
Mario Draghi è stato premiato dal MIT perchè nella sua lunga carriera e’ riuscito a mettere in pratica con efficacia le teorie economiche di impronta neo kenesiana.
Nonostante le caricature che dominano i social media Draghi non ha mai amato il liberismo e’un “interventista”, né è un banchiere, all’ opposto in gran parte della sua attività ha svolto il ruolo di controllore e “poliziotto” del comportamento delle banche.
Vella visione di Draghi il ruolo delle istituzioni pubbliche e’ essenziale per il buon funzionamento dell’ economia di mercato; in particolare servono una politica monetaria prudente, ma pragmatica e pertanto molto attenta a non penalizzare la crescita. Un altro elemento costante del pensiero economico di Draghi è la ricerca delle modalità più efficaci per regolamentare il sistema creditizio.
Nelle motivazioni del premio del MIT si citano le due operazioni piu’ rilevanti compiute da Draghi, decisoni che entreranno nei testi di storia dell’ economia.
La prima – quando era Presidente della BCE – e’ simboleggiata dalla notissima formula: ” what aver it takes”, con la conseguente messa in sicurezza dell’ Euro.
La seconda — meno nota al grande pubblico – è riferita alla grande crisi crisi finanziaria del 2008. L’ anno successivo come presidente del FSB (Financial Stability Board) ruusci ad imporre impose vincoli stringenti alle banche di “rilevanza sistemica globale” al fine di prevenire la trasmissione di contagi finanziari come era avvenuto in seguito al fallimento di Lehman Brothers.
Per inciso ritengo che il concetto (creato da Draghi) di istituzioni di rilevanza sistemica globale dovrebbe essere esteso anche ad altri segmenti dell’ economia e della politica internazionale (energia, ambiente, ecc.)
Mi piacerebbe che tutti I leader politici italiani leggessero il discorso pronunciato da Draghi mercoledì e per la cortesia del professor Gianfranco Polillo che pubblichiamo oggi qui a fianco a questo articolo in “Apertura” di PensaLibero.it.
Il discorso di Draghi al MIT non è il vangelo, alcuni punti sono discutibili e talora contraddittori; tuttavia nell’ insieme costituiscono una utilissima piattaforma per avviare una discussione politica. Esso contiene, infatti, i principali temi strategici su cui i partiti politici dovrebbero prendere posizione in vista delle elezioni europee che si terranno esattamente tra un anno , il 9 giugno 2024
Ecco due esempi emblematici. Draghi ricorda che la Cina – nonostante le grandi aspettative – non è diventata una economia di mercato. Se così è perché l’ Italia dovrebbe legittimare la chiusura politica di Pechino rinnovando per i prossimi 5 anni il memorandum per la Via della Seta voluto a tutti i costi da Giuseppe Conte?
Il secondo esempio è il seguente. Draghi ritiene indispensabile oltre che respingere ‘ l’ invasione di Putin l’ ingresso dell’ Ucraina nella NATO e contemporaneamente insiste perché la UE adotti finalmente una politica di difesa comune. La domanda è: se l’ Europa si organizza davvero sul piano miltare non basta che l’ Ucraina entri nella UE perché serve che l’ Ucraina entri anche nella NATO ?
Potrei continuare, ma l’ auspicio è che nella lunga campagna elettorale appena iniziata Ia politica italiana affronti di petto i temi posti da Draghi e non metta la testa sotto la sabbia.
Marco Mayer

Pensieri Liberi:
1. Draghi è un ragionevole “enigma” della storia mondiale contemporanea. Può sembrare una contraddizione ma non lo è; il suo modello di pensiero consegue dai giovanili studi gesuitici, notevolmente bravi a mandare ad effetto enunciati anche non dimostrabili.
2. L’affermazione: “che la Cina … non è diventata una economia di mercato”, è contraddetta dalle evidenze in progress ed è stata formulata, Consolatrix Afflictorum, per lo smemorato occidente, il quale continua a dimenticare che in Cina/India/… ormai si agisce secondo le nostre regole (apprese facilmente per imitazione) continuando a pensare diversamente.
3. La Via della seta” è stata inventata (da “invenio”) dai Romani di Roma, ormai del tutto scomparsi, che di “pragmatismo” hanno vissuto, finché hanno potuto, facendo veramente tutto ciò che era possibile …