E’ un operaio, un pizzaiolo, un muratore. Una persona “normale” che incontri ogni giorno, che saluti, con cui ci bevi un caffè al bar. Spesso i tuoi figli vanno a scuola con i suoi. Sono amici. Si direbbe una persona integrata. Eppure alcuni di loro vengono attratti dalla guerra santa. Si schierano con l’ Isis. Sognano un giorno di andare a vivere dove si è insediato il califfato. Molto attivi su internet si mettono a disposizione della jihad o come supporto logistico o come reclutatori di combattenti da inviare in Siria, Libia, Irak. Non possono ancora essere definite delle cellule dormienti pronte a compiere attentati od azioni terroriste come avvenuto in Belgio o in Francia, ma la loro radicalizzazione è sempre più profonda e potrebbero essere chiamati al martirio. Uno di questi abitava a Cassano d’ Adda a due passi da Milano ed era quello che teneva i contatti con i suoi connazionali. Purtroppo casi come questi si stanno moltiplicando e gli strumenti dell’ indottrinamento jihdaista sono sempre più avanzati. Un vero pericolo, che non va sottovalutato. Non vi è solo un problema di integrazione, ma quello invece di un continuo controllo affiancato ad un lavoro di intelligence. Il jihadaista della porta accanto è ormai una realtà.
Lo jihadista della porta accanto
Spesso i tuoi figli vanno a scuola con i suoi. Sono amici. Si direbbe una persona integrata. Eppure alcuni di loro vengono attratti dalla guerra santa. Si schierano con l’ Isis. Sognano un giorno di andare a vivere dove si è insediato il califfato.
Roberto Caputo

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