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Libano, accusa Israele: “Mina il cessate il fuoco”

Il presidente libanese Joseph Aoun ha accusato Israele di aver agito per indebolire gli sforzi del suo governo, così come quelli di altri attori “regionali e internazionali”, per consolidare il cessate il fuoco con Beirut, a causa dei suoi continui attacchi al Libano meridionale. In una dichiarazione della presidenza libanese, il capo di Stato ha condannato soprattutto gli attacchi israeliani delle ultime ore contro villaggi e citta’ del Sud, poche ore prima di una nuova riunione del meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco nel Libano meridionale. Israele ha continuato a bombardare il Libano quasi quotidianamente nonostante il cessate il fuoco concordato dalle parti nel novembre 2024 e mantiene ancora truppe in diverse localita’ del suo territorio. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, le truppe israeliane hanno effettuato diverse incursioni nei villaggi di confine, distruggendo alcuni edifici e strutture con il pretesto di eliminare individui legati al gruppo sciita libanese Hezbollah o alle sue infrastrutture.

di Giuseppe Basilico | 7 Gennaio 2026
Il presidente del Libano Joseph Aoun

Il presidente libanese Joseph Aoun ha accusato Israele di aver agito per indebolire gli sforzi del suo governo, così come quelli di altri attori “regionali e internazionali”, per consolidare il cessate il fuoco con Beirut, a causa dei suoi continui attacchi al Libano meridionale.

In una dichiarazione della presidenza libanese, il capo di Stato ha condannato soprattutto gli attacchi israeliani delle ultime ore contro villaggi e citta’ del Sud, poche ore prima di una nuova riunione del meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco nel Libano meridionale. Israele ha continuato a bombardare il Libano quasi quotidianamente nonostante il cessate il fuoco concordato dalle parti nel novembre 2024 e mantiene ancora truppe in diverse localita’ del suo territorio. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, le truppe israeliane hanno effettuato diverse incursioni nei villaggi di confine, distruggendo alcuni edifici e strutture con il pretesto di eliminare individui legati al gruppo sciita libanese Hezbollah o alle sue infrastrutture.

Per quale ragione Israele continuato a bombardare il Libano? Israele invase il sud del Libano per contrastare gli attacchi dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), che operava da quell’area contro il nord dello Stato ebraico. Tel Aviv motivò l’invasione con la volontà di creare una zona di sicurezza lungo il confine. L’esercito israeliano ha annunciato di aver attaccato presunti depositi di armi ed edifici militari appartenenti alla milizia sciita Hezbollah e al gruppo islamista palestinese Hamas in “varie aree del Libano”. “Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito diversi depositi di armi ed edifici militari, sia in superficie che sotterranei, utilizzati da Hezbollah per promuovere complotti terroristici contro l’Idf e lo Stato di Israele, nonche’ per il riarmo”, si legge in una dichiarazione dell’esercito. Il portavoce dell’esercito israeliano in lingua araba, Avichai Adraee, ha emesso ieri un avviso di evacuazione per i villaggi di Kafr Hatta e Ain Al Tineh, nel Libano meridionale, in vista di un imminente attacco a presunte infrastrutture militari appartenenti alla milizia sciita Hezbollah nella zona. Nella sua dichiarazione, corredata di due mappe contrassegnate in rosso che indicano i luoghi dell’attacco pianificato, ha esortato “i residenti degli edifici designati” a evacuare “immediatamente” a una distanza di almeno 300 metri. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo cubano Bruno Rodríguez nella tarda serata di ieri, ha sottolineato la responsabilità di tutti i governi e delle Nazioni Unite di assumere una posizione ferma ed esplicita contro la “pericolosa illegalità” degli Stati Uniti dopo l’attacco al Venezuela e l’arresto del suo presidente Nicolas Maduro. Secondo l’Irna, da parte sua, Rodríguez ha condannato le azioni degli Stati Uniti nei Caraibi e in America Latina e ha ribadito la determinazione di Cuba a resistere fermamente a qualsiasi minaccia esterna. Ha sottolineato la necessità di cooperazione e coordinamento tra i paesi amici per contrastare l’unilateralismo aggressivo. Si chiamava Dana Abu Ma‘rouf la bambina uccisa dagli israeliani mentre stava giocando con le sorelle Hyba e Maryam Abu Jalal, rispettivamente 5 e 7 anni, nell’area di Al Mawasi, Khan Younis. Le due sorelle sono rimaste a loro volta ferite. L’esercito israeliano ha affermato che l’attacco, effettuato in un’area controllata da Hamas, aveva come obiettivo un militante di Hamas che stava pianificando un attacco contro le truppe israeliane nel sud di Gaza.

Il bilancio delle vittime delle violenze legate alle proteste in Iran è salito ad almeno 35 morti, hanno dichiarato ieri gli attivisti mentre le manifestazioni non accennano a fermarsi. Lo riportano i media Usa, citando l’agenzia di stampa americana Human Rights Activists. Primo Ministro Benjamin Netanyahu, non riuscirò mai a giudicarla col disincanto che vorrei impormi quando dico che un personaggio potente è un fenomeno da analizzare in freddezza, col bisturi.

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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