In quella serata pseudoautunnale, il 27 aprile all’Obi Hall, nonostante l’acqua a fiumicelli si sono mosse otre 600 persone, in gran parte fiorentini presumo, che normalmente sono piuttosto pigri, per salutare e applaudire una persona, notissima in città, che presentava il suo libro che parla d’amore. Una kermesse varia emozionante e divertente.
Nonostante la disillusione e la delusione per un avviso di garanzia che nel 2008 impedì allo Sceriffo di partecipare alle primarie a sindaco, si è presentato con questo libro in mano dal titolo Cioni ti ama. Che seguiva il Cioni ti odia. Il tempo lenisce i dolori si dice, ma ancor più in questo caso una bella assoluzione. Che ha potuto, finalmente farlo procedere a testa alta dopo 8 anni di angoscia, sotto l’accusa infamante di corruzione. Assolto perchè il fatto non sussiste, in Cassazione. Ora ricomincio a vivere, ha scritto e gridato dovunque gli è stato possibile.
Ma un sassolino me lo voglio togliere anche io. Perchè il Cioni, in tempi lontani non l’ho proprio amato. Magari lo avrei infilzato. Quando, ad esempio, ebbe la malaugurata idea di chiudere il centro storico, 1988 o giù di lì, comunque in quegli anni, all’improvviso e troppo celermente mandando a gambe all’aria esercizi commerciali e mettendo in difficoltà tante attività che magari avevano investito sapendo di essere raggiungibili con qualsiasi mezzo.
Nulla contro la ZTL, per altro rivista e corretta negli anni, anzi nei decenni, ma un cambiamento repentino ha nociuto parecchio al commercio centrista. Perfino alle farmacie. Gli ambulatori, anche quelli aperti da poco, dovettero chiudere dato che medici e pazienti non riuscivano più a raggiungerli secondo le proprie abitudini, cioè in auto.
A nostro avviso, dunque la chiusura sarebbe dovuta avvenire più gradualmente in modo che le attività potessero man mano adeguarsi e la clientela adattarsi alla nuova realtà.
Ma è acqua passata e nel tempo abbiamo dovuto apprezzare tante azioni dello Sceriffo, come e soprattutto il suo amore per le regole, che ha fatto fra l’altro sparire dai semafori gli odiosi lavavetri. Azione che tutti ricordano, più di altre magari più importanti, avendolo subito in prima persona. Facendoci dimenticare addirittura le sue origini di comunista doc.
Ero consigliere di Quartiere, 1 centro storico, quando volle a tutti costi aprire il mercatino multietnico sul lungarno. E noi, dell’opposizione, a dire che non avrebbe affatto risolto il problema dell’abusivismo del centro storico. E così è stato.
Ma quando una persona si trova sotto attacco mediatico e giudiziario, il garantismo prevale, e improvvisamente ti rendi conto che potrebbe accadere a tutti coloro che si occupano della cosa pubblica o meno.
E allora l’umanità la fa da padrone e cominci a osservare la persona sotto quell’aspetto.
In fondo il Cioni aveva gestito e amministrato Firenze per un bel po’ di tempo e neanche troppo male. Con tutti gli assessorati di cui si è occupato.
Ma, quando gli sarebbe toccata quasi di diritto la Sala di Clemente settimo è stato bloccato, o guarda te, dalla magistratura che lo ha inchiodato per anni. Troppi. Come perfida e vergognosa consuetudine. ”
“Qualcuno voleva togliermi politicamente di mezzo?” Fu fuoco amico?
“Mi fu data la colpa, che non avevo, della devastante pubblicazione degli elenchi delle logge massoniche fiorentine, uno a settimana, sull’Unità.”
E ha sempre pensato che dietro l’avviso di garanzia del 2008 potesse esserci la longa manus della Libera Muratoria. E invece, racconta, era stato l’allora direttore del giornale, certo Walter, Veltroni per gli amici a esigere la pubblicazione degli elenchi. Elenchi che portarono non poche noie a coloro che rispondevano a quei nomi, specie nel lavoro e nelle professioni.
Ma l’Uomo ha subito già abbastanza. Passare 8 anni con la spada di Damocle sulla testa è immorale oltre che angosciante. Certo non è il solo, diranno i miei piccoli lettori, ma oggi qui si parla di lui.
E quando alcuni amici sussiegosamente mi dicono, ma come, tu, il Cioni.. rispondo che sono una liberale laica, dunque senza pregiudizi e preconcetti, e considero l’aspetto umano, le idee e non le ideologie, prima di qualsiasi etichetta.
Specie oggi che le etichette sono diventate davvero obsolete e caotiche. E dovremmo dimenticarle e parlarsi di più senza troppi rancori, cercando di comprendersi, raccogliere ciò che è sparso e accantonare ciò che è troppo “divisivo”. Termine orrendo ma esplicito. Per il bene di tutti. Arrivando alla beata “sintesi” di sapore vagamente bersaniano e piddino.
Carla Ceretelli

Non essendo io un addetto ai lavori, il mio giudizio è poco attendibile. Ma io vedo questo pezzo della bravissima Carla Ceretelli, come un raro esempio di giornalismo obbiettivo e libero. Lei liberale e Cioni comunista, e pure ha messo in luce meriti e demeriti di questo politico di lungo corso, senza esaltare colpe e minimizzare meriti. Lo ha bacchettato, ma lo ha anche difeso. Ha dato prova di un garantismo inossidabile, ma aihnoi inesistente nel giornalismo italiano e raro nella magistratura, dove la presunzione di innocenza sopravvive anche dopo la condanna definitiva se si tratta di amici, ma muore in culla, o direttamente per aborto, se si tratta di avversari politici, trattati da nemici e sepolti vivi di critiche al vetriolo e rovinati a vita e persino istigati al suicidio.
Questo pezzo della bravissima Carla Ceretelli dovrebbe far vergognare l’esercito dei pennivendoli ideologgizzati di destra e sinistra, che della obbiettività non conosce manco il vocabolo.
Troppo buono caro Franco.. è facile essere sinceri quando giornalisti non si è, e tanto meno pennivendoli. Comunque ti ringrazio perchè hai centrato perfettamente il mio pensiero. L’onestà intellettuale e morale è la virtù primaria…
Posso essere anche d’accordo, meno che per le liste…..c’erano persone a lui vicine che se ne vantavano, ora mandiamo tutto nel dimenticatoio, mi sta anche bene, pero ?????
nulla saccio nulla dico.. prendo per buono quel che ha narrato :)