Si è svolto a Milano il convegno “Prospettive per il settore sociosanitario: dal presente al futuro, l’evoluzione della cura agli anziani”, organizzato da SDA Bocconi School of Management con il supporto di Essity.
Nel corso del convegno sono stati presentati i dati sui bisogni di long term care sull’offerta pubblica e sulle risorse pubbliche, è stato analizzato il mercato dei servizi nelle sue componenti : spesa privata, ruolo delle famiglie e caratteristiche dei gestori; si è misurata la diffusione delle le tecnologie che cambiano i servizi per gli anziani: .
Sono più di 2,8 milioni gli ultrasessantacinquenni con limitazioni funzionali in Italia ma solo poco più della metà ovvero 1,4 milioni ricevono, in forme e con modalità diverse, assistenza dai servizi pubblici:
- poco più di 900.000 sono destinatari di interventi dai servizi sociosanitari che includono Centri diurni, Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e Strutture residenziali (in queste sono ricoverati circa 270.000 anziani);
- oltre 500.000 dal servizio sociale che comprende Strutture comunitarie e simili(es. centri estivi) e misure per l’alloggio, Centri di aggregazione e altro semiresidenziale, Assistenza domiciliare socio-assistenziale (SAD): di questi solo 000 beneficiano di servizi residenziali.
La stima della capacità produttiva complessiva della rete di offerta nazionale rivolta agli anziani non autosufficienti comprende esclusivamente le dotazioni di posti disponibili in strutture residenziali e semiresidenziali i dati disponibili indicano che è maggiormente orientata alla fornitura di servizi di tipo sociosanitario rispetto a servizi di tipo sociale: la dotazione complessiva di posti indirizzati agli anziani non autosufficienti nel 2015 è pari a 301.693 unità, dei quali quasi 285.000 (94,4%) si trovano all’interno di strutture che offrono, in unione a servizi di tipo sociale, anche un’assistenza di tipo sanitario e meno di 17.000 (5,6%) in strutture che offrono esclusivamente servizi di tipo sociale.
Per prestare assistenza sono impegnati oltre 8 milioni di caregiver familiari (un quinto dei quali è costituito da anziani) ai quali si affiancano quasi un milione di badanti tra regolari e non.
Sulla base di precedenti ricerche a fronte di più di 390.000 badanti regolari sono impegnate oltre 590.000 irregolari, concentrate prevalentemente nelle regioni del centro nord.: il maggior numero di badanti trova impiego in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, dove si ha la massima intensità di badanti ogni 100 anziani ultrasettantacinquenni, al 20,7 (In Italia 14,2).
Stima del numero di badanti regolari e irregolari, anno 2017
| regolari | irregolari | totali | per mille 75+ | |
| Piemonte | 33.194 | 49.791 | 82.985 | 14,3 |
| Lombardia | 59.305 | 88.958 | 148.263 | 13,0 |
| Veneto | 33.814 | 50.721 | 84.535 | 15,2 |
| Emilia R. | 44.277 | 66.416 | 110.693 | 19,6 |
| Toscana | 41.211 | 61.817 | 103.028 | 20,7 |
| Lazio | 35.163 | 52.745 | 87.908 | 13,9 |
| Puglia | 11.352 | 17.028 | 28.380 | 6,7 |
| ITALIA | 393.478 | 590.217 | 983.695 | 14,2 |
Sono 270.000 i posti letto in strutture sociosanitarie in Italia suddivisi tra 4.000 strutture, con un dimensione media di 67 posti per struttura, gestiti da 1.900 aziende pgnuna delle quali gestisce in media 2 strutture
Alcuni dati sulle strutture :
- Il 10,3% delle strutture è di dimensione inferiore ai 20 posti letto (PL); Il 33,1% di dimensione tra i 21 e 50 PL; Il 38,9% tra 52 e 100 PL; l 17,7% oltre i 100 PL.
Per quanto riguarda la natura giuridica si rileva che il 14% delle strutture sono direttamente gestite dai Comuni, anche attraverso associazioni e consorzi loro afferenti, dalle Aziende Sanitarie o, ancora, da Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP).il 6,5% delle strutture sono ex Ipab in fase di trasformazione, prevalentemente collocate in Regione Veneto, il 70% delle strutture sono gestite da soggetti privati, di cui il 38,2% è rappresentata da strutture a carattere di mercato – SRL, SPA, SNC, SAS, , il 23,5% assume l’etichetta di ONLUS; il 15% sono cooperative sociali e enti di carattere religioso; il 6% circa sono fondazioni, di norma con soci fondatori pubblici.
Due profili caratterizzano il settore:
- I piccoli gestori che corrispondono molto spesso a enti costituiti e gestiti con riferimento ad una singola struttura (residenziale per anziani), spesso una fondazione, un ente pubblico o una cooperativa, nati su istanza del territorio e della comunità di riferimento per garantire il funzionamento della struttura per anziani di riferimento per la zona servitasenza l’ambizione o la necessità di interagire con altri setting assistenziali.
- I gruppi di aziende che si caratterizzano per l’obiettivo di offrire una rete di servizi includendo diverse strutture residenziali (ma non solo) e gestendo una offerta variegata in uno o più territori ampliando anche al comparto sanitario con servizi di riabilitazione o case di cura per completare la filiera: al suo interno vi sono sia enti e aziende pubbliche che aziende private profit e no profit la cui mission si caratterizza per essere orientata ad una presenza diffusa nei territori dove operano, e nei diversi nodi della filiera assistenziale: il fatturato può variare in modo molto ampio, da 15 ai 300 milioni di euro
- Un gruppo intermedio che presenta caratteristiche ibride per origine, composizione della loro attività e dimensione.
Un’altra divisione corre tra le due diverse anime dei gestori privati, profit e non profit: tra i primi prevale la presenza di grandi gruppi (in espansione) spesso strettamente connessi al settore sanitario o di altri settori industriali e finanziari, tra i secondi prevalgono istituzioni di matrice cattolica e legati a ordini religiosi o al mondo cooperativo con livelli molto eterogenei di diffusione di funzioni e competenze manageriali e diverse strategie di sostenibilità.
Un analisi condotta sui 18 maggiori player, per fatturato e rilevanza sul territorio nazionale mostra una tendenza chiara
“i soggetti più rilevanti del settore stanno organizzando la loro offerta per offrire servizi diversificati e in connessione tra loro cercando di proporre filiere di presa in carico alle famiglie e agli utenti e di accompagnare l’evoluzione dei bisogni offrendo la possibilità di diversi setting assistenziali. A complemento di questi, diversi provider si stanno attrezzando anche rispetto ad una gamma più ampia di bisogni delle famiglie includendo il tema dell’accompagnamento e del supporto psicologico. Questo segnala uno spostamento del settore verso servizi fino ad oggi considerati ancillari o di complemento, che invece iniziano ad assumere una connotazione e forma propria.
| FILIERA | N. |
| residenziale (sociosan. + soc | 9 |
| domiciliare + residenziale + diurno | 15 |
| di cura (res.+ diurno+dom. + riab.) | 8 |
| per la famiglia (sportelli e counselling) | 9 |
In tema di riorganizzazione dell’offerta attraverso operazioni di acquisizione e cessione di singole strutture per anziani 10 aziende su 18 sono state parte attiva di acquisizioni (o nuove aperture) per un totale di 57 strutture mentre meno frequenti le situazioni in cui i grandi players hanno ceduto o chiuso strutture (6 players per 18 strutture): “questo è accaduto principalmente nel nord Italia e in centro, quando le strutture registrano una redditività insufficiente e una impossibilità di ridisegno strategico a causa di quelli che appaiono al grande gruppo come insuperabili vincoli esterni o interni”
| Apertura/acquisizioni di nuove strutture per anziani 2017 | Chiusura/cessione di nuove strutture per anziani 2017 | |
| Players coinvolti su 18 | 10 | 6 |
| totale operazioni | 57 | 18 |
| Nord Est | 5 | 2 |
| Nord Ovest | 7 | 5 |
| Centro | 5 | 2 |
| Sud | 1 | 0 |
| Isole | 0 | 0 |
Luciano Pallini

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