• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’Italia è alla canna del gas?

Il premier Draghi mantiene fermo il sostegno all’indipendenza dell’Ucraina, ma nello stesso tempo affronta la questione del gas sul duplice binario di una politica comune europea e del reperimento a livello nazionale di fornitori alternativi alla Russia. Di Sergio Casprini

di Sergio Casprini | 5 Settembre 2022

In agosto il prezzo del gas ha continuato a crescere in tutta Europa, soprattutto a causa della guerra in Ucraina. Quello che si teme di più, e che già sta avvenendo, sono le ripercussioni dei costi per il gas su quelli dell’elettricità. In Italia l’energia elettrica nei giorni scorsi ha toccato un massimo di 870 euro a megawattora, 200 in più rispetto alla settimana precedente. Le imprese hanno visto i costi delle bollette aumentare di più del doppio e di conseguenza molte sono costrette a lavorare a regime ridotto; e la Confindustria parla già del rischio di chiusura per ben 90.000 aziende. Ovviamente gli aumenti di gas, elettricità, benzina e di non pochi beni di consumo si ripercuotono pesantemente sui bilanci delle famiglie. Tutto questo potrebbe provocare gravi danni all’economia e al tenore di vita degli italiani.

Il premier Draghi mantiene fermo il sostegno all’indipendenza dell’Ucraina, ma nello stesso tempo affronta la questione del gas sul duplice binario di una politica comune europea e del reperimento a livello nazionale di fornitori alternativi alla Russia per l’approvvigionamento di gas. Tra le altre leve a cui dobbiamo ricorrere per fronteggiare questa crisi, ce ne sono due che chiamano più direttamente in causa il senso di responsabilità dei cittadini: i nuovi rigassificatori, che li riguardano come comunità locali; e il risparmio energetico, per cui tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo come singoli o come famiglie. Mentre la città di Ravenna ha accettato di ospitare uno dei due impianti di rigassificazione, sia pure dietro garanzie relative alla sicurezza e al possibile inquinamento, nell’altra sede, Piombino, la comunità locale guidata dal sindaco ha fortemente protestato secondo il modello Nimby (Not In My Back Yard), nonostante che il Ministro della Transizione ecologica abbia  assicurato che l’impatto sul porto non farà danni alle altre attività né all’ambiente. D’altro canto la scelta del luogo è vincolata ai punti di connessione alla rete nazionale del gas e i margini per valutare alternative non esistono. Si ripetono quindi i riflessi condizionati che hanno portato a   bloccare via referendum le trivellazioni nell’Adriatico, alla grottesca battaglia contro la Tap in Puglia e all’opposizione in corso contro il termovalorizzatore in una Roma sommersa dai rifiuti.

Coinvolge invece ciascuno di noi per i prossimi mesi invernali la strategia di contenimento dei consumi e il conseguente risparmio energetico che il governo sta mettendo a punto. Tra le misure attuabili: posticipare l’accensione dei termosifoni, anticipare lo spegnimento, abbassare di un grado la temperatura nelle abitazioni e negli uffici privati e pubblici, estendere a tutte le scuole la settimana corta. Il razionamento dopo gli anni del lockdown contro il Covid sarà pertanto un’altra importante esperienza comunitaria in un paese individualista come il nostro, in cui gli interessi nazionali dovranno necessariamente prevalere sugli interessi di cortile e di fazione politica o sociale. Molti opinionisti hanno definito l’esperienza del dimissionario governo Draghi come la stagione dei doveri. Quale che sia il governo che uscirà dalle urne il prossimo 25 settembre, si dovrà proseguire nella politica di responsabilità nazionale, se vogliamo ridurre i danni di questa grave emergenza economica e sociale, come d’altronde è già avvenuto in altri drammatici momenti nella storia d’Italia.

Sergio Casprini

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, battaglia, confindustria, costi, crisi, danni, draghi, emergenza, euro, europa, governo, italia, misure, opposizione, puglia, referendum, regime, rifiuti, roma, sostegno, tenore di vita

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti