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Lo sport per la pace: in Toscana il messaggio che unisce, nel nome di Gino Bartali

In Consiglio regionale della Toscana una giornata dedicata al valore educativo dello sport e al suo ruolo nella costruzione della pace. Dal ricordo di Gino Bartali alla campagna #WhiteCard, istituzioni e associazioni rilanciano un impegno comune per le nuove generazioni.

di Gabriele Parenti | 23 Aprile 2026

Lo sport come veicolo di pace e l’esempio di Gino Bartali. Sono stati i temi al centro di un convegno che si è tenuto in Consiglio regionale della Toscana, nell’ambito delle iniziative della Festa della Toscana, promosso dall’Unione Sportiva Acli Toscana in occasione della celebrazione della Giornata internazionale “Sport per lo sviluppo e la pace” 2026.    L’appuntamento, è stato anche un momento di riflessione sulla figura di Gino Bartali, “l’uomo e lo sportivo ‘Giusto tra le Nazioni’, purtroppo in un momento di attualità”, del campione che si adoperò salvare gli ebrei dalla deportazione.

“Lo sport rappresenta uno straordinario strumento di crescita sociale, capace di unire le persone,

abbattere le barriere e promuovere valori fondamentali come il rispetto, la solidarietà e la pace – ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi. – In occasione della Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, iniziative come quella promossa dall’U.S. Acli Toscana assumono un significato particolarmente importante, perché richiamano l’attenzione sul ruolo educativo e inclusivo dello sport, soprattutto per le giovani generazioni. Aderire alla campagna #WhiteCard significa ribadire con forza che lo sport deve essere sempre più un diritto accessibile a tutti e uno strumento concreto per costruire comunità più giuste, coese e pacifiche.

Come istituzioni vogliamo sostenere e valorizzare queste esperienze, che contribuiscono a diffondere una cultura della pace e della convivenza, dentro e fuori dai campi di gioco”.

“La pace non è un’eredità che riceviamo o una condizione scontata della nostra vita; la pace è un valore che va coltivato giorno per giorno e in questo lo sport è un veicolo attraverso il quale affermare nella società valori come il rispetto, la lealtà, la fratellanza”, ha sottolineato il consigliere regionale Francesco Casini. Leonardo Cappellini presidente U.S. Acli Toscana che ha promosso l’iniziativa, ha ricordato che nell’organizzare questa giornata “abbiamo pensato che questa era l’occasione giusta per ricordare la figura di Gino Bartali, che riassume alla perfezione il concetto di impegno per il risultato sportivo ma anche per la giustizia e il rifiuto del conflitto”. Sono intervenuti durante il convegno Maurizio Bresci e Marco Pasquini del Museo Gino Bartali di Ponte a Ema, l’Assessora allo sport del Comune di Firenze Letizia Perini, Il Presidente del CONI Toscana Simone Cardullo, Il Presidente dell’USSI Toscana Franco Morabito, Gianni Taccetti Vicepresidente ANSMeS Toscana e delegato Coni Firenze, la Presidente regionale ACLI della Toscana Elena Pampana oltre al Presidente provinciale ACLI di Firenze Andrea Tognetti e del  Presidente provinciale di Firenze US Acli Francesco Lonero.

In queste interviste con Gianni Taccetti e Leonardo Cappellini abbiamo approfondito i temi trattati nel Convegno:

Sport e  pace:  un  binomio valido in tutte le epoche storiche  soprattutto oggi ?

Gianni Taccetti Delegato Coni Firenze. Quest’anno anche in Toscana  grazie all’U.S.Acli , il movimento sportivo ha  partecipato alla campagna globale #WhiteCard, lanciata da Peace and Sport  per promuovere i valori positivi legati allo sport. Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2013, la Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace che viene celebrata il 6 aprile,  giorno in cui, nel 1896, si svolse ad Atene la cerimonia di apertura dei primi Giochi Olimpici moderni.

Un gesto simbolico  dell’US Acli Toscana che sottolinea l’importanza di rendere lo sport per la pace una priorità. Il Coni è stato ben lieto di aderire mettendosi a disposizione in questa Regione e rimarcando il concetto che anche lo sport contribuisce alla Toscana della pace .

Quanto importante oggi questo contributo alla cultura della pace?

Taccetti La campagna mira a sottolineare l’urgente necessità di rendere lo sport per la pace una priorità per i bambini le cui vite sono sconvolte dai conflitti. Secondo i dati dell’UNICEF nel 2024 oltre 460 milioni di bambini – più di uno su sei a livello globale – vivevano in aree colpite da conflitti. Queste situazioni devastano le vite e interrompono l’istruzione, negando ai bambini l’accesso alle scuole e a spazi sicuri come i parchi giochi. L’istruzione è un diritto fondamentale per i bambini, ovunque. Nelle aree colpite dai conflitti, offre un senso di normalità e stabilità, rappresentando un percorso verso un futuro migliore. L’educazione alla pace attraverso lo sport è un pilastro essenziale per costruire e ricostruire comunità più pacifiche. Abbiamo voluto stimolare anche in Toscana gli Enti di Promozione Sportiva e gli operatori  di sport e socialità per sempre maggiori interventi su questo tema verso chi pratica sport promuovendo anche culturalmente la tematica: dove non c’è sport non c’è pace.

Ne parliamo adesso con Leonardo Cappellini Presidente U.S. Toscana

Lo sport  non è  solo agonismo ma anche  solidarietà, convivenza

Cappellini Lo sport è uno “strumento” che ha innumerevoli meriti e funzioni,  e senza dubbio condiziona in positivo il miglioramento del contesto sociale. Tutto comincia con l’allenamento: è lì che si impara che il rispetto per il compagno e per l’avversario può valere quanto un record personale. Sudando insieme giorno dopo giorno, lo sport insegna che non esiste vittoria senza il sacrificio condiviso e la convivenza pacifica tra storie diverse. La fatica comune trasforma la competizione in solidarietà, portando i valori del campo nella vita di tutti i giorni. In questo modo, l’agonismo diventa un ponte, come indicava la traccia della Festa della Toscana, per capirsi meglio, dimostrando che rispettare le regole e gli altri è il primo passo per diventare veri campioni.

E  questo contributo alla pace  significa anche valori come il  rispetto  che riguardano la vita quotidiana e sono un antidoto alla violenza

Cappellini Come US ACLI abbiamo colto l’opportunità offerta dalla Presidente Stefania Saccardi, per sottolineare che uno sportivo impara nel confronto con gli altri atleti il rispetto dell’avversario. Lo sport è un allenamento costante alla non violenza, da applicare ogni giorno. Nello sport, riconoscere il valore dell’altro, anche quando è un avversario, ci insegna a gestire i conflitti con il dialogo anziché con la forza, trasformando la competizione in un esempio per la pace e convivenza. Portare questi valori nella vita quotidiana significa avvalorare l’importanza del confronto civile al posto dello scontro. Sintetizzando, chi impara a rispettare le regole del gioco impara a rispettare le persone, costruendo una società più sicura e solidale.

Dopo i vari interventi emerge da parte degli organizzatori dell’Unione Sportiva Acli l’invito agli altri Enti di Promozione Sportiva di questa regione ed al CONI la proposta di collaborare tutti insieme per un progetto “educare alla pace attraverso lo sport”, perché lo sport è portatore di pace.

Il convegno è stato patrocinato dal CONI Toscana e USSI Toscana, hanno collaborato le benemerite Coni  ANSMeS Toscana, Panathlon Firenze Medicea, UNVS Veterani dello Sport sezione delle Signe, la FAP ed i Circoli Acli Mutuo Servizio di Firenze.

Gabriele Parenti

Pubblicato in : Cultura ed eventi

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

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