della Fortezza dabbasso, era comparso un orribile gabbione. La giunta comunale, per consentire al consorzio di imprese che realizzava il project financing del parcheggio sotterraneo, gli aveva consentito questa mostruosità per compensare i maggiori oneri derivanti da una serie di errori progettuali.
E cosa studiarono gli strateghi del centro-destra? Affidare le loro speranze di vittoria all’uomo, Valentino appunto, che nella sua qualità di soprintendente ai beni architettonici e ambientali aveva messo il sigillo finale all’orrido gabbione cementizio addossato alla Fortezza. Finì con il ballottaggio al ribasso, cioè dovuto ai voti persi dal centro-sinistra, senza che il centro-destra ne intercettasse nemmeno uno.
E l’ex soprintendente, dopo qualche mese trasmigrò nei verdi.
Il copione è stato confermato anche questa volta. Prima la girandola di candidati “politici”: Bonaiuti, Verdini, Migliori, Totaro, Toccafondi, lanciati per bruciarli o per fornire diversivi. Poi l’ex portiere della Fiorentina, del Milan e della Nazionale, Giovanni Galli. E’ una degnissima persona. E non è vero che sia digiuno di esperienze. Ha ricoperto ruoli dirigenziali in società sportive importanti ed è attivissimo, senza clamori, nel campo del volontariato. Ma, ancora gli strateghi del PDL, sono stati capaci di bagnargli le polveri accompagnando il lancio della sua candidatura con mille dubbi.
In città ancora una volta si rincorrono le ipotesi e le leggende metropolitane: il centro-destra, sostengono alcuni, non vuole tentare la vittoria e si contenta di spartire le zone di influenza con la maggioranza; secondo altri, addirittura, Berlusconi sarebbe d’accordo con i leaders dell’opposizione per non dilagare a Firenze e in Toscana.
E così, tra dicerie, manovre, candidature annunciate e subito abbuiate si perpetua lo strano caso delle comunali fiorentine. Nelle quali il centro-sinistra, secondo i sondaggi, e in assenza di un candidato del centro-destra, non ha i voti per vincere: perché, come dice Graziano Cioni, costretto al ritiro nelle primarie del centro-sinistra, “Renzi ha preso un mare di voti, 15 mila; ma per vincere ce ne vogliono 120 mila”.
Ma non appena il candidato del centro-destra viene reso noto, ecco che subito la vittoria del centro.sinistra appare ineluttabile.
Nicola Cariglia

Caro Puccio,
nel mio “garzone” riferito a Renzi non c’è razzismo ma la consapevolezza che la politica continua a pescare nel raccogliticcio. C’è una forma che è sostanza, Renzi si sbraca troppo nell’immagine del bravo figliolo tutta passione e buone intenzioni, si sbraca così bene da pensare che sia proprio questo, simpatico, quattro idee giuste al posto giusto, concreto ma pieno di passione e immancabilmente vicino alla gente, insomma affrontare a trentaquattro anni la politica come immagine è brutto. Questo è il mio “garzone”, un gregario di atteggiamenti saputi che potrebbero incoronare il sindaco di Pontedera o Figline, non certo di Firenze, una città che ha bisogno di girare di 180 gradi lo specchio del proprio narcisismo. Per carità, Renzi sindaco potrà anche fare cosine giuste e concrete, ma la città ha bisogno di ben altro. Quanto alla cittadinanza fiorentina a Englaro, sei stato anche troppo tenero con questa miseria. M.S.
Purtroppo Alessandro Falciani ha preso una pessima iniziativa.
Caro Giannellini, proporrò le “PRIMARIE anti REGGENTE del MURO di BERLINO/bravo ragazzo”.
Sarà una scelta tra Spini, la Lodigiani e chi si farà avanti.
Non voglio adesso sbilanciarmi pro Renzi ,o Galli ,o Valdo Spini. Piuttosto vorrei richiamare l’attenzione su di una notizia di cronaca fiorentina : l’attribuzione ad Englaro ,il padre della povera Eluana , della cittadinanza onoraria ,da parte di 22 consiglieri comunali di Firenze ( contro 16 contrari ,e tre astenuti). Notizia per certi aspetti tragicomica ,ma sostanzialmente penosa ,dovuta al voto di Alessandro Falciani ,Ornella de Zordo , Luca Pettini ,Daniele Baruzzi,Eros Cruccolini ,Mbaye Diaw ,Gregorio Malavolti ,Leonardo Pieri ,Anna Soldani ,Gianni Amunni ,Antongiulio Barbaro ,Carlo Bossi ,Alberto Formigli ,Lucia Matteuzzi ,Elisabetta Meucci ,Michele Morrocchi ,Claudia Livi ,Nicola Perini ,Lorenzo Marzullo ,Anna Nocentini ,Giovanni Varrasi e Domenico Valentino. Come taluni di questi possano rappresentare Firenze ,lo lascio giudicare a voi.
Come persona pensante ,e come fiorentino ,mi sono sentito sostanzialmente indignato ,ed anche offeso , da simile procedura e decisione consiliare ,caratterizzata dalla rapidità della decisione (quasi furtiva ),e basata su grossolani equivoci.
Il primo equivoco sta nella pretesa di qualificare la votazione come “un riconoscimento della società civile fiorentina”. Intanto è un “riconoscimento” della società politica (o meglio partitica),o dei politicanti ,ancora meglio.
E adombrandola come attribuzione ,impropria , di “laicità” per i votanti , sarebbe come voler operare un richiamo di capacità artistico-musicali nel caso di Muti ,o di comicità nel caso di Benigni , o di arte della regia nel caso di Monicelli ( per citare famosi insigniti ).
E ,altro aspetto importante ,come se il momento “elettorale ” fosse nella sostanza non una attribuzione di speranze , ma delega “in bianco” di volontà e coscienza ( secondo l’impostazione più propriamente tipica del “centralismo democratico” , di cosca ,di loggia o di cupola.).
Altro equivoco afferisce alla rapidità e subitaneità della proposta e votazione ; quasi la velocità possa conferire all’iniziativa un merito particolare di democraticità e condivisione consapevole. Caso mai è l’esatto contrario,e questo particolare sarebbe bene annotarlo.
Si equivoca ancora ,considerando come se il dilemma razionale e morale sull’eutanasia fosse mescolabile e confondibile con la questione dell’attribuzione di cittadinanza onoraria .
Mentre , ancora , cosa c’entri Firenze e la sua immagine con questa triste e drammatica vicenda ,non è dato sapere.
Ed ancora , come pensare poi che una lunga sofferenza umana , drammaticamente sfociata in una sostanziale questione di egoismo personale ( sia pure umanamente comprensibile , e che tutti tendiamo a rimuovere ) , possa assurgere a dimostrazione di valore ,mi pare aspetto completamente da validare.
Confermo la mia opinione di persona pensante e di fiorentino ,per ritenermi sgradevolmente sorpreso , penosamente colpito e sostanzialmente indignato difronte a questo fatto di cronaca ;da considerare come iniziativa di spregevole e miserabile sfruttamento politico di umane ,altrui tragedie.
A questo punto torniamo alla campagna per le prossime elezioni amministrative,alle aspettative indiscusse di cambiamento ,alle differenze tra i programmi e le possibilità dei vari candidati . Non voglio chiedermi ,con interrogativo un tantinello “razzista”,come i garzoni (si intende giovane,ragazzo ,o aiutante di bottega?),od i giocatori di calcio , possano diventare sindaco di Firenze … Come persona pensante e come fiorentino debbo casomai annotare i nominativi dei gloriosi votanti a favore della decisione sulla cittadinanza di Firenze (dopo il diniego ad onorare Oriana Fallaci !), impegnandomi ad evitare scrupolosamente ogni tentazione di voto prossimo venturo per liste che “presentino” alcuno dei nominativi suddetti ,direttamente o per accettato sostegno . Secondo me questo dovrebbe essere il discrimine nella scelta.
Piaccia o non piaccia ai tenutari delle “tavole calde” della campagna elettorale.
Pare impossibile che Firenze voglia farsi rappresentare nel mondo da un “bravo ragazzo” in maglia viola. Attendo di vedere l’ex-viola per giudicare se almeno si presenti meglio.
Laura Lodigiani ha risposto così alla proposta di sottoscrizione dell’appello di Ignazio Marino a favore della libertà di scelta nel testamento biologico: -mi spiace ma non posso sottoscrivere l ‘appello ,purtroppo il caso della povera eluana englaro ha messo in evidenza inquietanti intendimenti celati dietro la libera scelta di ognuno, vanificandola-
e per me è troppo complicato.
Una curiosità: come mai non si prende in considerazione la candidatura di Valdo Spini? E’ proprio il più distante dai laici fiorentini?
saluti, VG
Finchè il popolo vuole “similia similibus” non si può che alzare le mani e gridare: … viva Renzi …
L’ho sentito ieri sera: è un bravo ragazzo e quasi mi dispiace nel vederlo sacrificato sull’altare del Muro di Berlino che a Firenze non è ancora caduto.
Se Renzi, reggente del muro di Berlino, non fosse ora un cattolicone di destra prestato alla sinistra, ora un cattolicone di sinistra prestato alla destra, il problema sarebbe risolvibile. Ma la chiesa fiorentina è terribile, primeggiò nel volontariato dei neri arruolati contro l’URSS e prosegue imperterrita col volontariato degli ex rossi nel sociale, un andirivieni per nulla finito e sempre giustificato all’ombra d’un sentire ritenuto superiore e senza eguali. E chi scaglierà la prima pietra contro questa umanissima banderuola? Considerando il quadro complessivo Renzi a Firenze sarà il sindaco giusto, come dire “similia similibus”. Ma c’è anche materiale per lo studio ” Perché i garzoni diventarono sindaci “. M.S.
Laura è una dei nostri, una sincera socialista, un’autentica liberale.
Io dico ai laici, liberali,repubblicani, socialisti fiorentini di fare una battaglia per abbattere un ultimo pezzo del Muro di Berlino che esiste ancora.
In questa ottica, fermo restando che non condivido di Mercanzin che le ideologie sono finite, si punti con una scelta di rottura su un/a candidato/a sindaco in alternativa al reggente del Muro di Berlino, il candidato del PD, tenendo in buon conto che il centro/destra ha un candidato fantasma.
Si faccia una scelta di rottura tra chi può farcela non solo ad andare al ballottaggio, ma poi ad essere forte al secondo turno.
Sempre in questa ottica si può puntare anche su Laura Lodigiani che continuo a sostenere che ha fatto un torto a Se stessa candidandosi con le truppe di Calderoli, ma che comunque ha fatto una scelta anti/PD che apprezzo.
Certo se sapevo che si era candidata al fianco di Renzi, come si avvia Tommaso Ciuffoletti, avrei fatto tutt’altra valutazione politica. Di completa bocciatura.
Laura è uno dei nostri! (una esattamente).
Io invece di scaricarla, mi chiederei perché Laura ha fatto quella scelta.
Non credo che sia la truce leghista xenofoba e razzista. Ne credo sbavi per vedersi sotto i riflettori della politica.
Allora i motivi sono probabilmente altri e anziche pensare che solo noi abbiamo titoli (classica sufficienza e superiorità culturale della sinistra!), mi premurerei di consentirle ddi esporre i propri convincimenti.
Se non sbaglio questo è PENSALIBERO, non altro!
Per noi comuni mortali certe vicende sembrano strane, ma purtroppo nel panorama politico, sia nazionale che locale stanno diventando la normalità. Il tutto può essere semplificato nella scelta che ha fatto la Sinistra di non aver voluto approvare, quando era al Governo, una legge sul conflitto di interessi. Appare chiaro che tutto il resto sia una semplice conseguenza. Vogliamo utilizzare le colonne di “Pensalibero ” per chiedere alla On. Stefania Craxi di farsi promotrice in Parlamento affinchè venga creata una commissione di inchiesta su Tangentopoli. Sarebbe l’unico modo per far ripartire la vera politica in Italia.
Laura Lodigiani, che saluto qui su Pensalibero, fa un torto a Se stessa nel candidarsi al fianco di Calderoli.
Ma anche a Laura dico: ce la sentiamo di lavorare per abbattere un ultimo (ce ne sono ancora altri) pezzo del Muro di Berlino?
Poi si decide su quale cavallo puntare, la Lodigiani compresa, tenendo presente che lo scontro non è tra Renzi ed il candidato di bandiera del centro/destra, ma tra Renzi e qualcun altro/a che deve venire ancora.
Vedo in un angolino di questo numero, che Laura Lodigiani è candidata per una lista “nordica”, mi pare.
Posto che Laura è milanese quindi è coerente con i suoi “lumbard”, perché non si assume un sostegno concreto alla stessa. Mi pare che questo non è il momento dele ideologie, ma delle ide e delle competenze: se uno dei nostri “soci” è stato individuato come possibile candidato Sindaco, alcune caratteristiche le avrà, o no!
Allora cari amici fiorentini verificate gli “attributi” di Laura e sostenetela.
Gli altri si arrangino!
Il giocare a perdere, come lo chiama l’ottima Chiara, è una pratica ormai diffusa nella seconda Repubblichetta. Veltroni ha giocato a perdere mandando Berlusconi al governo salvo poi capire che il gioco gli è cascato di mano perché a Roma, in Abruzzo ed in Sardegna c’era poco ormai da giocare.
Il sospetto e che poi ci siano dei favori di ritorno, come potrebbe essere il giocare a perdere del centro/destra a Firenze e altrove.
Nicola Cariglia da tempo qui su Pensalibero indica che il caso Firenze è nazionale.
E la portata, caro Nicola, potrebbe essere proprio questo scambio in una realtà, quella di Firenze, ove sopravvive ancora un pezzo del Muro di Berlino che non è ancora del tutto crollato.
Se “a Firenze i laici ed i socialisti decidessero tutti assieme cosa fare” è una prospettiva molto suggestiva e, se mi permettete, è un obbligo per gli stessi se si configura la partita che si ha di fronte.
Ve la sentite, ce la sentiamo, di abbattere un ultimo (ce ne sono ancora altri) pezzo del Muro di Berlino?
Poi si decide su quale cavallo puntare tenendo presente che lo scontro non è tra Renzi ed il candidato di bandiera del centro/destra come si è capito.
All’ora in cui Valerio Giannellini stava ponendo il suo imperioso interrogativo mi risulta che il gruppo fosse impegnato festosamente a rendere omaggio all’altra metà del movimento. Se però avrà un briciolo di pazienza, può darsi che sarà accontentato.
Caro Valerio,
“Quelli di Pensalibero” vorrebbero, e lo hanno scritto più volte sul sito, che a Firenze i laici ed i socialisti decidessero tutti assieme cosa fare. E si sono da tempo dichiarati disponibili ad appoggiare una iniziativa che colga l’occasione unica che si presenta. Oggi ci sarebbe l’opportunità di svolgere un ruolo importante stando uniti. Ce la dai una mano a convincere tutti quelli che, invece, preferiscono corse solitarie?
a me interesserebbe più sapere chi sostengono quelli di PensaLibero, se già sono impegnati apertamente, se lavorano sottobanco, o stanno solo a guardare.
Caro Nicola, come dire…giocano a perdere. Ormai l’abbiamo capito tutti, no?!
Caro Leonardo anch’io la penso come te.
E ancora più precisamente, lo “stranissimo caso” consiste almeno in due circostanze singolari. La prima è che, contro un fantasma, cioè senza avversario, il centro-sinistra non ha i voti necessari. Non ha il 50,01% non dico degli elettori fiorentini ma nemmeno dei presumibili votanti.
La seconda circostanza singolare è quella che scrivi bene tu: i fiorentini vogliono cambiare e per farlo sono costretti a puntare sul giovane Renzi, cioè sull’esponente di un partito che governa ininterrottamente il Comune da 15 anni. Non si affidano al centro-destra, non ci pensano proprio. Come se tra quattro anni, per rompere con il governo Berlusconi gli Italiani incoronassero Tremonti.
Caro Nicola
Non so come puoi direi che “il centro-sinistra, secondo i sondaggi, e in assenza di un candidato del centro-destra, non ha i voti per vincere…” non so a quali dati ti riferisci ma in tutte le elezioni a Firenze si registra un divario di diverse decine di migliaia di voti tra i due schieramenti…
come si capisce anche dalla tua ricostruzione il centro destra a Firenze non pare avere intenzione di vincere, anzi, nel passato, come hai ben scritto, ha fatto scelte talmente suicide da sembrare quasi fatte apposta…
di fronte a questo fatto penso che tanti fiorentini hanno deciso, con le primarie del PD, di compiere un’inedita e interessante operazione di “entrismo di massa” dentro gli equilibri del Partito Democratico che ha vigorosamente battuto il vecchio gruppo di potere del PC fiorentino, giudicato il principale responsabile del declino di Firenze, scegliendo l’unica offerta innovativa che il mercato della politica offre alla città, ovvero Matteo Renzi.
Così è, almeno per ora.