“Ed io che pensavo di essere europeo… c’è scritto
anche sul passaporto”. Questa l’abbiamo sentita stamane al bar, accanto al
tavolino dove i clienti leggono il giornale dopo che uno di passaggio ha detto:
“Oh, Di Maio e la Meloni hanno chiesto la revoca della cittadinanza a Sandro
Gozi, ché, eletto al Parlamento europeo nella lista del presidente francese, è
anche diventato consigliere di quel governo per gli Affari europei”. Sì, sì, è
vero, temono che, essendo a suo tempo stato membro del governo italiano, sveli
i nostri segreti ai nemici francesi. “Dai, che dici…”. Si, è vero.
Ora, siccome questo bar è vicino all’Istituto
storico della Resistenza, diversi frequentatori son quelli che lavorano lì
dentro o che vanno e vengono da lì. E quindi, un signore con gli occhialini
tondi che sembrava un intellettuale di prima della metà del secolo scorso: “No.
Incredibile. E’ come fece il fascismo con Salvemini, Gaetano Salvemini: con un
regio decreto gli cancello la cittadinanza (1). Lo conoscete Salvemini, no? Quello
pugliese trapiantato a Firenze che poi finì per diventare americano e ad
insegnare ad Harvard. Suvvia, non c’è città o paesello in Italia che non abbia
una via o una piazza Salvemini…”. Ah, quello lì; sì, sì, s’è capito. Beh, c’è
un po’ di differenza co’ ‘sto Gozi, ma tant’è poveraccio anche lui.
“Poveraccio? Ma che la dice. Sarà contento. Tanto non gliela levano ‘sta
cittadinanza.. e poi, se anche lo facessero, e prenderà quella francese… che
sono Ue anche loro come noi, ed è uguale”. E’ vero, è
uguale. Ma allora a che serve? Il solito con gli
occhialini rotondi da intellettuale di metà del secolo scorso: “a nulla, a far
caciara. Poverina la Meloni, che non sa più che dire e fare per far capire di
essere fascista; fra un po’, siccome l’ergastolo non gli andrà più bene e la
pena di morte le sembrerà poco.. vedrai che proporrà la gassificazione stile
nazi”. Suvvia, non esagerare, e fa così per dire, per sembrare truce,
altrimenti come fa a parlare a quelli che crede che la possano votare… “Ma il
Di Maio? Sì, è quello che è, ma che gli è preso… ammesso che abbia capito ciò
che ha detto oppure è partito in automatico, dopo la Meloni &co, per non
lasciarle la scena. Boh, non ci capisco più nulla … e sai che: non me ne frega
‘na sega, che dicano quel che vogliono, tanto io il formaggio francese, che è
bono quanto quello nostro, me lo mangio lo stesso, e al supermercato costa come
il nostro… ah, già l’Ue, i dazi zero, l’euro… e così noi
portiamo da loro le mozzarelle di Caserta e il
pecorino di Siena e loro ci portano il camembert… e poi le finte Louis
Vuitton (che le originali mi ci vuole un mutuo) le compro lo stesso alla mi’
morosa….”.
E mentre l’omino con gli occhialini tondi
cominciava a raccontarci di Salvemini, e poi Calamandrei, e poi Ernesto Rossi,
e poi Altiero Spinelli… ché qualcuno fa anche finta di ascoltarlo.. nel bar
irrompe un babbo col ragazzino che avrà avuto dieci anni, ordina una spremuta e
un caffè, socchiude gli occhi per capire di che si blatera, capisce, fa
trangugiare al ragazzino l’aranciata, si ustiona labbra e palato per bere il
caffè, paga e va via dicendo al figliolo: andiamo via che qui son sinistri..
Il mondo è bello perché e vario. W la
democrazia.
1 – regio decreto 30 set. 1926, no 1753
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
L’irriverente, in un bar fiorentino, alle prese con le cittadinanze
“Oh, Di Maio e la Meloni hanno chiesto la revoca della cittadinanza a Sandro Gozi, ché, eletto al Parlamento europeo nella lista del presidente francese, è anche diventato consigliere di quel governo per gli Affari europei”.

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