L’Europa ci guarda con sospetto, sempre più con modi espliciti, mentre noi ostentiamo passività per l’impunità della delinquenza organizzata che si mostra compiacente a se stessa.
Non voglio scomodare Sartori per affermare di nuovo quello che vado scrivendo dal Maggio 2014: ci vogliono elezioni politiche anticipate. O perlomeno ci vorrebbero se questo Paese fosse coraggioso, ricco di persone capaci. Per affrontare i gravi problemi del Paese, non è possibile proseguire con una pantomima del genere, di nominati politici e di non eletti nazionali e regionali che hanno accentuato il degrado dell’Italia. Esempi ce ne sono a bizzeffe anche negli ultimi anni: la figura da guano del Cile fatta in mondo visione durante la finale di coppa Italia Fiorentina Napoli con il presidente del consiglio inebetito e un inetto ministro degli interni che invece di prendere per un orecchio l’empio tifoso napoletano, ha permesso quello che ha permesso come tutti sapete. Oggi, per fare il paio, si lascia organizzare a un noto delinquente un funerale a Roma con tanto di musica e un elicottero che getta petali di rose su una folla piangente; naturalmente nessuno sa nulla. In più un presule si permette anche di esprimere opinioni e suggerimenti, lui che appartiene a un altro Stato. Che cosa mai potrà dire un norvegese dovendo valutare l’opportunità di una federazione di Stati uniti d’Europa? Tralasciando la politica estera, estranea da duemila anni all’Italia, osserviamo il panorama interno ed europeo di cui dovremmo far parte. L’Italia si trova un presidente della repubblica in sostanza, un signor nessuno, un carneade, mentre quello del Consiglio dei Ministri, un non eletto dal popolo che ad esempio, gioca alle tre carte con le pensioni escludendo dalla quattordicesima, centinaia di pensionati, i più poveri, per coprire gli arretrati di altri pensionati. Impone poi, una riforma al Senato di nominati, e non sa affrontare che con pannicelli caldi i molti problemi seri sul quale desco quotidianamente si trova, osservati e giudicati dal resto d’Europa che ci sopporta solamente per l’importanza strategica geografica. La sostanza è di un paese non solo corrotto e mal gestito ma limitato, semi democratici. Lo dimostra per fare un altro esempio, le elezioni regionali. Prendiamo quelle toscane. Meno del cinquanta per cento degli aventi diritto sono andati a votare, perché la metà non crede nella politica. Da questa truppa è stato eletto un presidente con poco più della metà dei voti, senza che un’opposizione o un’alternativa fosse riuscito a trovare un candidato decente degno di questo nome. Si elegge un presidente col 25% dei voti possibili come se, tra quelle che dovrebbero essere le parti concorrenti si fossero messe d’accordo preventivamente per eludere il principio fondante di una democrazia: la competizione elettorale. Competizione che dovrebbe essere di programmi politici alternativi, per i quali i cittadini tutti dovrebbero col loro voto liberamente scegliere. Nell’immobilismo profondo della coscienza di tutti nessuno più proferisce verbo di una ben che minima e precisa opposizione a nulla. Un tempo non era tanto diverso. Diverso era il metodo, ma il risultato non è cambiato. Prima si teneva al voto di scambio. Si poteva comprare o offrire posti di lavoro in cambio di voti attraverso le varie ideologie che più semplicemente toccavano masse d’italiani conquistandone la simpatia: un dare per ricevere funzionale ai tempi delle vacche grasse. Ora non c’è più bisogno, o almeno non nella misura di prima perché manca il lavoro; non è più funzionale se non come miraggio. Poi i media fanno il resto, perché questo popolo legge poco i libri, ma delle sciocchezze ne va ghiotto. L’Europa ci guarda con sospetto, sempre più con modi espliciti, mentre noi ostentiamo passività per l’impunità della delinquenza organizzata che si mostra compiacente a se stessa. In Europa si alzano i fili spinati, in Italia si convive con i flussi di migranti organizzati dalla malavita. Tutto questo non durerà. Non so fin quando, ma non durerà, anche se ci fossero condizioni di politica internazionale a puntellare l’Italia.

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