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L’irriverente fiorentino. L’esperienza psichedelica del rimborso covid/Ataf

di Vincenzo Donvito | 4 Ottobre 2020

Avete un abbonamento Ataf e dovete chiedere un rimborso per il periodo coronavirus? Approvate le norme nazionali, la nostra Ataf ha messo subito a disposizione una modulistica da compilare online e chiedere, a seconda dei propri desideri, un voucher di rimborso oppure un prolungamento dell’abbonamento in corso.
A noi è accaduto di doverlo fare per un abbonamento studenti di un anno. E dobbiamo ringraziare l’azienda fiorentina dei trasporti pubblici per averci concesso questa esperienza.

Il modulo da compilare e la documentazione richiesta sono un fiore all’occhiello della degenerazione burocratica.
Inseriti i nostri dati anagrafici per chiedere il prolungamento dell’abbonamento per la figliola studentessa minorenne, comincia l’avventura.
Uno pensa: metto il numero della tessera ed è fatta, tanto i dati per la concessione della tessera Unica a suo tempo ce li hanno e li hanno valutati buoni, altrimenti, col cavolo che mi avrebbero dato lo sconto studenti.

Eh… Uno, dove vivi?

Ti richiedono la scuola della figliola, l’indirizzo della stessa, i dati anagrafici della figliola e così via. Ma i dati che dovrebbero risultare in archivio digitando il numero della tessera…. Se li saranno persi. Oppure, come talvolta ti dicono quando chiedi informazioni o stai facendo una pratica: “abbiamo il sistema fermo”. Se è così, qui sembra proprio che sia fermo di default.
E non basta.
Poi occorre scannerizzare e inviare il fronte retro della tessera. Ma non basta il numero? E poi, sul fronte non c’è nulla, è uguale per ogni tipo di tessera… no, scannerizzare fronte/retro.
E, ovviamente scanner anche per il tuo documento di identità… ma se ho la tessera?

Infine ci sono due perline che sono altrettante chicche.
– Ti chiedono di indicare il periodo in cui non hai potuto utilizzare l’abbonamento perché la scuola era chiusa per covid… te lo chiedono, ma quando cerchi di mettere le tue date, ti viene comunque in automatico il periodo 5 marzo / 10 giugno… e la mia figliola che va ad una scuola privata dove le lezioni sono state fino al 30 giugno… cos’è, una studentessa di serie B? Bah.
– Ti chiedono di indicare il periodo di prolungamento dell’abbonamento in corso. Quello della mia figliola scade il 30 settembre, ma non c’è stato verso di far applicare il prolungamento a partire dal 1 ottobre… minimo dal 1 novembre. Mistero… che ho compreso solo quando, ringraziandomi per aver fatto la domanda, mi dicono che entro 30 giorni mi faranno sapere se accettano la mia domanda. Trenta giorni? Che fanno, mandano un omino a vedere se la scuola della figliola è vera e se è vero che la ragazza frequenta quel liceo? Ma se le hanno dato l’abbonamento studenti, la ragazza sarà studentessa e la scuola esisterà… o no? Così ho capito anche l’arcano del fatto che il prolungamento dell’abbonamento, per essere applicato, aveva bisogno di un mese di tempo… hanno bisogno di questo tempo per le verifiche.

Ora la figliola passerà il mese si ottobre con biglietti singoli in attesa del pronunciamento del tribunale dell’Ataf sulla bontà della richiesta.

Io babbo, invece, ringrazio per questa avventura psichedelica che, come tutti i “viaggi” di questo tipo, mi ha dilatato le pupille ed aperto la visione ad un mondo che è dentro di noi (cittadini), come la bestia.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, disposizione, fiorentina, mondo, scuola, studenti, trasporti

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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