
1979, maggio, viene trovato morto un celebre cantautore ucraino, ucciso dal kgb.
Una folla immensa sfida il regime e accompagna la salma del bardo. Ivasiuk raggiunge negli anni sessanta la celebrità nell’Unione Sovietica con le sue canzoni e poesie d’amore. La Tv, trasmette l’equivalente della nostra ” Canzonissima”, o del “Festival di Sanremo”. Quando da noi emergono Gino Paoli, De André, Ivasiuk, fa cantare tutto il popolo, allora sovietico, di qualcosa per lo più sconosciuto al tempo del regime, che prediligeva le canzoni di tipo patriottico.
Come il bellissimo Inno ucraino, questa canzone romantica tra le tante canzoni di Ivasiuk, ” Cervona ruta” è la canzone che tutti gli ucraini sanno a memoria e anima profondi sentimenti. Il successo la fa diventare immediatamente famosa dagli Urali a Leningrado, da Vladivostok alla Crimea. La canzone che narra di un fiore unico e misterioso dei boschi.
La canzone, sfida il regime. È scritta in ucraino e diventa un successo popolare, quando ai tempi nostri c’erano Morandi e Massimo Ranieri. È il 1970.
“Non cercare di sera la Cervona ruta perché tu sei la più bella e misteriosa di ogni fiore.
Cervona ruta è il fiore dell’Amore e della Speranza, ma siccome io ti amo, tu sei il più amabile di tutti i fiori. La Ruta rossa non cercare di sera, tu sei il mio unico amore, credimi unica sei. “
Vladimyr Ivasyuk fu ucciso dal kgb in circostanze e modi raccapriccianti perché cantava in ucraino, nel maggio 1979. Venne ritrovato in un bosco, impiccato, con le dita delle mani rotte, emaciato dalle violenze subite.
Il feretro fu seguito da migliaia di persone fino al cimitero di Lichakiv dove posero un fiore ciascuno sulla sua tomba. Dal profondo silenzio di quella processione di uomini e donne di tutte le età, si alza il canto di un’altra sua celebre canzone:
Vodo gray.
” Scorre l’acqua
Scorre l’acqua
Solo non so dove
Fra montagne lì nel mondo
Scorre e non torna più
Ci vediamo lì lontano dove c’è tale cascata
E chiediamo di cuore di suonare per noi
Col suono emanato dal rumore della cascata
Acqua suona! Suona per noi!
E non fermare mai la tua danza
Per questa canzone così bella, cascata cara,
Chiedimi tutto quello che vuoi :
La Primavera ti darà le corde per suonare
L’autunno la sonorità
Noi suoneremo sulle corde tue
Che porteranno gioia nei nostri cuori
(lei)
Guarda l’acqua scintillante che sgorga sulle pietre!
Con queste gocce d’acqua così amabili,
Fammi una collana.
(lui)
L’acqua scende dalle montagne
Io raccolgo tutta questa spuma e ti preparo
Una collana d’acqua
L’acqua giocherà con noi… E
E così potremmo sorridere…
Meglio però radunare tutte le sorgenti
E fare uno zimbaly( strumento a corde ucraino dei Carpazi)
E per te amore grande, io lo farò suonare.”.
Enrico Martelloni

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