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L'”interventista” anti “liberista”….

Nonostante le caricature che dominano i social  media  Draghi non ha mai amato il liberismo  e’un  “interventista”, né è un banchiere, all’ opposto in gran parte della sua attività ha svolto il ruolo di  controllore e “poliziotto” del comportamento delle banche.

di Marco Mayer | 9 Giugno 2023

Mario Draghi è stato premiato dal MIT perchè nella sua lunga carriera e’ riuscito  a mettere in pratica con efficacia  le teorie economiche di impronta neo kenesiana. 

Nonostante le caricature che dominano i social  media  Draghi non ha mai amato il liberismo  e’un  “interventista”, né è un banchiere, all’ opposto in gran parte della sua attività ha svolto il ruolo di  controllore e “poliziotto” del comportamento delle banche.

Vella visione di Draghi il ruolo delle istituzioni pubbliche e’ essenziale  per il buon funzionamento dell’ economia di mercato; in particolare servono una politica monetaria prudente, ma pragmatica e  pertanto molto attenta a  non penalizzare  la crescita. Un altro elemento costante del pensiero economico di Draghi è la ricerca delle modalità più efficaci per  regolamentare  il sistema creditizio.

Nelle motivazioni del premio del MIT  si citano le  due operazioni piu’ rilevanti compiute da Draghi, decisoni che entreranno nei testi  di storia dell’ economia. 

La prima – quando era Presidente della BCE – e’ simboleggiata dalla notissima formula: ” what aver it takes”, con  la conseguente messa in sicurezza dell’ Euro. 

https://www.wired.it/article/draghi-whatever-it-takes-bce-euro-10-anni/

La seconda — meno nota al grande pubblico – è riferita  alla grande crisi crisi finanziaria del 2008. L’ anno successivo come presidente del FSB (Financial Stability Board) ruusci ad imporre  impose vincoli stringenti alle banche di “rilevanza sistemica globale”  al fine di  prevenire la trasmissione di contagi finanziari come era avvenuto in seguito al  fallimento di Lehman Brothers.

Per inciso ritengo che il concetto (creato  da Draghi)  di istituzioni di rilevanza sistemica globale dovrebbe essere esteso anche ad altri segmenti dell’ economia e della politica internazionale (energia, ambiente, ecc.)

Mi piacerebbe che tutti I leader politici italiani leggessero il discorso pronunciato da Draghi mercoledì e per la cortesia del professor Gianfranco Polillo che pubblichiamo oggi qui a fianco a questo articolo in “Apertura” di PensaLibero.it.

Il discorso di Draghi al MIT non è il vangelo, alcuni punti sono discutibili e talora contraddittori; tuttavia nell’ insieme costituiscono una utilissima piattaforma per avviare una discussione politica. Esso contiene, infatti, i principali temi strategici su cui i partiti politici dovrebbero prendere posizione in vista delle elezioni europee che si terranno esattamente tra un anno , il 9 giugno 2024

Ecco due esempi emblematici. Draghi ricorda che la Cina – nonostante le grandi  aspettative – non è diventata una economia di mercato. Se così è perché l’ Italia dovrebbe legittimare la chiusura politica di  Pechino rinnovando per i prossimi 5 anni il memorandum per la Via della Seta voluto a tutti i costi da Giuseppe Conte? 

Il secondo esempio è il seguente. Draghi ritiene indispensabile oltre che respingere ‘ l’ invasione di Putin l’ ingresso dell’ Ucraina nella NATO e contemporaneamente insiste perché la UE adotti finalmente una politica di difesa comune. La domanda è: se l’ Europa si organizza davvero sul piano miltare non basta che l’ Ucraina entri nella UE perché serve che l’ Ucraina entri anche nella NATO ?  

Potrei continuare, ma l’  auspicio è che nella  lunga campagna elettorale appena iniziata Ia politica italiana affronti di petto i temi posti da Draghi e non metta la testa sotto la sabbia.  

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, banche, bce, campagna elettorale, cina, costi, crisi, crisi finanziaria, discorso, draghi, elezioni, euro, europa, fallimento, finanziaria, grande crisi, italia, lehman, lehman brothers, mario draghi, mercato, nato, partiti politici, politica italiana, politica monetaria

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    9 Giugno 2023 alle 13:14

    Pensieri Liberi:
    1. Draghi è un ragionevole “enigma” della storia mondiale contemporanea. Può sembrare una contraddizione ma non lo è; il suo modello di pensiero consegue dai giovanili studi gesuitici, notevolmente bravi a mandare ad effetto enunciati anche non dimostrabili.
    2. L’affermazione: “che la Cina … non è diventata una economia di mercato”, è contraddetta dalle evidenze in progress ed è stata formulata, Consolatrix Afflictorum, per lo smemorato occidente, il quale continua a dimenticare che in Cina/India/… ormai si agisce secondo le nostre regole (apprese facilmente per imitazione) continuando a pensare diversamente.
    3. La Via della seta” è stata inventata (da “invenio”) dai Romani di Roma, ormai del tutto scomparsi, che di “pragmatismo” hanno vissuto, finché hanno potuto, facendo veramente tutto ciò che era possibile …

    Rispondi

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