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L’indovinello di Socrate

di Giorgio Pizzol | 9 Dicembre 2021

Un giorno, Socrate, mentre stava discutendo nella piazza di Atene, pronunciò la frase che lo rese giustamente famoso: “So una cosa sola: che non so nulla”.

Tutti i presenti esprimevano apprezzamento per la sua saggezza e cercavano di trarne insegnamenti: è bene essere consapevoli che è difficile poter dire di sapere veramente qualcosa; non bisogna pensare che possedere tante nozioni significhi conoscere la verità; presumere di sapere è stolto; e via dicendo.

Ma un malizioso sofista, un certo K. si fece avanti con tono di sfida: “Il tuo discorso, Socrate, non sta in piedi. Come puoi dire che non sai nulla dopo aver detto che sai una cosa sola? O non sai nulla e allora non sai proprio nulla di nulla, oppure sai una cosa sola e allora non puoi più dire di non sapere nulla”.

La cordiale antipatia reciproca fra Socrate e i sofisti era nota ai presenti e tutti si aspettavano da parte del filosofo una risposta per le rime.

Ma il buon Socrate invece rispose umilmente: “Ti ringrazio, mio caro amico, perché mi hai posto un problema che io non so risolvere. Tu dici bene, io sono caduto in contraddizione e, quel che è peggio, non so come uscirne. Se vi è qualcosa su cui non posso non essere d’accordo con te è proprio questa: chi è in contraddizione è certamente in errore. Ma ora permettimi di farti una domanda. Pensi tu che su questa stessa cosa qualcuno possa non essere d’accordo con noi due?”

“Certo che no – rispose K. – su questa cosa tutti devono essere d’accordo”

“Proprio tutti?” insisté Socrate.

“Tutti, certamente, in ogni luogo e in ogni tempo” disse K.

Socrate: “Ma se qualcuno dicesse che si può essere nel giusto anche contraddicendosi?”

“Sarebbe evidente che quello non ci sta con la testa”

“Ti confermo che sono d’accordo – disse Socrate -. Ora però vorrei chiedere a te che sei esperto di molte materie: dove, come e quando pensi tu che tutti imparino questa cosa di cui parliamo?”

K: “Per Giove, Socrate, non vedi tu che perfino i bambini che non hanno ancora imparato a parlare la sanno?”

Socrate: “Bene. Se questa cosa la sappiamo tutti anche senza doverla imparare, mi viene da pensare che la sappiamo anche se non sappiamo di saperla. Lo dimostra il fatto che io stesso ho scoperto solo adesso, dopo aver parlato con te, che la sapevo, ma in ogni caso l’avrei saputa anche senza sapere di saperla. E come me tutti. Ti pare giusta questa opinione?”

K. “Lo è senza dubbio”.

Socrate: “Ma allora, mio buon K., questa cosa che sappiamo sempre tutti, anche se non sappiamo di saperla, la dobbiamo pensare come una cosa che sappiamo o come una cosa che non sappiamo?”

Il sofista capì che il bonario Socrate era più astuto di quanto non sembrasse e che lo aveva messo con le spalle al muro. Se avesse risposto infatti sarebbe stato costretto a dire che quella cosa “si sa e non si sa nello stesso tempo”, e perciò sarebbe stato costretto a contraddirsi. Tentò quindi di salvarsi così: “Socrate -disse- tu sei bravo a fare domande, ma la tua è una posizione troppo comoda. Perché non rispondi tu stesso a questa tua domanda”?

E, girati i tacchi, se ne andò scornato, non senza aver udito l’ultima battuta di Socrate: “Io faccio solo domande perché so di non sapere nulla”.

Consegna del gioco: Evidenziare “gli errori” contenuti sia nel discorso di Socrate sia nel discorso di K.

L’ autore del brano sopra riportato è convinto che qualsiasi persona è in grado di trovare valide risposte all’indovinello. N.B. Qualsiasi persona, qualunque sia la sua visione del mondo, la sua preparazione culturale la sua condizione personale o sociale, pensando da sola,  utilizzando esclusivamente le sue risorse intellettive.

Giorgio Pizzol

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: discorso, mondo

Info Giorgio Pizzol

Già Senatore nella X legislatura (1987-1992), Giorgio Pizzol, è stato insegnante di lettere, avvocato, giudice di pace. Consigliere comunale dal 1970 poi Sindaco di Vittorio Veneto (1975-1982).
Giornalista pubblicista dal 1995, ha collaborato con “la Tribuna di Treviso” e “la Nuova Ferrara”.

Ha pubblicato tre saggi sul problema della conoscenza, “Uno e molteplice” -1990-; “Pensiero del limite e limite del pensiero” -1998- “il Pensiero Riflessivo – 2023- e due raccolte di liriche, “Le stagioni del presente” 1991 e “Versi sciolti” 2023

Ha fondato la rivista “Dia Logo”, Sulla comunicazione per comunicare -1992-

Partecipa a tutte le iniziative impegnate nella difesa della Costituzione Italiana.

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