
L’ imperatore Biondone ama accendere fiammiferi ovunque.
Dalla Groenlandia al Venezuela, ovunque ci sia una risorsa che ritiene autonomamente di suo interesse, lui prima spara scuse puerili, necessità di sicurezza strategica verso presunti nemici, poi mostra i muscoli, accende il fuoco e avuto il malloppo, come un bambino con le caramelle, “oggi abbiamo guadagnato miliardi di dollari”, se la gode assieme ai suoi lacchè, tutti dotati di shoes extra size omaggio.
Piede piccolo uguale inutile scricciolo, piede grande volatile rapace, ha sentenziato il piromane piedone.
Ora assieme all’ amico, ricercato dalla corte di giustizia internazionale, ha acceso un cerino in un mare di petrolio, nessuno lo ha spento subito e le fiamme, sfuggite ad ogni controllo, rischiano ora di bruciare il suo stesso impero.
A parte un paio di oppositori, il più noto dell’ultimo dei socialisti, tanto di cappello, le performance dell’ imperatore Biondone non sono osteggiate.
Le prese di posizione in merito non sono mai comprensibili, mai un si, mai un no, ma nemmeno un ni. Supercazzole con grandi scarpe.
Nel nostro paese stiamo dando tradizionale continuità alle storiche non azioni del nostro avo Ponzio Pilato, governatore di un area medio orientale del fu impero romano.
Non è noto per essere stato un eroico cuor di leone, amava lavarsi le mani e chissà se usava il sapone.
Nessuno credo abbia idea di come finirà questo incendio, meno che mai l’imperatore, tutti sanno cosa vorrebbero sentire dire chiaro a questo burlone: noi non ci stiamo.
Come agire di conseguenza orami lo sa anche un palo: basta diritto di veto in Europa, fuori subito chi non ci sta ( che peso politico ed economico ha Orban a parte il peso proprio) e avanti dritti con l’unione sulla quale ci siamo appisolati per un ventennio e risvegliati all’ improvviso intuendo di non contare un c…..
Fiorenzo Da Ros

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