• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’identità italiana non è nata 8000 anni fa

L’editoriale del Professor Sergio Casprini, Direttore di RisorgimentoFirenze.it

di Sergio Casprini | 31 Agosto 2023

Nel libro Il mondo al contrario, pubblicato a sue spese dal generale Roberto Vannacci, si leggono affermazioni offensive nei confronti degli omosessuali e delle donne e in alcuni casi razziste, in particolare quando il militare, riferendosi alla pallavolista italiana Paola Egonu, scrive che, quando vede una persona con la pelle nera, non la identifica subito come italiana. 

Consapevolmente o no, Vannacci sembra rifarsi al suprematismo bianco, il movimento ideologico nato negli Stati Uniti, che vorrebbe imporre l’egemonia della “razza bianca”. 

Oltre a essere offensive, certe affermazioni sull’identità italiana sono anche gravi sul piano storico, specie per un plurilaureato dal prestigioso curriculum professionale nell’esercito: “L’italiano da 8000 anni è identificato con la pelle bianca.”. Un gigantesco strafalcione. Prima di tutto l’identità italiana in senso proprio è emersa lentamente nell’ultimo millennio (a dir molto), benché abbia, come tutte le identità nazionali, anche radici remote. Inoltre un popolo esiste quando si riconosce accomunato da una lingua, da una cultura e da una storia, al di là delle differenti etnie che lo costituiscono.

Senza risalire a 8000 anni fa, intorno al 2000 a.C., mentre le regioni della Mesopotamia e l’Egitto avevano raggiunto il loro massimo splendore e un altissimo livello di civiltà, la penisola italica era abitata da popoli che parlavano lingue diverse e vivevano in umili capanne all’interno di piccoli villaggi; non c’era un’organizzazione territoriale (città, stati), non si conosceva la scrittura e per vivere si praticavano esclusivamente l’agricoltura e la pastorizia.  

Solo molti secoli dopo ha cominciato a formarsi un ‘identità italiana, a partire dalla grande eredità romana che, per ragioni storiche e geografiche, ha avuto un peso maggiore rispetto agli altri popoli europei e mediterranei. A questa però va aggiunta l’influenza di alcune progredite culture precedenti sviluppatesi localmente e confluite poi in quella latina, in particolare la civiltà etrusca e quella della Magna Grecia. Dopo la disgregazione dell’Impero romano d’Occidente, gli italiani sono stati il risultato di mille incroci di popoli diversi dalle Alpi alla Sicilia: certo, gli italiani — come del resto quasi tutti i popoli d’Europa — sono dei sanguemisti, ma fino a prova contraria solo qui e non altrove, solo in questo spazio geografico le lingue e le culture di Normanni e Bizantini, Arabi ed Ebrei, Ostrogoti, Longobardi e Franchi, hanno avuto modo di mischiarsi e incrociarsi in una maniera così peculiare. 

Non si tratta allora di affermare una qualunque purezza di pelle e di etnia, come afferma Vannacci nel suo libro di fatto razzista, bensì di riconoscere la singolare complessità dell’identità italiana. Non si tratta di biologia, insomma, si tratta di storia. L’identità di un popolo è un fatto storico, il frutto di una storia.

Se però le “farneticazioni” del generale Vannacci, come ha detto il ministro della difesa Crosetto, che doverosamente lo ha destituito dal comando dell’Istituto Geografico Militare, non hanno colto la vera essenza della nostra identità nazionale, va pure detto che una sinistra ideologica rifiuta o forse teme l’esistenza di una forte identità italiana, paventando il ritorno a un’idea di nazione chiusa e guerresca e a un bieco nazionalismo come negli anni del fascismo, in nome di una società multietnica e multiculturale in un mondo edenico senza confini e  senza conflitti. Così però si dimenticano le migliaia di donne e uomini che, dal Risorgimento alla Resistenza, hanno affrontato la morte sui campi di battaglia, sulle forche e davanti ai plotoni di esecuzione gridando «Viva l’Italia».Come in altre occasioni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che rappresenta tutti gli italiani al di là del colore della loro pelle, ha saputo rispondere in maniera ferma e in nome dei valori costituzionali a chi alimenta queste contrapposizioni ideologiche di carattere etnico o classista e alla pretesa di resuscitare anacronistici nazionalismi.

Sergio Casprini

Pubblicato in : Primo pianoTag: agricoltura, anni, battaglia, fascismo, grecia, ministro della difesa, mondo, movimento, nato, nazione, presidente della repubblica, repubblica, risorgimento, sicilia, stati uniti

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Adalberto Scarlino

    7 Settembre 2023 alle 13:05

    Avendo letto solo alcuni brani del libro in questione, tuttavia mi permetto:
    Il Vannacci ha espresso , tra gli altri, una considerazione sulla atleta Egonu ( è itaiana , ma i suoi ratti non lo sono ). Un parere – non un’offesa , tanto meno di tipo razzista, sprematista, etc – pubblicato su un libro. L’opinione di un generale ( uno delle migliaia di generali dell’esecito di questa Repubblica ). Opinione della quale magari non si sentiva il bisogno, ma – appunto – un’opinione.
    Il ministro Crosetto, ministro della Difesa del governo Meloni, lo ha richiamato al “riserbo” e lo ha “rimosso” dall’incarico di direttore di un Istituto, quello Geografico Militare di Firenze, precisando poi che il Vannacci “potrà nelle sedi opportune esprimere le sue ragioni”.
    Quanto al Beato Mattarella, il RIELETTO capo della Repubblica, non starei – mi permetta, gentile Sergio – ad incensare un altro dei soliti discorsi, dell’ovvio e del buono, detti e ridetti, ripetuti e dispensati a reti, testate e…reverenze unificate.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti