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L’INCREDIBILE ALFANO

Pur essendoci ormai assuefatti al peggio, non credevamo di dover ancora assistere, in un paese che si dice democratico ed in un partito che si ritiene il baluardo della libertà, ad una elezione per acclamazione, una contraddizione in termini che pensavamo morta con Breznev. Di Chiara Boriosi

di Chiara Boriosi | 4 Luglio 2011

L’immagine del discorso di Alfano di fronte alla platea del Congresso Nazionale del Pdl si sarebbe prestata perfettamente a quella di una tradizionale rubrica della Settimana Enigmistica, Caccia all’errore, tanto era evidente la discrasia fra le parole del nuovo Segretario del partito e le facce che lo circondavano. Diciamolo, l’effetto era davvero surreale, sebbene al tempo stesso fedelmente coerente alla rappresentazione in corso, una riedizione a colori del Politburo di buona memoria, aggiornata ma non più di tanto alle regole vigenti della politica-spettacolo: in sintesi, l’ennesimo sbuffo di fumo soffiato negli occhi degli ultimi creduloni.
Pur essendoci ormai assuefatti al peggio, non credevamo di dover ancora assistere, in un paese che si dice democratico ed in un partito che si ritiene il baluardo della libertà, ad una elezione per acclamazione, una contraddizione in termini che pensavamo morta con Breznev e che invece viene tenacemente riproposta da chi pure si e’ fatto in questi anni strenuo portavoce del verbo anticomunista fin quasi al ridicolo, e basterebbe già questa circostanza a screditare qualunque pretesa di credibilità per l’operazione Alfano.
Il Pdl, nato da un atto di puro cesarismo, si e’ convocato improvvisamente a Congresso – attività fin qui del tutto sconosciuta dalle parti del cosiddetto Popolo delle libertà – ed ha deliberato con un applauso l’elezione di un Segretario scelto dal leader in perfetta autocrazia, proseguendo dunque sulla strada sciagurata della assoluta mancanza di dialettica democratica che pure qualche amara lezione, nelle ultime tornate elettorali, dovrebbe averla recepita.
Invece sembrano tutti ciechi, sordi e muti, come se nulla fosse accaduto, come se le scelte sbagliate, le faide assassine, le retrive posizioni, ed una generale quanto drammatica incapacità di leggere il presente non avessero mai presentato il conto al Pdl dove sembra, almeno apparentemente, regnare una imperturbabile convinzione di poter procedere ancora a lungo sulla via della autoreferenzialita’ partitocratica garantita peraltro dalla legge elettorale e dalla parallela debolezza delle opposizioni.
In questo bel contesto oligarchico, le parole di Alfano sono sembrate un puro esercizio di stile svolto sul tema della destra moderna, un compitino pulito e senza colpi d’ala destinato ad esaurirsi nel momento stesso della sua enunciazione, che peraltro merita di essere sottolineata per la serietà con cui e’ stata svolta, perché crediamo non sia stato facile per il neo-segretario non scoppiare a ridere, ad esempio, parlando di ” selezione e merito” come criteri irrinunciabili nella scelta della nuova classe dirigente e delle prossime candidature di fronte ad una platea di cooptati, in cui spiccava Nicole Minetti, e di fronte a Verdini, padre della legge elettorale Toscana che ha aperto la strada a quella nazionale.
Ecco, il giochino della Caccia all’errore sta tutto qui, nella evidente anomalia di una classe politica non eletta ma nominata, barricata dietro alla propria rendita di posizione, blindata da leggi che impediscono ogni tentativo di cambiamento, seduta sulle proprie preziose poltrone ad ascoltare compitamente un volontario scelto dal Capo per fare l’elenco dei desiderata ad uso esclusivo dell’ennesima operazione di immagine.
Nessuno oggi, in Italia, dopo diciassette anni di bipolarismo fasullo che ci ha privato persino della sovranità popolare e ci ha ridotti a vivere sotto il tallone di una partitocrazia rigidissima ed illiberale, potrebbe mai credere neanche per un attimo al discorso di Alfano – non in quel contesto, non in quella ennesima manifestazione di potere assoluto, non in quei termini. Chi dei presenti al Congresso infatti sara’ disposto a farsi da parte in ossequio al presunto nuovo corso?! Gli strapotenti Coordinatori nazionali?! Gli eletti, anzi, tutti gli eletti per cooptazione?! Lo stesso leader anche solo per ragioni anagrafiche?!
Ad oggi, non si contano defezioni, ne’ siamo certi se ne vedranno in futuro, e crediamo che il nuovo Segretario avrà ben poca voce in capitolo sui destini del Pdl; non potrà fare altro che prestarsi al gioco per cui e’ stato scelto, essere l’uomo immagine del nulla e, da autentico siciliano quale e’, impersonare con garbo il ruolo dell’ultimo Gattopardo affinché come sempre nulla cambi mai davvero.

Chiara Boriosi

Pubblicato in : Primo piano

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Chiara

    7 Luglio 2011 alle 10:46

    Mi permetto di dissentire, le “lamentele’ nin sono inutili se sono motivate ma, soprattutto, se si e’ convinti che uno status Quo ante si possa e si debba modificare in meglio.

    Rispondi
  2. Trevigiano

    6 Luglio 2011 alle 14:45

    Paolo,
    credo di avere ragione, dovrebbe essere cantata da Celentano, trattasi solo di ulteriore indizio che questo Universo non è ancora stato del tutto revisionato, come le tozze carte d’Italia a Palazzo vecchio, poi devono aver lanciato qualche concorso extratemporale, vinto da qualche pittore Rinascimentale, e ne è uscito il profilo attuale dell’Italia: Leonardo o Raffaello, il vincitore?

    Rispondi
  3. Chiara

    5 Luglio 2011 alle 15:55

    Trevigiano, non per darti torto, ma a me pare che il punto 2 in Italia sia misconosciuto, non se ne va mai nessuno e, semmai, tornano tutti, purtroppo. Siamo il paese dei Rieccoli.

    Rispondi
  4. Trevigiano

    5 Luglio 2011 alle 09:04

    Cara Chiara,
    Purtroppo senza il punto due il punto uno muore!
    Se potessi aumentare il mio QI da una vita autolimitato, potrei dartene la dimostrazione matematica, ma questo ti obbligherebbe a darmi ragione e aborrisco imporre di darmi ragione, foss’anche usando la logica, tuttavia non a caso la Chiesa pone il matrimonio come Sacramento, perché la futura nascita impone di porre un’eccezione al punto due, per la migliore sopravvivenza del nascituro.
    Al di fuori dell’eccezione non può che valere la regola. Presto noi Veneti partiremo per le Stelle salutandovi per sempre forse con Amalfi, Genova e Pisa, è già scritto:
    tale dal corno che ‘n destro si stende
    a piè di quella croce corse un astro
    della costellazion che lí resplende;
    né si partí la gemma dal suo nastro,
    ma per la lista radïal trascorse,
    che parve foco dietro ad alabastro…

    Rispondi
  5. puccio cartoni

    5 Luglio 2011 alle 08:46

    Come sempre Chiara evidenzia la cosa più importante ,cioè la mancata libertà di scelta. Ma per Alfano non mi sembra tanto importante : si tratta di una gruppo limitato ,di cui i componenti decidono od accettano di organizzarsi in un certo modo ,fiduciosi (evidentemente ) di riuscire così a superare le difficoltà . Del resto in altri gruppi non avviene altrimenti :sinanche le “primarie” pecoreccie presentano qualche difettuccio.Diversa questione è quando si passa a parlare del popolo italiano ,che è stato depredato di un bene primario : la elezione. E questo è il problema di libertà .

    Rispondi
  6. Paolo Francia

    5 Luglio 2011 alle 00:46

    Prima pero’ Trevigiano deve ritornare a settembre per la musica pop!
    “La musica é finita, gli amici se ne vanno” é di Umberto Bindi e interpretata maggiormente da Ornella Vanoni.

    Rispondi
  7. nicola cariglia

    4 Luglio 2011 alle 23:22

    Caro Trevigiano,
    ti ringrazio per gli elogi a Pensalibero esportati oltre Manica.
    Conoscendoti come ben ti conosco non ho dubbi sul tuo rispetto per le opinioni altrui.
    Ma non ho resistito alla tentazione di sottolineare in maniera scherzosa, ma seriamente, il tuo punto 1 che è quello che ci unisce maggiormente ed al quale nessuno di noi rinuncerebbe.
    Ma perchè oltre ai commenti a piè di pagina
    non ci mandi anche qualche articolo?
    Ciao, a presto.

    Rispondi
  8. Chiara

    4 Luglio 2011 alle 20:01

    Caro amico, il punto 1 e’ quello che ci ispira sin dal nostro nome. Esercitiamo il diritto di critica e la libertà di pensiero, ognuno secondo le proprie legittime opinioni, ci mancherebbe. E se penso che il Pdl e’ irrecuperabile, il Pd agonizzante e la Lega ancorata agli anni ’50, lo scrivo rimettendomi come sempre al giudizio dei lettori ma non rinunciando a difendere le mie idee. Pare che si chiami democrazia….

    Rispondi
  9. Trevigiano

    4 Luglio 2011 alle 18:07

    Caro Nicola,
    Non dubitarne, questa è stata la mia risposta su The Independent alcuni giorni fa, a un articolo che proponeva Travaglio come giornalista alternativo al potere attuale:
    “There is a very good Italian newspaper it’s
    Pensalibero, where anybody can collaborate:
    ” http://www.pensalibero.it/defa… ”
    edited in Florence by Nicola Cariglia a Gentleman with a life in editing TV, the only Italian newspaper without censorship as readers
    comments are published in the newspaper directly without any previous control.
    Personally I don’t like Travaglio and I feel to be
    just a “Cocco di mamma” we call so, those beautiful boys that only
    say obvious but are gracious and always want to be at the center of attention. Ruby’s affair (an Italian
    Strauss-Kahn type scandal, but here lied the investigator) made Berlusconi to
    loose, not Travaglio or Santoro.
    In sostanza, sostengo che sia solo un fighetto e che il vostro giornale sia l’alternativa.
    Poi le mie opinioni personali fanno cascare il palco, come sempre del resto, ma non è questo che deve fare chi spalleggia sul palco del Mondo?

    Rispondi
  10. nicola cariglia

    4 Luglio 2011 alle 16:26

    Caro Trevigiano,
    naturalmente anche tu rispetterai il punto 1 e farai sì che possiamo (anche noi) dire la nostra.
    Che dispiace a molti…….

    Rispondi
  11. Trevigiano

    4 Luglio 2011 alle 15:02

    Cara Chiara,
    Continui come sempre con l’elmetto a difendere gli ultimi barlumi di civismo dal luridume del nostro paese.
    Se Berlusconi è tutto da discutere, il PDL è solo da compatire, come gli elettori che l’hanno votato.
    D’altra parte la sinistra è penosa e la Lega, voi non la sopportate proprio, ma dico, noi Italiani allora veniamo tutti da Marte o da Venere?
    Questo spiegherebbe perché l’Italia non va mai come vorrebbero gli Italiani e si concilierebbe perfettamente con la mia Cosmogonia.
    Perciò perché non vi turate il naso e cominciate a dire due cose:
    1) Anche se non la peso come voi, sarò sempre disposto a battermi, perché possiate esprimerlo liberamente.
    2) Anche se sto bene insieme con voi, sarò sempre pronto a battermi, perché possiate andarvene liberamente.
    In fondo la Lega vuole solo si affermi il diritto di passaporto anche per le comunità, oltre che per le persone, poi chi vuole deciderà di rimanere.
    Come canta Celentano: La musica è finita, gli amici se ne vanno.

    Rispondi

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